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Alture genovesi

           



1 - Salita alla Madonna della Guardia con la guidovia

Con il giubileo del 2000 sono state asfaltate le poche mulattiere che ancora sopravvivevano. L'unico percorso veramente valido per il Santuario è rimasto questo.
Aggiornamento: 11/2002
Descrizione.
La partenza è in Val Polcevera al semaforo tra via Romairone ed il Ponte Barbieri.
Qui svoltiamo a sinistra, lasciamo le ultime case poi iniziamo a salire in via Santuario. Poco dopo la pendenza assume il caratteristico andamento costante perchè siamo sul percorso della ferrovia, ormai asfaltato.
Proseguiamo senza deviare fino ad uscire alle case di Gaiazza (km 4,5).
Non appena la strada inizia a scendere vediamo a sinistra le vecchie rotaie (bar, negozio di alimentari). Qui abbandoniamo la strada e saliamo a sinistra.
Il percorso sterrato sale ed arriviamo ad incrociare una strada, proseguiamo sul tracciato guidovia che prosegue dall'altra parte (km 5).
Facciamo un'ampia curva ed incrociamo una strada (via Sareto; km 5,6) che seguiamo a destra. Raggiungiamo un incrocio dove andiamo diritti lasciando definitivamente l'asfalto (km 6).
La salita prosegue con pendenza costante e non eccessiva, saliamo con l'unica avvertenza di scegliere il percorso meno accidentato magari restando sulle guide di cemento. Attenzione al passaggio su qualche ponte non protetto o sugli alti muraglioni.
Superiamo l'incrocio con la sterrata che proviene da Lencisa (km 7).
Con lunghe curve e attraversando anche due brevi gallerie saliamo fino ad un incrocio di sentieri sopra a Lencisa (il sentiero a destra scende a Lencisa, quello a sinistra proviene del piazzale del santuario; km 10,5) dove andiamo diritti.
Raggiungiamo la strada principale del santuario all'altezza della cappella dell'apparizione (km 11). Svoltiamo a sinistra e saliamo alla chiesa (km 11,3).
Dislivello: 850 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Variante 1.1: da Lencisa possiamo raccordarci con questo percorso. Dalle case saliamo sulla strada che va alla Guardia. Al termine del tratto più ripido svoltiamo a sinistra in una strada sterrata. Al primo bivio svoltiamo a sinistra. Inizialmente il percorso presenta qualche saliscendi poi scende ripido e termina incrociando la guidovia (km 1,3). La vetta è a destra a 4,2 km.

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2 - Discesa dalla Guardia a Sestri

Aggiornamento: 8/2001
Descrizione.
Dal piazzale iniziamo la discesa. Dopo una decina di metri svoltiamo a destra in un sentiero che scende ciclabile.
Raggiungiamo la guidovia (km 0,4) e la attraversiamo.
Scendiamo sul sentiero che, con un tratto ripido, conduce sui resti della vecchia strada, ora tracciato pedonale.
Si passa davanti ad una trattoria e si arriva ad un bivio.
A destra si andrebbe a Lencisa, si va invece a sinistra in salita, si passa davanti ad una casa e si prosegue in discesa.
Trascurato il bivio a destra per Lencisa d'Alto si scende diritti fino ad una cascina dove si risale brevemente, si scende e si risale. La successiva ripida discesa porta ad una trattoria (km 3,7) dove si incrociano cinque strade (vedi varianti).
Si prende il sentiero pianeggiante che va leggermente a destra, a fianco dell'edicola. Con qualche saliscendi si arriva ad un incrocio. Due possibilità:
  1. Si risale brevemente a destra affacciandosi su un ripido pendio con fondo in cemento. Lo si scende fino ad incrociare un sentiero proveniente da sinistra.
  2. Si attraversa la strada proseguendo dall'altra parte su sentiero in discesa. Arrivati ad un incrocio deviare decisamente a destra. Si prosegue fino ad arrivare al fondo della rampa in cemento del percorso precedente.
Si affronta una seconda ripida rampa in discesa seguita da una risalita su fondo smosso.
Il tracciato prosegue in leggera discesa, poi un'ultima rampa in cemento porta ad incontrare (km 5,8) l'asfalto. Si segue la strada che, con vari saliscendi, va a congiungersi con quella che porta al santuario del Monte Gazzo (km 8,8).
Si sale a sinistra per un centinaio di metri fino ad incontrare una strada sterrata che scende a destra (pecore, cani). Si scende sulla strada tenendosi a destra sotto alla casa e la stradina si trasforma presto in crosa mattonata che conduce ad una strada (km 9,8).
Si svolta a destra; dopo pochi metri occorre scendere una scaletta a sinistra (oppure attraversare il cantiere di una costruzione pochi metri più avanti). La crosa prosegue in discesa e termina ad passaggio a livello nei pressi della fermata della Costa. Attraversato il passaggio a livello non resta che scendere a Sestri (km 11,8).
Dislivello: 850 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Divertente discesa che offre la possibilità di varianti più difficili.
Varianti:
  • Dalla trattoria di Fossa Luea al km 4 é possibile scendere a destra. Si scende ripidi su asfalto fino ad alcune case dove si prosegue su stradina. Quando la stradina curva a sinistra occorre proseguire diritti su sentiero che discende tecnico fino alla chiesa di S.Carlo di Cese.
  • Dalla trattoria di Fossa Luea é possibile proseguire diritti su asfalto per raggiungere la discarica di Scarpino.
  • Dalla strada asfaltata, circa a km 7,5, all'inizio di una discesa, si stacca a sinistra un sentiero in salita (segnavia FIE doppio quadrato rosso). Lo si segue, con qualche tratto difficile, fino a raggiungere l'asfalto poco prima dei pastori.
  • Se si segue la seconda possibilità, prima delle rampe in cemento, é possibile proseguire diritti. Il sentiero si allarga e diventa strada che scende ripida fino alle cave di Sestri.
  • Se si raggiunge la discarica di Scarpino si incontra a sinistra un demolitore. Si attraversa il cortile con cautela (cani e pezzi di ferro taglienti a terra) incontrando un sentiero che scende. La prima parte è esposta e pericolosa, ma poi diventa percorribile in sella. Si arriva a Murta e a Bolzaneto.
  • Da Lencisa possiamo scendere a Camposilvano di S.Carlo evitando l'asfalto. Saliamo versola Guardia per un trentina di metri e svotliamo a destra tra le ultime case. Troviamo una stradina che scende ripida per trasformarsi in mulattiera. Seguendo il versante sinistro della valle arriviamo ad una stalla dove la stradina ha termine. Con discesa ripida, stretta e difficile proseguiamo arrivando ai prati ed al ponte a monte di Camposilvano.


