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Grave carenza di spazio all'ospedale di Alba dove si curano 465 pazienti anche di Bra e Savigliano. La ditta incaricata dell'ampliamento è fallita

Dialisi, il reparto è inadeguato


ALBA - Polemiche per i ritardi che si accumulano nel portare a termine i lavori di ampliamento del Servizio di nefrologia e dialisi dell'ospedale San Lazzaro: ora si trova in locali insufficienti e ha necessità di maggior spazio. I lavori sono fermi da tre anni, salvo alcuni interventi minori eseguiti nel frattempo, a causa di problemi con l'impresa appaltatrice, che un anno fa è anche fallita. L'Asl 18 sta predisponendo il progetto delle opere di completamento che sarà pronto a gennaio. Secondo le previsioni il nuovo appalto sarà assegnato a marzo-aprile e occorreranno ancora sei mesi per finire i lavori edili e impiantistici. Nel frattempo l'Asl, attraverso alcune ditte che lavorano già per l'azienda sanitaria, ha disposto che siano completati alcuni lavori lasciati a metà dalla precedente impresa, al fine di mettere il cantiere in condizioni di procedere al nuovo appalto. Il reparto di nefrologia e dialisi, a cui fanno riferimento Alba, Bra e Savigliano, era stato istituito nel 1978 con 35 dializzati. Oggi ha in cura 80 pazienti, che si sottopongono a dialisi 2-3 volte la settimana in ospedale; 45 che eseguono il trattamento a casa, 40 sono i trapiantati, 300 i pazienti con insufficienza renale cronica che hanno bisogno di frequenti controlli al San Lazzaro. Per far fronte alle esigenze, è stato istituito anche il turno di dialisi serale tre gioni la settimana (tre turni dalle 8 alle 23); gli altri giorni dalle 8 alle 20. Il primario di nefrologia e dialisi Giusto Viglino spiega: "In tutti questi anni abbiamo cercato di sfruttare al massimo gli spazi che avevamo per far fronte alle richieste, ma adesso abbiamo urgenza dei nuovi locali".

Tutti in attesa nel corridoio
Personale eccellente, ma mancano spogliatoi e servizi


ALBA - I pazienti in cura al servizio di Nefrologia e dialisi dell'ospedale San Lazzaro lamentano disagi e difficoltà derivanti dagli spazi angusti in cui si trova il reparto, per il quale sono in corso da anni lavori di ampliamento, che tardano a concludersi. Mario Marengo, uno dei pazienti che frequenta il servizio, anche a nome degli altri emodializzati, precisa: "Dal punto di vista del trattamento medico, infermieristico ed umanitario siamo molto soddisfatti".

Quali sono allora i problemi?

"Sono dovuti alla mancanza di locali: non c'è una sala d'attesa, nell'unico piccolo corridoio sono ammassate le persone in attesa di dialisi, visite. Gli spogliatoi e servizi sono insufficienti. Anche i letti avrebbero bisogno di essere rinnovati".

Ci sono disagi anche per parenti e accompagnatori?

Risponde la moglie, Silvana Bergese, che accompagna spesso il marito in ospedale: "Molti malati sono accompagnati dai parenti, che attendono 3-4 ore il congiunto che si sottopone a dialisi, per riportarlo a casa. E' sentita la mancanza di una sala d'attesa. I pazienti aspettano il turno in pigiama nel corridoio".

Non c’è modo di rendere le ore trascorse nei lettini meno pesanti?

"L'anno scorso - continua Silvana Bergese -, dopo un nostro appello, la ‘’Unieuro’’ aveva regalato diciassette televisori per ognuno dei letti delle persone dializzate, per rendere meno pesante la permanenza nell’ospedale. Alcuni di questi televisori adesso non funzionano più: lanciamo un altro appello a chi volesse offrire la manutenzione".

(da LA STAMPA del 9 dicembre 2003)



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