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Richiesta per 16 ore la settimana tra marzo e giugno

Cassa integrazione alla Transfer per 170 dipendenti della Miroglio


La crisi economica imperante non sembra risparmiare alcun settore; dopo Abet, Arpa e Mondo – solo per citare alcune delle aziende più note della zona, che hanno dovuto affrontare difficoltà – ora è la volta del gruppo Miroglio che, dopo i problemi riscontrati lo scorso inverno, deve nuovamente fare i conti con un mercato in deciso ribasso. Nel corso di una riunione tenutasi la scorsa settimana presso l’Unione industriale di Cuneo, infatti, l’azienda albese ha chiesto la cassa integrazione ordinaria per i dipendenti del reparto Transfer di Vaccheria, che si occupa della stampa su carta necessaria a trasferire i disegni sui tessuti; il provvedimento riguarderà tutti i 170 dipendenti del reparto, che si fermeranno per 16 ore la settimana nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 5 giugno. «Il Transfer è l’emblema di questa difficile situazione di mercato, aggravata dal fatto che un euro forte non può non comportare una diminuzione delle esportazioni, visto che il reparto lavora soprattutto per l’estero», commentano i responsabili del settore tessile delle tre organizzazioni sindacali, Michele Penna per la Filtea-Cgil, Angelo Vero per la Semca-Cisl e Alberto Battaglino per la Uilta-Uil. Ed è proprio la flessione della domanda proveniente dagli Stati Uniti la ragione indicata dalla Miroglio del ricorso alla cassa integrazione. Nel frattempo si chiuderà a giugno il periodo di mobilità richiesto dall’azienda per 50 dipendenti, ultimo strascico del piano di ristrutturazione avviato dall’impresa lo scorso anno. «Al di là della situazione contingente», concludono i rappresentanti sindacali, «il problema è dato dal fatto che, contrariamente alle aspettative, mancano delle concrete prospettive di miglioramento».

(di Maria Grazia Olivero da Gazzetta d'Alba del 2 marzo 2004)



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