|
La
disperazione
è
seduta
su
una
panchina
In
un
giardinetto
su
una
panchina
C'è
un
uomo
che
vi
chiama
quando
passate
Ha
un
binocolo
un
grigio
vestito
liso
Fuma
un
sigaretto
ed
è
seduto
E
vi
chiama
quando
voi
passate
O
semplicemente
egli
vi
fa
un
cenno
Non
bisogna
guardarlo
non
bisogna
ascoltarlo
Conviene
andare
avanti
Fingere
di
non
vederlo
Fingere
di
non
sentirlo
Bisogna
camminare
affrettare
il
passo
Se
voi
lo
guardate
Se
voi
l'ascoltate
Egli
vi
fa
un
cenno
e
niente
e
nessuno
Può
impedirvi
di
andare
a
sedervi
accanto
a
lui
Allora
egli
vi
guarda
e
sorride
E
soffrirete
atrocemente
E
l'uomo
non
la
smette
di
sorridere
E
voi
sorriderete
come
lui
Esattamente
Più
sorriderete
e
più
soffrirete
Atrocemente
Più
voi
sorriderete
e
più
soffrirete
Irrimediabilmente
E
voi
restate
là
Seduto
congelato
Sulla
panchina
sorridente
E
fanciulli
giocano
vicino
a
voi
Passano
i
passanti
Tranquillamente
S'involano
gli
uccelli
Un
albero
lasciando
Per
un
altro
E
voi
restate
là
Sulla
panchina
E
voi
sapete
voi
sapete
Che
mai
più
voi
giocherete
Come
quei
fanciulli
Sapete
che
mai
più
voi
passerete
Tranquillamente
Come
quei
passanti
Che
mai
più
voi
volerete
Un
albero
lasciando
per
un
altro
Come
gli
uccelli.

I
ragazzi
che
si
amano
I
ragazzi
che
si
amano
si
baciano
in
piedi
Contro
le
porte
della
notte
E
i
passanti
che
passano
li
segnano
a
dito
Ma
i
ragazzi
che
si
amano
Non
ci
sono
per
nessuno
Ed
è
la
loro
ombra
soltanto
Che
trema
nella
notte
Stimolando
la
rabbia
dei
passanti
.
La
loro
rabbia
e
il
loro
disprezzo
le
risa
la
loro
invidia
I
ragazzi
che
si
amano
non
ci
sono
per
nessuno
Essi
sono
altrove
molto
più
lontano
della
notte
Molto
più
in
alto
del
giorno
Nell'abbagliante
splendore
del
loro
primo
amore.

Il
fiume
I
tuoi
giovani
seni
brillavano
alla
luna
ma
lui
ha
buttato
il
gelido
sasso
la
fredda
pietra
della
gelosia
sul
riflesso
della
tua
bellezza
che
danzava
nuda
sul
fiume
nello
splendore
dell'estate.

Un
giorno
….
Ho
guardato
il
cielo
ed
ho
visto
i
tuoi
sublimi
occhi,
ho
guardato
il
mare
ed
ho
visto
le
dolci
onde
dei
tuoi
capelli,
ho
guardato
una
rosa
ed
ho
visto
le
morbide
tue
labbra
ho
guardato
una
pesca
ed
ho
visto
il
tuo
soave,
tenero
viso,
ti
ho
guardato
ed
ho
visto
la
mia
vita

In estate come in
inverno
In
estate
come
in
inverno
nel
fango
nella
polvere
sdraiato
su
vecchi
giornali
l'uomo
che
ha
l'acqua
nelle
scarpe
guarda
le
barche
lontane.
Accanto
a
lui
un
imbecille
un
signore
che
ne
ha
tristemente
pesca
con
la
lenza
Egli
non
sa
perché
vedendo
passare
una
chiatta
la
nostalgia
lo
afferra
Anch'egli
vorrebbe
partire
lontano
lontano
sull'acqua
e
vivere
una
nuova
vita
con
un
po'
di
pancia
in
meno.
In
estate
come
in
inverno
nel
fango
nella
polvere
sdraiato
su
vecchi
giornali
l'uomo
che
ha
l'acqua
nelle
scarpe
guarda
le
barche
lontane.
Il
bravo
pescatore
con
la
lenza
torna
a
casa
senza
un
sol
pesce
Apre
una
scatoletta
di
sardine
e
poi
si
mette
a
piangere
Capisce
che
dovrà
morire
e
che
non
ha
mai
amato
Sua
moglie
lo
compatisce
con
un
sorriso
ironico
E'
una
ignobile
megera
una
ranocchia
d'acquasantiera.
In
estate
come
in
inverno
nel
fango
nella
polvere
sdraiato
su
vecchi
giornali
l'uomo
che
ha
l'acqua
nelle
scarpe
guarda
le
barche
lontane.
Sa
bene
che
i
battelli
son
grandi
topaie
sul
mare
e
che
per
i
bassi
salari
le
belle
barcaiole
e
i
loro
poveri
battellieri
portano
a
spasso
sui
fiumi
una
carrettata
di
figli
soffocati
dalla
miseria
in
estate
come
in
inverno
con
non
importa
qual
tempo.

