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11. I tempi

A titolo introduttivo di questa sezione si può dire che più tempo si perde nel non adeguarsi ai mezzi che la tecnologia offre e alle esigenze del mercato del lavoro, più si è esposti a fornire una didattica obsoleta, nei contenuti e nei metodi, e si è anche esposti a essere superati, nelle scelte dell’utenza, da organizzazioni private della levatura di “dieci esami in dieci mesi”.45 In altri termini, finché non si punta su una qualità dimensionata sull’attuale e non sul passato — ma che del passato tiene conto proprio per evolverne gli aspetti positivi e annul-larne o attenuarne quelli negativi, — l’utenza si preoccuperà sempre più soltanto del “pezzo di carta” fiscalmente necessario per gli “usi consentiti dalla legge”. E il pezzo di carta lo si ottiene ovunque, anzi, lo si “compera” ovunque.

La qualità dunque, non solo formale ma sostanziale, che oggi necessariamente si costruisce con i mezzi e i linguaggi di oggi, è l’obiettivo che dimensiona anche i tempi.

Se tuttavia per queste ragioni è urgente dare inizio a questo processo di rinnovamento, non ci si deve illudere che il solo introdurre le nuove tecnologie, senza prima definire un quadro normativo di metodo e di contenuti, sia sufficiente per conseguire l’obiettivo della qualità.

Le fasi che si prevede di dover affrontare sono quindi le seguenti:

a.

pervenire a decisioni chiare e possibilmente unanimi da parte del Collegio Docenti nel verso del sostanziale aggiornamento della didattica, senza le quali l’iniziativa è lasciata fuori dell’Istituto, dove è ovvio che, comunque, essa non si fermerà e renderà ancor più evidente l’obsolescenza interna.46 Le decisioni in sede di Collegio Docenti non sono di merito ma riguardano la formazione di un gruppo di lavoro “costituente”, composto da poche persone,47 incaricato di avviare la fase preliminare dell’attività e guidato dal responsabile di progetto;

b.

approntamento, da parte del gruppo di lavoro come definito al punto ‘a.’, di bozze delle norme essenziali per l’inquadramento dell’attività.48 Raccolta di adesioni ai comitati Scientifico e Tecnico;

c.

approntamento, da parte dei comitati Scientifico e Tecnico, delle bozze della normativa essenziale per l’avvio delle rispettive attività;

d.

esame del POF da parte del Comitato Scientifico – in collaborazione con la commissione POF – per tracciare la “matrice dei moduli”, entro cui inquadrare ogni scelta dei corsi da produrre;

e.

proposta agli insegnanti della lista dei corsi estratti dalla “matrice”, per una scelta dei corsi (o parti di essi) di loro interesse, ricordando la procedura consigliata nel documento “Libreria di Testi di Riferimento”, che mette in gioco di fatto, per ogni corso (tutti o gran parte de)gli insegnanti di una certa disciplina e di quelle affini;49

f

decisione riguardante la struttura da dare al singolo corso, tenuto conto tuttavia del fatto che si tratta di una versione “zero” e che non è necessario che sia perfetta o completa di ogni dettaglio alla prima edizione.50 È da prevedersi una revisione annuale dei testi multimediali per tenere conto delle osservazioni raccolte durante l’anno scolastico appena trascorso e per eventuali integrazioni;

g

raccolta dell’adesione degli studenti per l’attività di costruzione al PC del materiale del corso; tale attività può essere inquadrata nell’area di progetto ma può anche essere svolta in tempi messi a disposizione dagli studenti in vista dell’approntamento di tesine, di crediti scolastico-formativi ed eventualmente di un ragionevole ritorno economico;51

h

approntamento e progressivo collaudo dei corsi; il metodo per il collaudo è lasciato agli insegnanti interessati,52 ma si raccomanda che il collaudo avvenga con le classi in aula multimediale – e non solo con singoli studenti – raccogliendo le reazioni e i suggerimenti. Nel caso si tratti di corsi approntati da specialisti esterni, sono gli insegnanti loro referenti interni a provvedere al collaudo dei corsi e a suggerire modifiche e integrazioni;

i

l’edizione 1.0 di un testo multimediale (vale a dire quella formalizzata dopo il primo collaudo) è ufficializzata e messa in rete al termine dell’anno scolastico, per una sua fruizione piena, all’interno dell’Istituto, durante il successivo anno scolastico; dall’esterno le iscrizioni sono invece possibili immediatamente dopo l’ immissione in rete.
L’immissione in rete è accompagnata da una versione “demo” – un breve estratto significativo del corso (una parte di una lezione tipica) – per far conoscere e apprezzare il corso ai potenziali utenti.53

Considerate le problematiche organizzative e la necessità di mettere a punto tutti i processi, per il primo anno è utile lanciare soltanto due corsi di tipologie diverse (es. uno letterario o comunque umanistico e uno tecnico, anche quest’ultimo, come il primo, da scegliersi di tipo “trasversale”, ossia di interesse di più percorsi; oppure uno per il biennio e uno per il triennio), senza ambizioni quantitative. Questi due corsi, una volta collaudati e messi a punto, possono essere di guida per tutti i successivi, sia sul piano della struttura sia su quello della presenta-zione e dei processi necessari per la loro costruzione.
La standardizzazione dei processi – con la libertà-opportunità dell’aggiornamento annuale – è un requisito per la qualità formale e soprattutto per quella sostanziale. Tali processi, pur sinteticamente formalizzati, entrano a tutti gli effetti nel Manuale di Qualità dell'Istituto, come i testi multimediali stessi, che vanno a formare il patrimonio culturale concreto, tangibile dell’Istituto.


45.

Della cui nascita e prosperità è responsabile soprattutto la scuola pubblica, con i suoi criteri selettivi utili solo per eliminare d’ufficio (“legalmente”) le difficoltà vere dell’insegnamento.

46.

V. "Appunti per una Scuola di Qualità".

47.

Si propone qui un gruppo di non più di tre persone, pena l’impossibilità di arrivare a qualunque decisione. Tale gruppo deve essere, come ovvio, fortemente motivato alla realizzazione del progetto, trattandosi di attività nuova per la scuola e destinata a rinverdirne contenuti, metodi e immagine. È auspicata la partecipazione degli studenti, particolarmente quelli impegnati nel Consiglio d'Istituto.

48.

Sottoposte sistematicamente alla conoscenza di tutti gli insegnanti (mediante apposito albo) per la raccolta di suggerimenti scritti e sottoscritti (le polemiche assembleari “alla voce” sono poco costruttive e mettono talvolta in vetrina solo dell'inopportuna invadenza).

49.

Non dimenticando che si sta costruendo la didattica dell’Istituto.

50.

Un corso appena approntato è sperimentato all’interno prima di essere offerto all’utenza esterna, in linea con le raccomandazioni del documento “Libreria di Testi di Riferimento”. Si raccomanda anzi di sperimentare all’interno dapprima le singole lezioni, specie quelle che si ritengono di maggiore delicatezza. Il responso degli studenti deve essere tenuto in conto in modo prioritario.

51.

V. sezione 10, punto d. Non è da considerarsi negativo che gli allievi imparino a dare un peso economico all’opera prestata, vale a dire a sentirsi cittadini-interlocutori a tutti gli effetti anziché sudditi (che è un difetto formativo oggettivamente presente nella scuola sostanzialmente autoritaria e livellatrice di oggi).

52.

Ed è comunque da normare formalmente.

53.

A cura del gestore della piattaforma di e-learning.

 

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