Il mosto che viene fuori dai due primi lavaggi viene fatto scolare dal
fondo del tino in un recipiente sottostante, o underback, mentre quello
che viene fuori dai lavaggi ulteriori, lo sparge, viene utilizzato per trattare
la successiva partita di malto e rientra perciò a far parte della prima e della
seconda estrazione di mosto della medesima. La feccia, cioè le scorie solide che
rimangono dopo che il mosto è scolato, ha il nome di draff e, come per i culmi
di malto, serve da mangime invernale per il bestiame. A proposito del mashing aggiungiamo che si tratta di un procedimento che
propaga un grande odore: l’odore caratteristico che aleggia attorno alle
distillerie. Il mosto così ottenuto è una cosa molto diversa dal pastone
formatosi all’inizio della mescolatura di malto con acqua calda: ora è infatti
un liquido semitrasparente, per quanto non ancora alcolico, dallo strano odore
dolciastro.
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