Il Periodo Storico dei Figli di "Mannu" 
 
     Come “documento d’epoca” che ben introduce questa generazione, costretta a passare la gioventù al fronte, riporto alcuni passi tratti dal “Libretto Personale” di Antonio Santagata (Regg. Lancieri di Montebello), già incontrato al Cap.3: 
 
     “.... Il Re è il capo supremo e legittimo dello Stato, e come tale la sua persona è sacra ed inviolabile per tutti i cittadini ma più ancora per il militare, perché il Re è il capo supremo dell’esercito....  
.... Una delle più belle leggi recateci dalla libertà fu l’obbligo del servizio militare.... perché esso è il più nobile e il più glorioso tributo che si paga alla patria.... 
A lui [all’esercito] spetta .... di far guerra ovunque gli venga ordinato dal Sovrano per difendere sino all’estremo l’onore e l’indipendenza della Patria.... 
.... La bandiera è un emblema di onore consacrato dalla religione che simboleggiando il Re e la Patria, ricorda al militare i fasti gloriosi del corpo e gli individui che vi presero parte ed eccita in lui sensi di nobile emulazione.... 
.... I militari .... devono ritenersi a gloria di farle scudo col proprio petto, ed essere pronti a perdere la vita anziché cedere la bandiera al nemico.... 
....Il militare deve sovente scrivere ai propri genitori. Questo oltreché essere stretto dovere, è anche uno dei migliori mezzi che consoli e sollevi l’animo. 
Nello scrivere il soldato deve evitare ogni notizia esagerata o tanto più di dire cose non vere intorno al proprio stato per non allarmare i parenti e screditare le istituzioni militari.... 
....La paura [in guerra] è una malattia contagiosa e rapidissima...  il soldato che fugge senza nemmeno sapere il perché non solo compromette la propria esistenza, ma cade anche nel ridicolo sotto il punto di vista dell’amor proprio militare.... Dio protegge i valorosi, e coloro che combattono generosamente il più delle volte hanno in aiuto la fortuna.... 
.... Il militare deve essere persuaso che la resistenza offre maggiori probabilità di salvezza che la fuga, perché degli uomini che stanno fermi e combattono pochi se ne perdono, mentre invece di quelli che fuggono è piccolissimo il numero che si salva. La morte si attacca ai passi dei fuggenti, e guai oggi a chi volge le spalle!....,,. 
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28 giugno 1914: a Sarajevo viene assassinato l’Arciduca e Principe ereditario Francesco Ferdinando d’Austria. E' il pretesto per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. 
 
24 maggio 1915: l’Italia entra nel secondo anno in guerra, a fianco di Francia, Inghilterra e Russia, contro Austria e Germania, allo scopo di liberare Trento e Trieste ancora austriache. Conquista parte del Trentino e del Friuli, ed incontra sul Carso una formidabile difesa austriaca. 
 
1916: il terzo anno di guerra si conclude con la presa di Gorizia e con la dichiarazione di guerra alla Germania. 
 
1917: intervengono gli Stati Uniti e scoppia la rivoluzione russa (marzo-ottobre) capeggiata da Lenin. Crolla la Russia zarista che lascia la Polonia e le provincie baltiche alla Germania.  
24 ottobre 1917: disfatta di Caporetto. E' la conseguenza del crollo della Russia che permette all’Austria di spostare le sue truppe dal fronte russo a quello italiano. 
Dopo la ritirata, la prima linea si schiera sul Piave e sul Monte Grappa, il comando passa al generale Armando Diaz e sono chiamati alle armi anche i “Ragazzi del ‘99” (dal novembre 1917). 
 
15-23 giugno 1918: battaglia del Piave. Nel quinto ed ultimo anno di guerra, l’Austria tenta il tutto per tutto, ma la controffensiva italiana costringe il nemico a ripassare in disordine il Piave. 
24 ottobre-3 novembre 1918: battaglia di Vittorio Veneto. Termina con la sconfitta dell'Austria e cadono in mano italiana 300.000 prigionieri e 5.000 cannoni. 
3 novembre 1918: sono liberate Trento e Trieste ed il giorno seguente l'Austria firma l'armistizio di Villa Giusti (Padova). 
In quest'ultimo anno di guerra si distinguono Gabriele d'Annunzio (volo su Vienna e Beffa di Buccari, vicino a Fiume) e Francesco Baracca. Il d'Annunzio diventa un modello patriottico e poetico per molti giovani di quest'epoca. 
 
Dopo la guerra, l'Impero austriaco viene smembrato: il Trentino, l'Alto Adige e la Venezia Giulia sono ceduti all'Italia, mentre Croazia, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina passano alla Serbia, formando la Jugoslavia. 
Tra quest'ultima e l'Italia sorse ben presto la questione di Fiume, che prima della fine delle ostilità aveva proclamato la sua volontà di essere italiana. 
 
11-12 settembre 1919: d'Annunzio, a capo di un battaglione di granatieri occupa Fiume (Marcia di Ronchi), che dopo varie vicissitudini, è annessa all'Italia nel 1924 (trattato di Roma).