LETTERA APERTA A PIETRO INGRAO

Caro Pietro Ingrao,

Lo scorso 6 novembre si è tenuta in Campidoglio, a Roma, una iniziativa dedicata alla figura di Ernesto Guevara "el Che", alla quale anche alcuni di noi hanno assistito. Tra le altre cose, nel suo intervento in quella occasione lei ha fatto riferimento al Movimento dei Non-Allineati, ricordando il ruolo di Nehru e Nasser come "padri fondatori", ma curiosamente omettendo di citare Josip Broz "Tito", che di quel movimento fu forse invece il principale artefice.

Questa strana dimenticanza potrebbe essere commentata a lungo a causa dei riferimenti che si potrebbero facilmente fare sulla grave situazione determinatasi a due passi da casa nostra, ma non è questa la sede. Certo la sua omissione non è dovuta alla censura - anche definita "political correctness" nel fuorviante vocabolario politico oggi in uso - che molti a sinistra si autoimpongono su tante questioni.
Tuttavia una dimenticanza del genere in quella sede a nostro parere suona come una offesa proprio alla figura del "Che", che conobbe personalmente Tito e di questi fu ospite a Brioni. Infatti il "Che" non si sarebbe mai sognato di relegare nell'oblio della Storia e della coscienza della sinistra quella che fu innanzitutto una figura di partigiano, di rivoluzionario e di internazionalista, peraltro particolarmente attento alle problematiche dei paesi in via di sviluppo: una specie di precursore dello stesso Guevara sotto molti aspetti.

Con infinito rammarico ci tocca pertanto aggiungere anche questo episodio alla nostra, ormai enorme, collezione di assurdità e miserie viste e sentite in questi anni. E con rammarico pensiamo non solo ai presunti eredi del pensiero e delle azioni di Tito e di Guevara, ma anche al fiato sprecato a suo tempo da tanti dirigenti del PCI che elogiarono, pur tardivamente, la "via jugoslava al socialismo", o all'inchiostro sprecato da "L'Unità" il giorno dopo la morte di Tito per celebrarlo a caratteri cubitali... E con tristezza ricordiamo il viaggio in Jugoslavia della delegazione del Partito Comunista Italiano, della quale anche lei fece parte, quando andò a rendere omaggio al comunista da poco defunto in occasione dei suoi funerali nel 1980.

COORDINAMENTO ROMANO PER LA JUGOSLAVIA, novembre 1998


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