Laboratorio
espressivo
by Nicolò Pegoraro, Marco Sanguanini, Marco Severini,
Alberto Bellavere, Michele Cherubin,
Media Calderari, Vicenza, giugno 2003.
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IL DRAGO E IL CAVALIERE | ![]() |
| Un giorno, però, uno zappatore che era andato ai pozzi per dissetarsi vide con sgomento che accanto ad essi si trovava un enorme drago. Il drago aveva avvolto la coda intorno ad uno degli alberi e spingeva la sua lunga lingua nera nelle profondità del pozzo, per bere l'acqua come fanno i cani. Quando sentì l'uomo che si avvicinava, il drago svanì come nebbia al sole; ma lo zappatore sapeva che il drago si era solo reso invisibile, perché poteva sentire il rumore delle enormi zampe che si muovevano fra le foglie secche e avvertiva sul suo viso l'alito infuocato della bestia. Il contadino si diede alla fuga, terrorizzato, e riuscì a salvarsi la vita correndo a zig-zag fra gli alberi. | ![]() |
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Da quel giorno in poi nessun pellegrino osò più avvicinarsi ai pozzi magici, perché il drago vi aveva posto la sua dimora. Era un mostro terribile, la cui pelle bitorzoluta ricordava quella di un rospo e con una lunga coda che lo faceva assomigliare ad una gigantesca lucertola. Le sue zampe artigliate sollevavano enormi pezzi di terra ad ogni passo e quando strisciava tra gli alberi la sua pelle coriacea strappava la corteccia dai tronchi. Ma pochi ebbero la ventura di vederlo, perché all'avvicinarsi degli esseri umani si rendeva sempre invisibile, e non rimaneva niente da vedere se non le foglie che tremolavano sospinte dal vento caldo del suo fiato, o i fiori e gli arbusti schiacciati sotto le sue zampe. |
| Il drago non faceva però alcun danno agli uomini o alla campagna; sembrava accontentarsi di vivere nel bosco e di bere l'acqua dei pozzi. Ma tutte le volte che gli uomini di Longwitton avevano cercato di attaccarlo, il drago si era infuriato, scuotendo e piegando gli alberi intorno ai pozzi come se una tromba d'aria avesse colpito improvvisamente il bosco. Sembrava che la bestia avesse deciso di tenere per sé i tre pozzi e di non lasciare che alcun altro vi si avvicinasse. La vegetazione intorno ai pozzi crebbe a dismisura e disordinatamente e i pastori dovettero adattarsi a curare alla meglio i propri acciacchi. | ![]() |