Primo
Giorno
Lenzuola
bianche
in
un
armadio
Lenzuola
rosse
in
un
letto
Un
figlio
in
una
madre
La
madre
nei
dolori
Il
padre
davanti
alla
stanza
La
stanza
nella
casa
La
casa
nella
città
La
città
nella
notte
La
morte
in
un
grido
E
il
figlio
nella
vita.

Barbara
Ricordati
Barbara
Pioveva
senza
sosta
quel
giorno
su
Brest
E
tu
camminavi
sorridente
Serena
rapita
grondante
Sotto
la
pioggia
Ricordati
Barbara
Come
pioveva
su
Brest
E
io
ti
ho
incontrata
a
rue
de
Siam
Tu
sorridevi
Ed
anch'io
sorridevo
Ricordati
Barbara
Tu
che
io
non
conoscevo
Tu
che
non
mi
conoscevi
Ricordati
quel
giorno
ad
ogni
costo
Non
lo
dimenticare
Un
uomo
s'era
rifugiato
sotto
un
portico
E
ha
gridato
il
tuo
nome
Barbara
E
sei
corsa
verso
di
lui
sotto
la
pioggia
Grondante
rapita
rasserenata
E
ti
sei
gettata
tra
le
sue
braccia
Ricordati
questo
Barbara
E
non
mi
rimproverare
di
darti
del
tu
lo
dico
tu
a
tutti
quelli
che
amo
Anche
se
una
sola
volta
li
ho
veduti
Io
dico
tu
a
tutti
quelli
che
si
amano
Anche
se
non
li
conosco
Ricordati
Barbara
Non
dimenticare
Questa
pioggia
buona
e
felice
sul
tuo
volto
felice
Su
questa
città
felice
Questa
pioggia
sul
mare
Sull'arsenale
Sul
battello
d'Ouessant
Oh
Barbara
Che
coglionata
la
guerra
Che
ne
è
di
te
ora
Sotto
questa
pioggia
di
ferro
Di
fuoco
d'acciaio
di
sangue
E
l'uomo
che
ti
stringeva
tra
le
braccia
Amorosamente
è
morto
disperso
o
è
ancora
vivo
Oh
Barbara
Piove
senza
sosta
su
Brest
Come
pioveva
allora
Ma
non
è
più
la
stessa
cosa
e
tutto
è
crollato
E'
una
pioggia
di
lutti
terribili
e
desolata
Non
c'è
nemmeno
più
la
tempesta
Di
ferro
d'acciaio
e
di
sangue
Soltanto
di
nuvole
Che
crepano
come
cani
Come
i
cani
che
spariscono
Sul
filo
dell'acqua
a
Brest
E
vanno
ad
imputridire
lontano
Lontano
molto
lontano
da
Brest
Dove
non
vi
è
piú
nulla.

Tempo perso
Davanti
alla
porta
dell'officina
l'operaio
s'arresta
di
scatto
il
bel
tempo
l'ha
tirato
per
la
giacca
e
come
egli
si
volta
e
osserva
il
sole
tutto
rosso
tutto
tondo
sorridente
nel
suo
cielo
di
piombo
e
strizza
l'occhio
familiarmente
Su
dimmi
compagno
Sole
forse
non
trovi
che
è
piuttosto
una
coglionata
offrire
una
simile
giornata
a
un
padrone?

Violetta
Una
violetta
stava
sul
prato
ignota
e
con
il
capo
reclinato,
era
una
graziosa
violetta.
Veniva
una
pastorella
il
passo
lieve,
l'anima
serena,
per
la
sua
strada
giù
per
il
prato,
cantando.
Ah,
pensa
la
violetta,
vorrei
tanto
essere
il
fiore
più
bello
del
creato,
ah,
solo
per
un
istante,
fino
a
che
mi
ha
colto
il
mio
amore
e
mi
ha
stretto
languida
sul
cuore!
Ah,
soltanto,
soltanto
per
un
breve
quarto
d'ora!
Ahimé,
ahimé,
venne
la
giovinetta
e
non
si
diede
cura
della
violetta,
anzi
calpesta
l'infelice.
Era
lieta
anche
se
cadeva
e
moriva:
se
muoio,
muoio
tuttavia,
per
causa
sua,
per
causa
sua,
qui
ai
suoi
piedi
almeno.

|