GLI ANTICORPI E IL SANGUE



E' possibile soffrire di febbre da fineno qundo si è in mare?
Il comandante di una nave, che a casa sua stava benissimo , quand'era sul bastimento andava invece soggetto a questo fastidioso disturbo. Un medico, al quale si rivolse, volle sapere su quale tipo di materiale dormiva a casa e a bordo della nave. Come il medico aveva giustamente immaginato, il materasso della nave era fatto di fibre vegetali, quello di casa era di tutt'altra natura: il capitano soffriva dunque di allergia (cioè di un'intolleranza dell'organismo) nei confronti dei pollini della specie vegetale di cui era fatto il materasso.

Nel caso citato il rimedio fu semplice: cambiato il materasso, l'allergia scomparve; ma i casi di allergia non sono sempre risolvibili con la stessa facilità. Le allergie più comuni possono dipendere da piume o peli di animali domestici, da pollini di piante, ma anche dauna qualsiasi delle numerose sostanze di cui ci serviamo abitualmente: alimenti, detersivi, medicinali, cosmetici...L'intolleranza nell'individuo allergico è dovuta a un eccesso di zilo della sua barriera immunitaria. L'organismo elabora una prima volta anticorpi contro le sostenze che sono state inspirate, ingerite o toccate; in seguito tali anticorpi si mantengono vigili contro gli antigeni che ne hanno provocato la formazione e intervengono ogni volta a difendere l'organismo, reagendo al contatto con gli antigeni stessi.


I GRUPPI SANGUIGNI
Oggi tutti sanno che una trasfusione di sangue può risultare molto pericolosa, o addirittura mortale, se non è praticata dopo opportuni accertementi riguardanti sia il donatore del sangue, sia la persona che lo riceve. Questo perché i globuli rossi sono dotati di numerosi antigeni. Se la persona che riceve il sangue possiede antigeni diversi da quelli che contraddistinguono i globuli rossi del donatore gli anticorpi presenti nel suo sangue entrano in azione e, di conseguenza, i globuli rossi trasfusi subiscono un'agglutinazione, si raggrumano cioè tra loro formando delle masserelle che possono ostruire pericolosamente i vasi sanguigni. Fin dal 1901 lo scienziato austriaco Landsteiner aveva scoperto che il sangue umano non era uguale in tutte le persone, ma poteva essere classificato, in base alle reazioni di agglutinazione dei globuli rossi, secondo quattro gruppi. Si accertò in seguito che la diversità tra questi gruppi, denominati rispettivamente A, B, AB e 0 (zero), consiste nella presenza di due antigeni, prodotti sotto la direzione del DNA (trasmissibili, quindi, ereditariamente) e dislocati sulla superficie dei globuli rossi.
Il sangue del gruppo A possiede antigeni A, quello del gruppo B antigeni B, quello del gruppo AB possiede sia antigeni A, sia antigeni B; infine, il sangue del gruppo 0 non possiede né l'uno né l'altro di questi due antigeni. Inoltre, il plasma del sangue del gruppo A possiede anticorpi anti-B quello del gruppo B anticorpi anti-A, quello del gruppo 0 anticorpi anti-A e anti-B, mentre il plasma sanguigno del gruppo AB non possiede anticorpi di questo tipo. Gli anticorpi anti-A e anti-B sono presenti fin dalla nascita negli organismi che li possiedono.

LA TRASFUSIONE DEL SANGUE
Se a una persona appartenente al gruppo A si trasfonde sangue di gruppo B, oppure AB, i suoi anticorpi anti-B entrano in azione facendo agglutinare i globuli rossi estranei; altrettanto avviene se a una persona di gruppo B si trasfonde sangue del gruppo A, oppure AB. Invece le persone che appartengono al gruppo AB, dal momento che non possiedono né anticorpi anti-A né anticorpi anti-B, possono ricevere senza inconvenienti sangue di tutti e quattro i gruppi. All'opposto, le persone del gruppo 0 non possiedono alcun antigene e perciò possono donare il sangue a soggeti di qualsiasi gruppo sanguigno; queste persone, però, possiedono tutti e due gli anticorpi, perciò possono ricevere senza inconvenienti solo sangue del loro stesso gruppo.

