LA MORTE NERA



Nel XIV secolo una carovana di mercanti genovesi che ritornavano dalla cina portando seta e pellicce preziose fu attaccata in Crimea da predoni.
I mercanti con i portatori e la scorta trovarono rifugio nella città di Caffa, alla quale i predoni misero l'assedio.
Tre anni dopo la città resisteva ancora e tra gli assedianti cominciava a serpeggiare la peste. Ormai decimati dal morbo, i predoni prima di togliere l'assedio lanciarono nella città, con le catapulte, cadaveri di appestati.
I mercanti poterono finalmente imbarcarsi e far vela verso il Mediterrane, ma durante il viaggio non pochi di loro morirono di peste. i supestiti poterono sbarcare in patria, dopo tanto tempo, con le loro mercanzie, ma con essi metteva piede in Europa anche il morbo terribile che, a partire da quel momento, dava inizio alla più spaventosa epidemia della storia: la pestilenza della Morte Nera, così detta per i bubboni scuri che faceva comparire sul corpo dei colpiti.
Qualunque sia stata la vera origine del contagio (l'episodio dei mercanti genovesi è controverso), si sa di preciso che nel 1348 i due terzi della popolazione europea ne erano stati colpiti.
L'epidemia infuriò per otto anni causando non meno di 25 milioni di morti su una popolazione che si poteva stimare intorno ai 75 milioni di persone.
La peste rimase latente in Europa per circa tre secoli, esplodendo ogni tanto in epidemie localizzate come quella di Milano del 1630, resa celebre dal Manzoni nel suo romanzo "I Promessi sposi". Altra pestilenza memorabile fu quella di Londra del 1665, e non solo per le 30000 persone che vi morivano ogni settimana: fu per sfuggire a questa pestilenza che il giovane Isaac Newton dovette ritirarsi per due anni in campagna, dove lo studio e la riflessione (complice o no la famosa mela) lo portarono a elaborare i fondamenti di quella che sarebbe divenuta la teoria della gravitazione universale.
Attualmente la peste continua a fare vittime in quei paesi dove un'alta densità di popolazione si accompagna a condizioni igienico-sanitarie insufficienti.
Le grandi epidemie, l'ultima delle quali uccise 60000 persone in Manciuria nel 1911, appartengono però al passato perché la medicina moderna ha tutti i mezzi per impedire che altre ancora ne esplodano.

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