Note su alcune recenti lotte dei lavoratori a Molfetta
di Nino Mastropierro

Dal 1996 il circolo di Rifondazione Comunista ha organizzato alcune lotte di lavoratori che si sono rivolti al partito per cercare una soluzione ai loro problemi di lavoro. Le categorie interessate sono state: radiotelegrafisti, lavoratrici della Standa, lavoratori socialmente utili, lavoratori della SNAM trasporti marittimi. Esclusi gli L.S.U. (Lavoratori socialmente utili) la condizione di questi lavoratori ha avuto alcune caratteristiche comuni:
1) i lavoratori sono stati licenziati dal posto di lavoro o hanno rischiato il licenziamento;
2) il sindacato non li ha tutelati col necessario impegno;
3) Rifondazione Comunista è stata la loro ultima risorsa.
In tutte le lotte intraprese rilevante è stato il ruolo svolto in Parlamento da Maria Celeste Nardini, deputata del Partito della Rifondazione Comunista. L'organizzazione delle lotte di due categorie di lavoratori del mare: radiotelegrafisti e marittimi dipendenti della SNAM si inquadra nella situazione sociale particolare di Molfetta che dal mare trae (in verità oggi meno che nel passato) parte del suo benessere. Le fasi più importanti di lotta di ciascun gruppo di lavoratori sono state queste:
A) Radiotelegrafisti.
In virtù dell'impiego di nuovi strumenti di trasmissione e della "necessità" di ridimensionare la forza lavoro presente sulle navi di trasporto le compagnie di navigazione hanno deciso di annullare sulle loro navi il servizio di radiotelegrafia. In questo modo gli ufficiali radiotelegrafisti hanno rischiato, e in molti subito, il licenziamento. L'aiuto richiesto, e fornito, da Rifondazione a questi lavoratori è consistito nella sollecitazione dei livelli istituzionali a difendere i posti di lavoro: nel 1996 i radiotelegrafisti di Molfetta erano 130 su 400 circa a livello nazionale. Sono stati interessati: l'amministrazione comunale e il Ministero dei Trasporti tramite interpellanze di M. C. Nardini. Nelle fasi più importanti della lotta si è svolto per la città un corteo di lavoratori, il primo dopo molti anni, cui hanno partecipato alcuni consiglieri comunali e l'On. Nardini; successivamente c'è stata un'altra manifestazione a Roma dopo la quale una delegazione di lavoratori è stata ricevuta al Ministero delle Telecomunicazioni. La vertenza dei radiotelegrafisti, che non ha più Rifondazione come interlocutore politico dell'Associazione dei radiotelegrafistì, è in questa fase a un punto morto: i radiotelegraflsti chiedono di riqualificarsi per svolgere altre mansioni sulle navi. Dopo aver fatto molte resistenze il governo di centro sinistra si era finalmente impegnato ad esaudire le richieste della categoria. Intanto i radiotelegrafisti di Molfetta hanno pensato di esercitare una sorta di par condicio nelle loro attenzioni politiche chiedendo l'intervento del parlamentare di AN del collegio; il risultato, allo stato attuale, è che il governo del presidente operaio non intende concedere un centesimo per la riqualificazione dei lavoratori in questione.
B) Standa.
Anche in questo caso, come nel precedente, il PRC ha cercato di evitare il licenziamento dei lavoratori. Nel 1997 le lavoratrici della filiale della Standa, poiché non si sentivano tutelate in maniera adeguata dal sindacato, si sono rivolte a Rifondazione per tentare di impedire la chiusura del punto vendita di Molfetta. Negli incontri tenuti nella sede del PRC si predisponeva questo piano di lotta: le delegate sindacali avrebbero incontrato le lavoratrici delle altre filiali pugliesi, e non solo, minacciate di chiusura (Bari, Brindisi, Francavilla Fontana, Altamura, Monopoli, Bitonto, Vasto, Isernia) per preparare iniziative di lotta comune; una delegata sindacale avrebbe contestato nel sindacato l'accordo stipulato dai responsabili nazionali della Filcams CGIL col gruppo Standa a livello parlamentare ci sarebbe stata un'interpellanza dell'On. Nardini; a Molfetta, da supporto alle iniziative delle lavoratrici, venivano organizzati dei presidi vicino al punto di vendita Standa; veniva chiesto ed ottenuto l'interessamento dell'amministrazione comunale a favore delle lavoratrici; veniva affisso un manifesto del PRC contro il futuro presidente operaio, proprietario della Standa. Questa serie di iniziative è culminata in alcuni scioperi e, finalmente, nel mutamento di indirizzo della linea del sindacato. Anche se la Standa è stata sfasciata, le lotte intraprese (in particolare a Molfetta) hanno portato a questi risultati:
1) cessione di filiali Standa al gruppo "Sidera" che avrebbe dovuto presentare, entro un anno dall'acquisto, il piano di sviluppo della nuova situazione;
2) il piano di sviluppo non viene presentato e il personale è costretto alla mobilità poiché non gli è riconosciuto il diritto alla cassa integrazione;
3) sono passati tre anni e il personale resta in mobilità anche se ancora per poco.
Resta da appurare perché "Sìdera" ha acquistato le filiali Standa per farle morire. O forse non c'è niente da appurare se si presta attenzione alla logica non casuale dei fatti.
C) Lavoratori Socialmente Utili.
