LA SECONDA GUERRA MONDIALE

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RUSSIA:L'INTERMEZZO

OPERAZIONE BLAU (BLU) O EDELWEISS

l'Edelweiss simbolo delle truppe alpine tedesche

  L’avanzata fulminea dei tedeschi del 1941 poteva essere fermata solo dal sacrificio dei combattenti russi, combattenti che erano praticamente votati alla morte quando venivano chiusi nelle sacche. Il carro russo a disposizione, il T34, era superiore a quelli tedeschi, ma solo un numero limitato di pezzi era stato costruito. Negli alti comandi russi si cominciò a dubitare della tattica di perdere ancora soldati, che nel peggiore dei casi passavano poi al nemico. In una riunione coi generali Stalin stabilì le nuove direttive. Linee difensive parallele in profondità, dove al minimo accenno di sfondamento, si ripiegava con le minori perdite possibili. Coi soldati che arretravano, sulla seconda, poi terza linea già presidiate si veniva al dunque a creare un muro. I pochi che restavano nelle sacche avrebbero venduta cara in ogni caso la pelle. L’inverno era una linea "autonoma" extra che giocherà a favore dei Russi al momento opportuno. Leningrado era circondata (quasi) e Mosca aveva i tedeschi in periferia. La rabbia di Hitler per gli insuccessi si scatenava sempre sui sottoposti che venivano sostituiti. Per i comportamenti sul campo, al di là del fatto che non era una riunione di Oratorio, la propaganda Russa e quella Tedesca facevano il resto. La convinzione di essere ad una crociata la diceva lunga sui comportamenti tedeschi. I tedeschi giustiziavano sul posto i commissari politici ed altrettanto facevano i Russi coi soldati delle SS.
     

  Un errore da parte tedesca, uno dei tanti, fu quello di non aver saputo gestire i prigionieri e neanche i disertori non collaborativi, che conducevano dietro il filo spinato o ai lavori forzati una esistenza magra, fatta di fatiche e stenti. Tutti comportamenti che andavano ad incrementare l'odio generalizzato nei confronti del Reich. I partigiani russi nelle retrovie avevano scatenato una ulteriore minaccia e ritorsione. L'Odio si sarebbe aggiunto all'odio. Alla fine dei primi sei mesi di guerra i due contendenti sono però ridotti male. Di 162 divisioni tedesche solo 10 si considerano efficienti. 150 sono i carri armati rimasti, l’organico di una divisione corazzata, mentre queste erano presenti in partenza in numero di 19!! su 162. In Germania cominciano a scarseggiare le materie prime, il grano e al fronte la benzina. Sui campi d’Ucraina si requisiva tutto e il petrolio era là, a Baku sul Caspio, abbondante ma irraggiungibile.  E là si andrà diceva Hitler “..se non riesco ad impadronirmi del petrolio di Grosnj (Cecenia) e Maikop dovrò porre fine a questa guerra” . Baku non fu raggiunta dalla operazione Blau e finì nel modo che sappiamo. Diceva Ciano a fine aprile 42 dell’operazione Blau “Hitler parla, parla e dopo aver detto tutto al Duce continua a parlare per un’altra ora e mezza. Il duce guardava l’orologio e Cavallero fingeva di ascoltare rapito e diceva sempre si…” Il duce che ne aveva le scatole piene “Poveretti i tedeschi che se lo debbono sorbire tutti i giorni… il generale Jodl si era appisolato sul divano”  
     

http://www.relint.org/articoli/caucaso/caucaso-006.htm#1  Cecenia: cosa ci sia dietro ogni conflitto dovrebbe ora essere chiaro

  In Cecenia, allo scoppio del conflitto, prende forma il governo ribelle a Mosca di Israilov e Sheripov che, nel giugno '42, lancia l'appello "ricevere i tedeschi come ospiti"(speravano in una successiva autonomia). Due anni dopo, questo sarà il pretesto di Stalin per confinare la popolazione cecena in Siberia …e per attizzare, ancora a distanza di 50 anni, l'odio con Mosca. Ma la via per il petrolio di Grozny e Baku, rimarrà chiusa a Hitler. Le armate tedesche occuparono l'Inguscezia e la Cecenia solo in parte e solo per i 5 mesi estivi e autunnali con duri combattimenti. Il 28 dicembre 1942 arrivò l'ordine di ritirata generale.

I piani di Hitler rischiano infatti già di andare all’aria quando Timoscenko, il 9 maggio 1942, scatena lui una offensiva verso Charkov. I russi in attacco soffrono ancora di un complesso di inferiorità. 240.000 prigionieri cadono in mani tedesche. La notizia viene taciuta anche ai Russi. La via per il Caucaso passa da Sebastopoli, sempre la stessa del 1854. Oltre ai bombardieri la città viene martellata dal Gustav il super cannone ferroviario da 800 mm (46 km di gittata figlio dei giganti della Grande Guerra) e i mortai da 600 mm con granate da 22 quintali !!!.

