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3. Architettura e statuto della libreria

L’architettura della Libreria (contenuti e loro interconnessioni) ha una sua prima formulazione in sede di Commissione Scientifica dell’istituto, o equivalente, in modo da costituire un riferi-mento primario per ogni attività successiva. Essa deve essere periodicamente aggiornata con cadenza da stabilire, ma non inferiore ai tre mesi. La sua forma riflette sia la struttura attuale dei corsi sia le strategie di sviluppo dell’istituto (indirizzi, specializzazioni). È organizzata per “oggetti” o schede dotate di tutte le informazioni di interfaccia e delle necessità di tempi e risorse necessari.
Lo statuto fissa i comportamenti (diritti, doveri, metodi, relazioni, ruoli, responsabilità) di chi collabora alla formazione della libreria, ed eventualmente la logistica. Anche lo statuto è fissato in una prima formulazione dalla Commissione Scientifica ed è periodicamente sotto-posto a revisione.
Queste due attività sono affidate a due relatori che approntano una prima bozza e la sotto-pongono alla commissione per discussione e approvazione.
Gli atti sono sinteticamente verbalizzati con particolare rilievo per i compiti assegnati e le scadenze, e sono esposti in bacheca.

4. Metodo di preparazione dei testi

Il metodo suggerito per la preparazione dei testi e schede sperimentali (“oggetti”, o moduli e unità didattiche nel linguaggio ministeriale) è quello in uso per la redazione della normativa tecnica. Una commissione di esperti— nel caso specifico alcuni insegnanti di indirizzo — nomina un relatore che appronta una prima bozza o revisione zero. La bozza è distribuita fra tutti gli insegnanti di indirizzo, inclusi gli insegnanti tecnico-pratici, che propongono le loro varianti e integrazioni; in particolare gli insegnanti tecnico-pratici specificano i limiti speri-mentali posti dai loro laboratori o includono i riferimenti a esperienze che ritengono parti-colarmente significative, e comunque indicano le eventuali nuove necessità di mezzi e stru-menti necessari per rendere più efficace il contenuto del testo (il che consente anche la programmazione degli acquisti). Il relatore raccoglie le osservazioni e le integra nel testo originale, discutendone con gli interessati se lo ritiene utile, e ripubblica il testo con indice di revisione 1.

Le parti sperimentali sono incluse come riferimenti a schede autonome, sottoposte a loro volta in modo indipendente al medesimo procedimento di preparazione, e vanno quindi a comporre un’architettura locale (di disciplina specifica) ma sono a disposizione di qualunque altro profilo ne senta la necessità. Tali schede sperimentali sono corredate di una procedura, nel significato industriale del termine, per l’esecuzione dell’esperienza, così come i testi teorici forniscono criteri e tracce ed esempi di verifica.
Ogni testo contiene anche la bibliografia necessaria e, in prospettiva, un indice analitico (che si costruisce facilmente mediante gli elaboratori di testo disponibili: la costruzione dell’indice analitico è semi-automatica), e infine i link ad altri testi e anche a eventuali siti Internet su argomenti specifici.3

La revisione ‘1’ viene già utilizzata nella didattica, e gli studenti sono a loro volta invitati a fornire osservazioni e suggerimenti, unitamente agli insegnanti che in ogni classe troveranno difficoltà, risposta e spunti diversi. Tutte le osservazioni convergono sul relatore, il quale le raccoglie e revisiona il testo. Se necessario, la revisione di pagine isolate può essere inserita in tempi brevi e le pagine stesse possono essere rese disponibili lungo l’anno (in modo che le classi quinte, per esempio, affrontino l’esame con il testo aggiornato); se ciò non è stretta-mente necessario, la revisione è resa disponibile quadrimestralmente (per pagine o completa) o l’anno successivo. Gli studenti, in vista della continuità e dell’omogeneità del percorso didattico, perlomeno del triennio, sono incoraggiati a conservare il proprio “albero” di testi di riferimento.4

Circa i testi ufficialmente adottati, a fronte di questa istituzione essi diventano, come all’uni-versità, solo testi “suggeriti”, ed è preferibile suggerire, in quest’ottica, testi più ricchi di eser-cizi e progetti, se sufficientemente validi, che di teoria.

La normativa tecnica specifica (UNI, CEI, IEC ecc.) è evidentemente importante per un istituto tecnico, quindi i testi approntati devono contenere un capitolo apposito che non si limita a elencare le norme con il loro numero di codice aggiornato, ma ne dà l’estratto essenziale, come ricavabile dalle norme stesse. La libreria, perlomeno nella sua forma cartacea, contiene come parte integrante una copia delle norme di maggior interesse per i vari indirizzi.5

Infine la libreria è il riferimento ufficiale, per quanto concerne il contenuto dei programmi,6 delle commissioni d’esame, e ciò comporta che gli allievi vi si devono attenere e devono dotarsi dei relativi testi e schede — nella forma che preferiscono — e, come sopra suggerito, conservarli e portarli con sé all’esame.

3.

La forma multimediale di questi documenti si presta particolarmente bene alla loro strutturazione e alla loro gestione.

4.

Che nella forma multimediale rimane in rete ma può mutare di frequente. In questo senso è bene che lo studente conservi copia cartacea o elettronica della versione su cui si è preparato.

5.

Le norme tecniche non sono accessibili in rete ma possono solo essere acquistate in forma cartacea o elettronica (CD), pertanto occorre, nei testi della Libreria, ricorrere a estratti. La Libreria, in quanto parte della Biblioteca, detiene copia aggiornata delle norme essenziali.

6.

E quindi del POF.

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