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I contratti concordati di locazione non sono alla portata della maggioranza dei lavoratori

Immigrati, com´è difficile trovare casa ad Alba


ALBA - Il problema della casa per i lavoratori immigrati o per le persone che hanno redditi bassi e difficoltà a trovare abitazioni in affitto, sarà discusso oggi in un incontro nella sala giunta del municipio (ore 17,30). E' promosso dal Comune che vuole approfondire l'argomento con le forze imprenditoriali e sociali allo scopo di cercare delle soluzioni che vadano oltre a quanto già esiste, come i contratti concordati di locazione, non sufficienti a dare risposte ad un problema così complesso. Sono invitati l'Unione industriale, le Associazioni commercianti e artigiani, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori, Unione provinciale agricoltori, Associazione piccole e medie imprese, Associazione mediatori, Consorzio socio-assistenziale, organizzazioni dei proprietari degli immobili e degli inquilini. L'intendimento è quello di dare vita ad un osservatorio della casa dal quale possano scaturire degli strumenti in più per affrontare il problema. Dice il sindaco Giuseppe Rossetto: "Con gli affitti concordati e il recente inserimento di Alba nell'elenco dei Comuni `´ad alta tensione abitativa´´, riconoscimento quest'ultimo che consente di avere ulteriori facilitazioni fiscali, sono stati raggiunti traguardi importanti, ma non sufficienti per dare risposte soprattutto ai lavoratori immigrati. Sono a conoscenza di casi in cui i proprietari di immobili non affittano neanche in presenza di una garanzia da parte del datore di lavoro. Ci sono situazioni di estrema debolezza, per i quali occorrono strumenti in più che noi vorremmo cercare attraverso meccanismi nuovi, informali, che vedano coinvolti non solo il Comune, la Caritas o il Consorzio socio-assitenziale, ma anche il mondo delle imprese. Negli anni '50-´60 erano sorti i villaggi Miroglio, Ferrero con gli alloggi per i lavoratori. Oggi occorre studiare qualcosa di nuovo per incentivare le locazioni". Questa sera si attendono delle proposte. Rinaldo Olocco, segretario provinciale Sicet (sindacato inquilini Cisl): "Riteniamo molto utile dare vita ad un tavolo di concertazione fra le associazioni imprenditoriali del territorio, sindacali e dei proprietari di immobili per trovare forme di garanzia che consentano a persone con reddito basso di trovare casa. Due le proposte che avanzeremo: la costituzione di un fondo di garanzia comunale dal quale attingere per pagare un mese di affitto quando si presenta la necessità e la proposta di trattenere il canone sulla busta paga da parte del datore di lavoro". Per i contratti di locazione concordati, stabiliti con la mediazione del Comune, i proprietari che accettano di affittare ad un canone agevolato usufruiscono già dal primo gennaio 2003 della riduzione dell'Ici dal 6,75 a 3,5 per mille. Con l'inserimento di Alba, da parte della Regione, nei Comuni ad alta tensione abitativa (ovvero con problemi abitativi) ci sarà anche una riduzione sull'Irpef per i proprietari del 30% e per gli inquilini da 250 a 500 euro, a seconda del reddito. In base all'accordo, la riduzione dell'Irpef dei proprietari dovrà in parte essere destinata alla diminuzione del canone, in misura da stabilire.

(di g.f. da LA STAMPA del 20 marzo 2003)



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