Oumansky, Soviet ambassador in Washington, said on one of the blackest days of the Black Summer of 1942: "I must said that I am a little worried about the Caucasus...The Tartars in the Crimea are, to a large extent, disloyal... they never liked us. It is well known that during the Crimean War (1854) they gladly 'collaborated', as we'd now say, with the English and the French. And, above all, there are religious factors, which the Germans have not failed to exploit. Nor do I trust the mountain peoples of the Caucasus. Like the Crimean Tartars, they are Muslims, and they still remember the Russian conquest of the Caucasus which ended not so very long ago - 1863."

  Lo spostamento di queste armi sarebbe stato visibile oggigiorno anche dalla luna. Il 2 giugno, l'XI armata tedesca comandata da von Manstein aveva iniziato l'attacco finale alla formidabile base russa di Sebastopoli. Aveva schierato ben 208 batterie di artiglieria pesante in una stretta lingua di territorio, tra queste vi era anche il Carl Gustav detto "Grande Dora". Per trasportarlo erano stati necessari 60 vagoni ferroviari ed era stata costruita una apposita ferrovia. Quando il "mostro" fu assemblato risultò avere un peso complessivo di 1488 tonnellate per una lunghezza di quasi 50 metri. http://www.aopt91.dsl.pipex.com/railgun/Content/Railwayguns/German/Dora index.htm I suoi proiettili penetravano fortificazioni spesse 30 metri.  Dal 2 al 7 giugno, per cinque giorni, venne effettuato un incessante bombardamento da terra e dal cielo. Dopo quel terrificante bombardamento i soldati tedeschi erano fiduciosi di non trovare più nessuno vivo in città, ma con grande sorpresa dovettero constatare che le fanterie sovietiche erano sopravvissute e che erano decise a difendersi fino all'ultimo. I Russi contesero metro per metro la città, e il 28 giugno, Manstein dovette ricorrere ad una operazione anfibia con lo sbarco di due divisioni nella baia di Severnaja per scompaginare l'irriducibile resistenza russa. L'audace attacco ebbe successo, i Russi furono colti di sorpresa.
     

  Alle operazioni navali aveva contribuito anche un gruppo navale italiano formato da 4 Mas e 6 sommergibili tascabili CB giunti in Mar Nero in parte per per strada poi in ferrovia (da Verona, via Leopoli) e in parte navigando sul Danubio. Si trattava di contrastare la temibile flotta sovietica del Mar Nero, composta da una corazzata (la Pariskaja Kommuna), quattro incrociatori pesanti (tra cui il Molotov, allestito su progetto italiano d’anteguerra) una decina di cacciatorpediniere (alcuni dei quali pesanti appartenenti alla classe Kharkov), il conduttore di flottiglia Tasken e circa 29 mini sommergibili. Alberto Rosselli da  http://www.regiamarina.net/others/blacksea/blacksea_I_it.htm . 

Ma fu soltanto il 4 luglio che i combattimenti cessarono a Sebastopoli. La via per Bakù era ancora lunga (1300 km) e c’erano montagne altissime in mezzo. I Russi avevano demolito 38 fabbriche, 755 torri di estrazione e 11 stazioni di pompaggio nel Kuban (26,6% della produzione). Il sistema logistico tedesco aveva difficoltà a rimpiazzare i fiumi di carburante che si consumavano. 

     

  "..benzina, mi occorre benzina, senz'acqua possiamo stare, senza benzina no ". Von Kleist - Il 28 dicembre 1942 il comando tedesco ordinò la ritirata. Il resto è noto.  

Per la sua posizione sul naturale confine tra Europa ed Asia, un tempo territorio sovietico ed ora confine con la Georgia il monte Elbrus ( 5642 m), viene a volte indicato come la vetta più alta d’Europa. Secondo Giovanni di Patmo nella sua Apocalisse questo è il luogo dalle cui viscere Og e Magog eromperanno per sputare fuoco e fiamme sulla terra segnando così la fine del mondo. Si narra anche che la cima sia spaccata (due picchi) perché la montagna dopo essere riemersa dalle acque del diluvio universale,  lasciò libero il passaggio all’Arca di Noè ormai troppo vicina. A testimonianza di ciò sulle sue pendici troviamo una chiesa dove viene tutt’ora custodita un’asse di legno riconducibile all’Arca stessa. L'altro monte sacro dell'arca è l'Ararat. La forma conica dell'Elbrus, che si conclude con due picchi ben distinti fa pensare ad una origine vulcanica (Og e Magog inclusi). E’ superfluo dire che la scalata dell’Elbrus rimbalzò come un tentativo del Reich di impossessarsi dei segreti della creazione, per giustificare la sua supremazia sul mondo. Tuttora fa parte delle ricerche esoteriche sul nazismo ed è stato ripreso, si può dire filmicamente in “Indiana Jones alla ricerca dell’Arca Perduta”

Così gli Italiani concorsero alla Operazione Blau nell'estate, sotto il comando Tedesco: una colonna mobile di cavalleria, un plotone di bersaglieri  motociclisti, artiglieria e con compiti di copertura in retrovia il

 

 

