Intervento di restauro e conservazione
della statua del Gigante



RELAZIONE   DI   PROGETTO


  
Stato di conservazione.

L'opera presenta fenomeni di alterazione e degradazione delle superfici quali: diffusi depositi superficiali incoerenti di particellato atmosferico, croste nere localizzate, attacchi biologici, locali alterazioni cromatiche dovute a residui di vernici sintetiche soprammesse, diffuse applicazioni di malte incongrue per morfologia e stato di conservazione (imputabili a manutenzioni occorse nel tempo), locali depositi cerosi (imputabili a degrado antropico di tipo vandalico), incrostazioni, erosione, alveolizzazione, disgregazione materica, sporadiche micro-fessurazioni e ossidazione degli elementi metallici originali (zanche in ferro, riferibili all'assemblaggio dei pezzi).
Il basamento, in Ghiandone, presenta malte incongrue, discontinuitą delle malte di giunto e contestuale, localizzata crescita di piante superiori negli interstizi.
Ad un primo esame visivo l'opera non presenta dissesti statici.


Intervento di restauro.

L'intervento di restauro proposto ha carattere conservativo e si articola come di seguito descritto:
  • Documentazione fotografica dello stato di conservazione e degli interventi operati, comprendenti riprese in diacolor formato 24x36.
  • Campionature preliminari per la definizione delle metodologie d'intervento, delle concentrazioni delle soluzioni e dei tempi di contatto dei materiali da applicarsi.
  • Rimozione depositi incoerenti mediante spolveratura; spazzolatura dei depositi parzialmente coeerenti anmorbiditi con acqua e risciacquo con acqua distillata
  • Preconsolidamento localizzato di porzioni decoese, mediante velinatura di protezione ed impregnazione delle superfici con specifico consolidante opportunamente testato
  • Trattamento curativo e, a completamento del restauro, trattamento preventivo dei biodetereogeni (muschi, licheni e piante superiori) mediante cicli applicativi di biocidi specifici e rimozione meccanica degli stessi
  • Abbassamento dei depositi pił resistenti, mediante metodi aereoabrasivi-microsabbiatura di precisione, a bassa pressione, con ossido di alluminioo 150-200 mesh
  • Rimozione depositi coerenti mediante lavaggi con acqua deionizzata ed applicazione localizzata (fino a due cicli) di soluzioni di sali inorganici ad impacco con opportuni ispessenti e risciacquo con acqua distillata
  • Rimozione meccanica (mediante scalpellini e microincisori) di stuccature e risarcimenti realizzati precedentemente non idonei alle superfici lapidee circostanti per composizione e per morfologia
  • Eventuale consolidamento strutturale dei quadri fessurativi mediante micro-iniezione di resine epossidiche ed eventuale inserimento di perni in fibra di vetro o in acciaio inox
  • Consolidamento in profonditą di sollevamenti, sacche e distacchi di materiale mediante iniezione di resina epossidica o di malte specifiche ad irrilevante rilascio di sali, previa pulitura delle interfacce
  • Stuccatura dei giunti, fessurazioni ed integrazione delle piccole lacune mediante applicazione di malta di calce aerea ed aggregati selezionati
  • Eventuale rimozione o trattamento per l'arresto dei processi di ossidazione e per la protezione superficiale degli elementi metallici ossidati da conservarsi in loro (es.: zanche), mediante spazzolatura dei prodotti di corrosione, passivazione dei residui con convertitore e protezione della superficie
  • Consolidamento finale localizzato tramite impregnazione delle superfici decoese con specifico consolidante opportunamente testato
  • Riduzione dell'interferenza visiva delle stuccature e delle integrazioni esistenti, aventi cromia inidonea ma morfologicamente compatibili alle superfici originali circostanti, mediante velatura
  • Trattamento di protezione superficiale mediante aspersione diffusa delle superfici con specifico protetttico opportunamente testato
  • Relazione dell'intervento di restauro

    COOPERATIVA PER IL RESTAURO Scarl


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