Pagina iniziale
Rassegna stampa locale
Rassegna stampa nazionale
Approfondimenti

Rispedite al mittente le agende del Ministro. L'Assessore Miroglio: timori ingiustificati

Novemila firme contro la riforma della scuola


ALBA - Novemila firme di protesta contro la riforma della scuola, le agende regalate dal ministro Letizia Moratti agli insegnanti rispedite al mittente (è successo anche a Cuneo) e una bandiera con la scritta "Non uccidete la scuola pubblica" in distribuzione da oggi ad Alba. Sono le dure prese di posizione di genitori e insegnanti dell'Albese e Braidese. Le firme e la bandiera sono state promosse dal "Comitato spontaneo di genitori di Alba e Bra per la difesa della scuola pubblica", che lanciano un appello al ministro dell'Istruzione, alle commissioni parlamentari, ai parlamentari della zona, sindaci, forze politiche e sindacali. Chiedono la difesa della scuola pubblica, l'abrogazione della riforma Moratti, il ritiro del decreto riguardante tutor, tempo pieno, ore di scuola e qualità del servizio agli alunni e famiglie. Dice Patrizia Scanu, nella veste di genitore ed insegnante: "Nel mondo della scuola c'è un disagio profondo. I comitati spontanei dei genitori protestano contro l'impostazione di fondo della riforma Moratti perchè propone un modello di scuola a domanda delle famiglie, in cui vengono aboliti programmi nazionali, ogni bambino avrà un percorso differenziato, una scuola che seleziona precocemente e non offre a tutti le stesse possibilità, generando esclusione ed emarginazione già sui banchi delle elementari". Contro la riforma anche gli studenti delle Superiori stanno raccogliendo firme, mentre prosegue quella dei genitori. E' partita dal comitato genitori di Alba e Bra l'idea della bandiera che si potrà ritirare da oggi nelle librerie e in altri esercizi pubblici con l'invito ad esporla ai balconi (7 euro). Molti insegnanti della zona hanno invece rispedito l'agenda regalo al ministro. Tra questi, Giancarlo Satragno, Patrizia Scanu, Angelo Marco Rossi, Mariella Stella, Giorgia Revello, Emilia Grassi, Salvatore Sorgi dell'Istituto magistrale statale, che dicono: "Abbiamo rifiutato l'agenda che è stata finanziata con denaro sottratto ai fondi per l'autonomia scolastica: crediamo sia più utile spendere il denaro pubblico per i ragazzi. Con questo gesto abbiamo anche voluto esprimere la nostra contrarietà alla riforma che, tra l'altro, non è mai stata discussa con gli insegnanti". Sulla riforma, di parere diverso l'assessore albese Ivana Miroglio di ritorno da Roma: "Dall'incontro avuto con il responsabile del Dipartimento del ministero dell'Istruzione, ritengo che i timori e le proteste di famiglie e insegnanti non siano giustificati".

(da LA STAMPA del 5 dicembre 2003)



Scriveteci a: margherita.alba@libero.it
Realizzazione del sito a cura di Luciano Rosso