Battaglione Alpino Montecervino

Cosi sull' “Illustrazione del Popolo” del 11 ottobre 1942 si descriveva Bacù o Baku “città del fuoco eterno”.“ ..la tciorni gorod , la città nera attira per la sua espressione di attività e di forza. I camini delle officine e delle distillerie di petrolio annebbiano l’atmosfera con una caligine greve, acre, che offusca il cielo. . . la terra è impregnata di olio minerale. Vicino alle case sovente fa mostra di se un commovente tentativo di giardino di verde. Più lontana, a est, Bieli gorod la città bianca dove il liquido estratto si trasforma in benzina e altri, credo 10, tipi diversi di utilissimi sottoprodotti. ..le impalcature di legname (Balakani) che sostengono le pompe per l’estrazione danno l’impressione di una selva paurosa. Ai pozzi lavorano russi, persiani, tartari e georgiani ma alla direzione vi sono molti ingegneri americani. Sono state aperte grandi strade, create intere città operaie. I giacimenti petroliferi vengono sfruttati dal 1872 dalla “Società Nobel per i Petroli Russi” (Nobel quello dei Nobel, della nitroglicerina). L’americano Rockfeller si è inserito coi suoi milioni riuscendo a regolare i prezzi con o alla concorrenza americana (eliminata) Nel 1902 fu costruito l’ oleodotto Baku Batumi per portare il petrolio all’imbarco sul mar Nero. Altri oleodotti allacciano Groznj (9 milioni di Tonn annue).  

I MAS della XXIIa Squadriglia al Passo della Cisa

  Il 4 agosto 1942, grazie anche all'opera propagandistica del Gran Muftì, il Comando Supremo tedesco formò la cosiddetta Sonderverband 287 composta da arabi. L'unità, gemella della 288 era formata da circa 200/300 uomini. In occasione della grande offensiva estiva del Caucaso, il Gran Muftì insistette presso il Comando tedesco affinché almeno un reparto arabo venisse impiegato in quella regione, (abitata da mussulmani). E' lo stesso Hitler, che  non aveva mai nutrito eccessiva fiducia nelle capacità militari degli arabi, a dare il suo benestare. Fu così che il 21 agosto, il Gruppo Speciale F (alias Sonderverbande 287) venne trasferito da Doberitz a Stalino (Ucraina), entrando a fare parte della 1a Armata Panzer alla quale sarebbe spettato l'arduo compito di raggiungere  i grandi campi petroliferi di Grozny e  Baku
     

ALBERTO ROSSELLI

           I TEDESCHI PER FAR BENZINA CONQUISTARONO IL M. ELBRUS

Nell'estate del 1942, dopo le sfolgoranti vittorie ottenute ai danni degli eserciti sovietici nella regione del basso Don, le armate tedesche dilagano attraverso l'area di Rostov e lo Stretto di Kerch in direzione est e sud-est, avvicinandosi rapidamente alla catena del Caucaso. Con un'ampia manovra si impossessano di Armavir, Krasnodar, Novorossijsk, Majkop, Stavropol, Mineralnye Vody e Nalcik, consentendo alle forze blindate di puntare verso il fiume Terek e gli agognati campi petroliferi di Grozny e permettendo anche al Corpo Alpino del generale Konrad di risalire la valle del Kuban. Da qui oltre gli alti valichi caucasici la minaccia ai porti sovietici di Tuapse, Suchumi, Soci, Poti e Bathumi (oleodotto Baku Batumi) è concreta. Nell'ambito delle operazioni condotte nel Caucaso occidentale dal 49mo Corpo da Montagna tedesco, la conquista della più alta vetta della catena -  il monte Elbrus (5648 metri) - assunse i connotati di una grande impresa sportiva e propagandistica e quelli di una missione di estrema rilevanza tattica e strategica. Il controllo dell'alto massiccio e dei passi limitrofi sarebbe risultato infatti indispensabile per consolidare l'ala destra dell'Armata tedesca impegnata sul fronte del Manich, del Kuma e del Terek e per aprire alle truppe germaniche un varco attraverso il quale dilagare in direzione della costa orientale del Mar Nero e della regione asiatica della Georgia…. il controllo della regione cecena avrebbe anche dato mano libera nella pianura dei calmucchi (il cui capoluogo, Elista, venne occupato il 12 agosto dalla 16ma Divisione motorizzata) alle forze nerocrociate, poste nelle condizionie ottimali per effettuare puntate su Astrakhan. Queste ultime due mosse avrebbero indotto le popolazioni di religione mussulmana della vasta regione caspiana occidentale a ribellarsi contro l'opprimente giogo sovietico (evento che si verificò in larga misura). Ma la conquista delle cime del Caucaso, al contrario di quella di Stalingrado, poteva essere foriera di risultati ancora più strabilianti. Una volta occupati gli immensi campi petroliferi di Grozny e minacciati quelli di Baku (obiettivo primario di Hitler fino dall'inizio della campagna di Russia), e una volta raggiunte le regioni asiatiche ai confini con la Turchia e la Persia, il governo di Ankara si sarebbe probabilmente schierato dalla parte dell'Asse, rendendo in tal modo molto precaria la situazione sia delle forze britanniche in Medio Oriente e Irak

:http://www.storiain.net/arret/num56/artic2.htm