LA COLONIZZAZIONE ROMANA 

I Romani cominciarono la colonizzazione dell’Emilia Romagna verso il 200 a.C. fondando la città di Ariminum (Rimini).
Dopo aver costruito la via Emilia (187 a.C.) iniziò la centuriazione a reticolo del territorio.
I  Romani dovettero anche effettuare  interventi di bonifica perché vaste zone della pianura Padana, verso il mar Adriatico, erano occupate da paludi.
La via Selice conduceva al porto palustre di Caput Silicis (Conselice) da cui partivano barche che navigavano sulle basse acque del delta del Po, che a quel tempo occupavano una zona molto più vasta rispetto a ora.
Nell’ antichità, infatti, il fiume Valtreno (Santerno) era molto più grande, era navigabile e confluiva direttamente nel Po, presso la zona di Comacchio. 
La navigazione sul Valtreno era fatta su barche con una chiglia piatta, adatte per navigare nelle acque un po’ basse, che erano prive di vele e venivano sospinte da remi o trainate da riva grazie a servitori o animali da traino (buoi, asini, ecc). Su tali chiatte venivano trasportate merci soprattutto dentro anfore.

La fondazione della città di Forum Cornelii (Imola) seguì di poco la costruzione della via Emilia, ma il suo massimo splendore come città romana ci fu nel periodo in cui Ottaviano Augusto era imperatore romano (poco tempo prima della Nascita di Cristo).  
A  quell’ epoca Forum Cornelii divenne ricca  città con templi, stadi, teatri e varie ville romane.

Però, già nel 400dopo Cristo, Forum Cornelii cominciò ad essere abbandonata per varie ragioni.


 La zona di Imola  (Forum Cornelii) all'epoca dei Romani

 IMOLA DOPO I ROMANI 

Dopo l’indebolimento dell’Impero Romano, le
popolazioni barbare provenienti dal nord cominciarono ad attaccare e saccheggiare  le città, soprattutto  quelle che si trovavano in pianura e lungo le principali vie di comunicazione (come era Forum Cornelii essendo attraversata dalla Via Emilia).

Senza l’impegno degli abili ingegneri romani il fiume Valtreno ricominciò a essere fuori controllo e spesso la nostra città venne allagata dalle sue acque.
Nessuno era così abile da prendersi cura di quel territorio e così tornò ad essere in parte occupata da malsane paludi.Nel periodo dell’Alto Medioevo (dalla fine dell’Impero Romano fino all’anno 1000) Imola restò quasi disabitata.

La pianura era occupata in gran parte da foreste perché pochi erano i campi coltivati e quasi tutti si erano rifugiati sulle colline.Proprio sulle colline intorno alla vecchia città di Forum Cornelii si svilupparono due nuove città: Castrum Imola (governata da un feudatario) e Castrum Cassiani ( governata da un vescovo).

Quando, dopo l’anno 1000, i barbari cessarono del tutto le loro incursioni, la città di Imola in pianura rifiorì e ricominciò ad essere forte e importante, tanto che i suoi abitanti decisero di costringere a tornare tra quelle mura anche quelli che continuavano a stare nei due Castrum sulle colline.

Per ottenere questo fecero varie guerre e alla fine distrussero prima il Castrum Cassiani (di cui si trovano i resti vicino a Montericco) e poi il Castrum Imolae (che fu cosi raso al suolo che ancora non ne sono stati trovati resti).

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