CARPI
 

MUSEO MONUMENTO AL DEPORTATO

 

Il museo è stato realizzato come un monumento per ricordare le sofferenze delle migliaia di persone passate per il campo di concentramento di Fossoli e per i milioni di vittime che la deportazione nazifascista causò in Europa.
Nel museo vi sono 14 sale. Su tutte sono state graffite frasi sulle pareti, come un filo conduttore.
Sono le "lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea", tra cui anche quelle dei bambini:

  • sono morte, le foglie dinanzi alla mia finestra, l'ultima è caduta, è anche l'ora mia estrema è giunta. Certo, le foglie torneranno. Tutto sarà come prima. Solo io non ci sarò più. "Mai più!"
    (Hermann, Germania
  • alla mia tomba portate, quando potete fiori rossi. Null'altro. E battete con ogni mezzo le barbarie
    (Dimitra, Grecia);
  • anche in questo momento sono passati ad insultarmi "Dimitte illis: nesciunt quid faciunt"
    (Aldo, Italia);
  • cara moglie, tu non sai come ci torturano. Ci spengono sul petto nudo le sigarette accese e di giorno in giorno, quando ci sono gli interrogatori, ci tirano la pelle con tenaglie arroventate. Ci mettono le dita sui ferri arroventati, ci estraggono le unghie dalle dita. Sono sofferenze terribili.
    (Franc, Jugoslavia);
  • siamo qui tutti bambini di Lidice da 1 a 16 anni. Cosa succede a Lidice?
    (bambini di Lidice);
  • spediteci pure qualche abito e scarpe. Soprattutto, se potete, almeno un pezzo di pane.
    (bambini di Lidice).
Renato Guttuso
Il museo ha voluto dimostrare come le parole e le idee scritte, possano essere il mezzo più emozionante e durevole per comunicare il reale orrore delle atrocità naziste. Per dare maggiore caratterizzazione a tali iscrizioni, le parole sono state graffite sul cemento fresco e l'incisione praticata fino a raggiungere un sottostante strato di colore "sangue rappreso".
Sei sale, sono state decorate anche con graffiti realizzati su disegni di Cagli, Guttuso, Leger, Longoni, Picasso.
Questi artisti hanno voluto dare un contributo come testimonianza e commentare l'orrore della deportazione.
A completamento, nelle sale sono state inserite delle teche, alcune delle quali sprofondate nel pavimento come se fossero morti dei campi di concentramento, sepolti.
Esse conservano documenti raccolti per fornire una testimonianza:
gli strumenti di tortura, i documenti sul gas zyklonb e sui forni crematori, sulla cremazione, sui reticolati elettrificati;
i distintivi e le piastrine delle matricole dei deportati politici;
le divise, gli zoccoli e gli oggetti d'uso quotidiano dei deportati;
le fotografie, le poesie e i disegni che testimoniano la tragedia dei bambini internati nel ghetto di Terezin e nei campi di BUCHENWALD e AUSCHWITZ.
disegno di Silvia R.

Sulle pareti e sulle volte della sala, detta dei "NOMI" sono incisi circa 15.000 nomi di cittadini italiani prigionieri, politici e razziali, caduti nei campi di sterminio nazisti, tra gli oltre 60.000 deportati.
Su di una lesena vi sono i nomi dei martiri di Fossoli, fucilati nell'eccidio del 12 luglio 1944.

disegno di Silvia R.