Degli L.S.U. il Circolo di Rifondazione di Molfetta ha organizzato, in particolare dal 1998, le iniziative di lotta dei disoccupati di lungo periodo, persone che in precedenza avevano svolto i mestieri più disparati ma senza alcuna reale continuità con alcuno. Un centinaio di persone che non è stato facile organizzare: spesso i presidii in cui avrebbero dovuto spiegare le motivazioni della loro necessità di lavoro erano o deserti o animati da piccoli gruppi di interessati L'amministrazione comunale di Centro Sinistra ha inizialmente tentato di ignorare le richieste di lavoro di questa categoria, ma la caparbietà dei dirigenti del Circolo di Rifondazione ha permesso, e soltanto dopo una pacifica manifestazione in consiglio comunale, di avviare un qualche rapporto di lavoro tra il Comune di Molfetta e L.S.U. Tuttavia sul piano politico il notevole lavoro del PRC con questa categoria dei lavoratori non ha prodotto alcun particolare risultato. A fronte della stabilità del posto di lavoro finalmente conseguita da diversi L.S.U. evidente è stata la volubilità dei soggetti in questione, quasi tutti disponibili a farsi affascinare sia dal centro che dalla destra dello schieramento politico, o perché a disposizione del miglior offerente o perché sottoposti ai ricatti del più vario e torbido sottobosco della politica locale.
D) SNAM trasporti marittimi.
Per l'economia di Molfetta importantissimo è il contributo dei lavoratori marittimi; costretti ad un duro lavoro hanno visto ripagato sul piano salariale in maniera positiva i loro sacrifici, quanto meno per i lunghi mesi trascorsi lontano da casa. Fra questi lavoratori i più garantiti si riteneva fossero i dipendenti del gruppo ENI, in particolare i lavoratori imbarcati sulle navi della SNAM. Senonchè, in seguito al mutamento di strategia economica della multinazionale è stata messa in discussione anche la condizione lavorativa di questi marittimi. Nell'anno 2000 su circa 500 lavoratori interessati dalla "razionalizzazione" decisa dalla SNAM trasporti marittimi, 150 erano i marittimi di Molfetta. Dopo aver tentato diverse soluzioni, e senza che il sindacato facesse granchè, una parte consistente di questi lavoratori si rivolgeva al circolo di Molfetta di Rifondazione. Si riproponeva, con ovvie varianti, un copione già visto. Questa volta però la situazione era più difficile: sia per l'enorme disparità di forze in campo (dall'altra parte c'era una potentissima multinazionale) sia perché erano già partite diverse lettere di licenziamento. Allora, per tentare in qualche modo di recuperare la situazione, si ritenne opportuno, d'intesa con i lavoratori più combattivi, elaborare una strategia di lotte con iniziative che hanno coinvolto, oltre alle istituzioni, anche il sindacato che a san Donato Milanese si è manifestato in un gesto di forte solidarietà dei lavoratori dell'ENI con i marittimi di Molfetta.
Per rendere comprensibile lo svolgimento dei fatti li riassumiamo:
1) "L'azienda SNAM intendendo, in coerenza con le linee strategiche del gruppo Eni concentrare sempre più la propria attività nel core-business, rappresentato dal gas naturale, ha da tempo avviato una razionalizzazione del sistema trasporto idrocarburi via mare" (verbale di accordo SNAM - sindacati del 12/01/01);
2) diversi lavoratori, licenziati dalla SNAM in seguito alla vendita di alcune navi, hanno impugnato in sede giudiziaria e sindacale i licenziamenti;
3) alcuni di questi lavoratori, insieme ad altri che temevano di perdere il posto di lavoro, si sono rivolti a Rifondazione Comunista per essere tutelati;
4) è stata presentata un'interrogazione parlamentare dall'On. Nardini sulla vicenda;
5) il PRC ed i lavoratori, molto determinati, (di Molfetta) della SNAM hanno organizzato presidii contro i licenziamenti a Molfetta, a Bari, a San Donato Milanese;
6) si sono interessati della vicenda televisioni e giornali regionali oltre a "Liberazione"; i lavoratori hanno incontrato il commissario prefettizio di Molfetta e il prefetto di Bari;
7) finalmente, dopo alcuni mesi di lotta, si sono ottenuti degli incontri al Ministero dell'Industria fra ENI e sindacati.In queste riunioni la SNAM ha accettato di ritirare i licenziamenti e si è impegnata a programmare con i lavoratori la fuoriuscita dall'azienda, tramite incentivazioni, del personale ritenuto in "esubero".
Una vittoria dei lavoratori e, sul piano politico, una vittoria di Rifondazione Comunista.
Considerazioni.
Gli esiti delle lotte organizzate e intraprese ci permettono queste considerazioni:
1) di fronte alla richiesta di aiuto dei lavoratori il partito non poteva tirarsi indietro;
2) nessuno sforzo è stato risparmiato per raggiungere gli obiettivi fissati;
3) per questo motivo va riconsiderato il volontarismo dei militanti del circolo, in particolare di quello manifestatosi nei rapporti sia con i radiotelegrafisti che con gli L.S.U.;
4) nei rapporti con i lavoratori che si sono rivolti a Rifondazione è mancato un franco chiarimento sul reciproco interesse sul piano politico; per questo motivo:
• se il consenso elettorale è la dimostrazione della fiducia che gli elettori nutrono nei confronti di un partito, particolarmente tiepida è stata per Rifondazione quella dei lavoratori che hanno chiesto aiuto ai comunisti di Molfetta: questa "tiepidezza" si è manifestata soprattutto nelle elezioni comunali del 2001;
• nella tutela dei lavoratori va riconsiderato il ruolo del partito, anche in relazione alla debolezza del sindacato nel territorio;
• va ricostruita la coscienza sindacale ma va ricostruita in particolare quella che fino a qualche decennio fa veniva chiamata coscienza di classe.

settembre - dicembre 2002