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6.000 anziani tra Alba e Bra vivono soltanto con 402 euro al mese (nella Granda sono 30 mila). Famiglie in difficoltà

Povertà, l'altro volto della crisi


L'anziano che cammina a piccoli passi forse nasconde una pena. Sta contando i centesimi che gli restano della pensione. Quattrocentodue euro. Oltre 30 mila cuneesi ci vivono per trenta giorni. È la Granda del miracolo. Nemmeno il famoso milione di lire... I dati sono dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Ce ne sono altri. Nel distretto di Alba fanno i conti con questa cifra 5.897 persone. 810 in città. A Bra 136. Nel circondario 339. Quella donna che dimentica il rossetto e i tacchi? Cerca le mele meno care. Ha un marito che guadagna mille euro al mese. Deve pagare l'affitto e mandare a scuola due figli. I soldi non bastano mai. Sono in tanti a vivere con quello stipendio. Siamo in crisi? Solo ad Alba si contano 300 riduzioni per il pagamento della mensa (85 ad extracomunitari), 355 aiuti per i libri dei ragazzi che frequentano medie e superiori, 380 borse di studio (in realtà rimborsi a famiglie in difficoltà per il materiale scolastico). Lo dicono all'Assessorato all'assistenza del Comune, dove si enumerano anche le pratiche per gli assegni di maternità (24 nel 2002) e per i nuclei in difficoltà (27). La povertà, sotto lo scintillio di una città profumata al tartufo, ci tocca? Forse sì. Certo più di ieri. Risponde Marilena Lanfranco, direttrice del consorzio socio-assistenziale "Alba, Langhe e Roero" (67 Comuni per una popolazione di 93 mila abitanti circa). "Colpisce, rispetto ad altre aree, la punta di adulti seguiti. Significa che ci sono più famiglie in difficoltà. Abbiamo problemi a reperire alloggi in affitto a prezzi accessibili. Tendono ad aumentare - sebbene cerchiamo di contenerli ed agganciarli a progetti - i contributi di assistenza economica". Dunque, le difficoltà sperimentate da tutti i nuclei sono già nei numeri del Consorzio. 498 i minori seguiti (di cui 116 extracomunitari e 48 disabili), 957 adulti (tra i quali 126 immigrati, 182 portatori d'handicap, 70 malati psichiatrici e 11 tossicodipendenti) e 301 anziani. In tutto 2.079 persone, il 2,2 per cento della popolazione. E in piazza del Duomo? Mentre si lavora con i sindacati e le categorie commerciali per preparare un paniere di prodotti calmierati, è la casa a preoccupare il sindaco Giuseppe Rossetto. "Siamo impegnati sull'edilizia convenzionata, ma soprattutto per il sostegno di quanti vivono in affitto. Stiamo assegnando 12 nuovi alloggi in via De Gasperi. Lo spaccato è chiaro. Ci sono numerose famiglie immigrate con più figli, che lavorano e sono ben inserite". E poi... Esistono i fondi per il sostegno alla locazione (con qualche problema: gli euro non arrivano da Roma...) e si studia di calmierare le cifre, incentivando ancora l'affitto concordato (il proprietario potrebbe pagare l'Ici al 3 per mille nel 2004 se sottoscrive l'accordo). Si pensa pure a un Fondo comunale di garanzia. "C'è chi non affitta perché teme di non essere pagato", dice Rossetto. "Assicuriamo il blocco dell'imposizione per i prossimi due anni e pensiamo a meccanismi che aiutino le fasce deboli, ma pure i ceti medi. Si evidenziano ogni giorno i problemi dell'attuale congiuntura. Non mancano le persone in cerca di lavoro, oltre che di abitazioni. Ne ricevo ogni settimana almeno 15 o 20". La conclusione, operativa: "Si rischia di spaccare gli equilibri legati alla famiglia".

(di Maria Grazia Olivero da Gazzetta d'Alba del 18 novembre 2003)



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