La seguente tabella riporta l'area dei continenti utilizzati nelle diverse classificazioni, dal più grande al più piccolo.
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Un continente è una grande area di terra emersa della crosta terrestre. Poiché la nozione di continuità è ambigua, la suddivisione della terra emersa in continenti è parzialmente arbitraria. Nelle di diversi paesi, per esempio, si insegnano ai bambini diverse classificazioni: secondo alcune, i continenti del pianeta sono 7, secondo altre 6, 5, o addirittura 4. Laddove si applichi una convenzione che distingue come continenti indipendenti due masse di terra fisicamente congiunte (come Europa e Asia), l'unione di tali masse viene generalmente chiamata supercontinente. In questo senso vengono in genere indicati come supercontinenti l'Eurasia o le Americhe. Le isole si considerano di solito appartenenti al continente più vicino; per esempio, il Madagascar e le Seychelles si considerano parte dell'Africa, e l'Islanda parte dell'Europa. Un caso particolare è quello delle numerose isole dell'Oceano Pacifico, che si considerano parte del continente Oceania (o "Australasia") insieme all'Australia.
Fra i modelli di suddivisione delle terre emerse utilizzati dai geologi e geografi, i più comuni sono i seguenti:
La seguente tabella riporta l'area dei continenti utilizzati nelle diverse classificazioni, dal più grande al più piccolo.
La formulazione della teoria della deriva dei continenti (1915), e le successive conferme empiriche, hanno portato i paleogeografi a supporre che la forma e il numero dei continenti siano variati ripetutamente nel corso della storia antica della Terra. Si ritiene che i continenti moderni siano frammenti dell'unico supercontinente di Pangea (circa 300 milioni di anni fa) e che questo a sua volta si sia formato dall'unione dei frammenti di altri supercontinenti precedenti (il più antico supercontinente di cui si sia finora ipotizzata l'esistenza, Yilgarn, risale a circa 4,4 miliardi di anni fa.
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