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Grazie all'abbondante quantità di frammenti
architettonici recuperati negli anni 1898-1991 presso il 'Gautor' (porta della regione) si
è potuto ricostruire l'arco detto" Dativus-Victor" del III secolo d.C., che
misura circa 6,50 m. di altezza e 4,60 m. di larghezza. |
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L'iscrizione che gli amorini tengono in mano dice: In h(onorem) d(omus) d(ivinae) I(ovi) O(ptimo) M(aximo) conservatori arcum et porticus, quos Dativus Victor dec(urio) civit(atis) Taun(ensium) sacerdotalis Moguntiacensibus p(romisit), Victorii Ursus frum(entarius) et Lupus filii et heredes consumaverunt. |
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Traduzione In onore della famiglia imperiale i figli e i successori di Dativus Victor, Victorius Ursus, commerciante di granaglie, e Victorius Lupus, hanno completato e dedicato a Giove Ottimo Massimo Conservatore l'arco e il colonnato, come promesso agli abitanti di Magonza dal padre, consigliere della Comunità dei Taunensi e sacerdote del culto imperiale. |