IL FATTORE RH
Da alcuni ricercatori, tra i quali lo stesso Landsteiner che aveva scoperto i gruppi sanguigni, venne individuato nel 1940 un altro fattore del sangue, responsabile di reazioni immunitarie. La scoperta avvenne nel corso di ricerche condotte, tra l'altro, su scimmie della specie Macacus rhesus e dalle iniziali del nome di questa specie la nuova caratteristica individuata nel sangue venne indicata come fattore Rh.
Nel sangue umano il fattore Rh può essere presente o assente; nel primo caso si dice che una persona è Rh positiva(Rh+), nell'altro caso si parla di persona Rh negativa (Rh-). In media, 85 persone su 100 sono Rh+, anche se in realtà tale percentuale varia da luogo a luogo e da razza a razza.
La trasmissione del fattore Rh avviene per via ereditaria come quella dei gruppi sanguigni, ma con una differenza: mentre nel caso degli antigeni A e B non vi è dominanza di un carattere sull'altro, tanto che può formarsi anche il gruppo AB portatore di entrambi i caratteri, il fattore Rh costituisce invece un carattere dominante. Questo significa che una persona mancante del fattore Rh è di razza pura nei riguardi di quel carattere, pertanto i suoi gameti saranno esclusivamente portatori del carattere Rh-; invece, chi possiede il fattore Rh può essere di razza pura o ibrido: se è di razza pura, tutti i suoi gameti saranno portatori del carattere Rh+, se è ibrido un 50% dei suoi gameti sarà portatore del carattere Rh+ mentre l'altro 50% ne sarà privo.
Considerato come antigene, il fattore Rh presenta altre caratteristiche che lo differenziano dagli antigeni A e B. Nei soggetti che non lo possiedono, ossia negli individui Rh negativi, la produzione di anticorpi anti-Rh si manifesta solo in conseguenza di un primo contatto con l'antigene: perciò una persona Rh- può ricevere senza inconvenienti una prima trasfusione di sangue Rh+, mentre una seconda trasfusione con sangue di questo tipo risulterebbe notevolmente pericolosa.

CAUTELA NELLE TRASFUSIONI
Per quanto concerne il fattore Rh, la massima prudenza nelle trasfusioni di sangue va usata nei confronti delle bmbine, delle ragazze e, in particolare, di donne in età feconda. Infatti, il praticare una trasfusione sbagliata a un maschio può causare danni solo al soggetto che la riceve, ma un analogo errore nel caso di una femmina può essere causa di danni anche ai suoi figli futuri. Immaginiamo, per esempio, che una bambina Rh- riceva una trasfusione di sangue Rh+: se si tratta della prima trasfusione di questo tipo, al momento non ne risulta alcun danno. Immaginiamo però ch equella bambina, divenuta adulta, sposi un uomo Rh+ e attenda i lsuo primo figlio: vi sono molte probabilità che il bambino che deve nascere abbia ereditato il fattore Rh dal padre e sia quindi Rh+. In questo caso i suoi globuli rossi, portatori dell'antigene Rh, rischiano di essere aggrediti dagli anticorpi anti-Rh presenti nella madre e di subire un'agglutinazione. Se ciò avviene, il feto non soltanto soffre per una riduzione del numero dei suoi globuli rossi, ma si trova anche alle prese con un notevole carico di scorie di emoglobina da eliminare. Tali scorie possono depositarsi nei suoi tessuti, particolarmente nel tessuto nervoso, e di conseguenza il bambino rischia di morire prima della nascita o di nascere con gravi alterazioni fisiche e psichiche. Ecco dunque come una trasfusione imprudente praticata oggi a una bambina può diventare, magari fra vent'anni, causa di una tragedia.

INCOPATIBILITA' MADRE-FIGLIO
Anche in assenza di precedenti trasfusioni sbagliate, l'incompatibilità del sangue tra la madre Rh- e il feto Rh+ può essere dannosa per il bambino che deve nascere; in tal caso non si ha alcun pericolo alla prima gravidanza, ma il pericolo può essere presente nelle successive gravidanze. L'avvio alla produzione di anticorpi anti-Rh nella madre avviene infatti in seguito all'ingresso di globuli rossi del figlio nel sangue materno; ciò non ha luogo in genere durante la gravidanza, perché gli scambi fra madre e figlio si compiono durante tale periodo attraverso il cordone ombelicale e la placenta, il che esclude una diretta mescolanza del sangue materno con quello del feto. Il contatto può invece aversi durante i parto o immediatamnete dopo, quando avviene il distacco della placenta dalle pareti dell'utero. Il sangue della madre, così immunizzato dopo la nascita del primo bambino, può aggredire con i propri anticorpi quelli tra i successivi figli che siano Rh+ come il primo. Si tratta, fortunatamente, di un evento abbastanza raro, sia per la bassa percentuale di persone Rh-, sia perché in genere la produzione di anticorpi nel sangue della madre è relativamente limitata, tanto da non risultare nociva spesso neppure al secondo e talvolta neppure ai successivi figli.
Anche i bambini che, in conseguenza dell'incopatibilità con il sangue materno, subiscano la distruzinoe dei loro globuli rossi possono essere salvati mediante una sostituzione completa del sangue con altro sangue che sia Rh-, che non risenta quindi dell'azione degli anticorpi materni; questa frasfusione totale può essere praticata subito dopo la nascita o addirittura nel feto. Si sono comunque scoperte sostenze capaci di neutralizzare gli anticopi anti-Rh, tali sostanze, immesse nel sangue di una donna Rh- dopo la nascita del primo figlio Rh+, consentono di eliminare nelle successive maternità i rischi connessi con il fattore Rh.

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