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3 - Anello Palmaro - Piani - Prà, via Lische Basse

Aggiornamento: 3/2000
Descrizione.
Dall'innesto dell'autostrada (uscita Ge-Voltri) si imbocca la strada contigua a quella dello svincolo autostradale e si sale.
Ci si mantiene costantemente sulla strada principale (via Martiri del Turchino) trascurando le laterali che continua a salire, cambia nome in via Benedicta e poi via Due Dicembre. Si attraversa una breve galleria e con un ultimo tratto ascendente si arriva all'inizio di un tratto pianeggiante (fermata autobus 192).
Prestare attenzione ad una stradina asfaltata che sale a sinistra (km 3,3; nei pressi cabina di attesa bus).
La stradina sale inizialmente molto ripida, si trascurano le sterrate a destra e si sale fino al termine (km 4,2). Qui si incontra un cartello di proprietà privata dove si lascia la strada per imboccare un sentiero a destra che si inoltra pianeggiando tra i pini. Con qualche passo a piedi si arriva ad una larga sterrata (a sinistra variante 3.3; km 4,6) che si segue a destra. Con percorso a saliscendi si arriva ad un quadrivio (Passo Case Colla; km 6,2). Da destra sale la variante 3.1 e da sinistra la 3.2.
Occorre affrontare la salita sterrata che parte dal quadrivio (segnavia tre pallini rossi); questa sale a mezzacosta e la si lascia al primo tornante (km 6,6; misurati col percorso 1).
Qui si va diritti in piano per il sentiero delle "lische basse" che prosegue pressoché in quota e con qualche breve tratto non pedalabile. Si arriva ad un primo bivio dove l'acquedotto prosegue a destra. Si può seguirlo oppure salire a sinistra per il sentiero; in tal caso si trova un secondo bivio (km 8,8) dove si va a destra. Un breve tratto reso difficile dalla vegetazione conduce ad un bosco di lecci dove si scende con stretti tornanti (non passate nei prati a sinistra!).
Si arriva all'asfalto nei pressi di una cascina (km 9,3) e si va a destra iniziando presto a scendere. All'incrocio (km 11,1) andare a sinistra per seguire una stretta stradina (via Fagaglia) che poi si trasforma in crosa a scalini che scende rapidamente al centro di Prà (km 12). La crosa può anche essere abbandonata dove si biforca per andare a sinistra.
Dislivello: 350 m
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
Variante 3.2: Il Passo Case Colla può essere raggiunto da Acquasanta salendo verso il santuario e proseguendo per la stazione. Prima di svoltare a sinistra per il piazzale FS saliamo a destra. In ripida salita raggiungiamo il valico (km 1,8).
Variante 3.3: collegamento con Palmaro.
Dal Valico Case Colla seguiamo la comoda sterrata verso ponente. Arriviamo al punto in cui da sinistra (km 1,6) arriva l'itinerario principale e proseguiamo in leggera salita. Raggiungiamo il punto più elevato a cui fa seguito una ripida discesa asfaltata. All'incrocio svoltiamo a sinistra (km 2). La strada prosegue in discesa moderata e poi scende in direzione dei casermoni del CEP. All'incrocio, in prossimità dei primi edifici, svoltiamo a sinistra (km 3). La strada scende e raggiunge l'itinerario principale che seguiamo in discesa.
Variante 3.4: collegamento con Mele (Fondocrosa).
Dal Valico Case Colla seguiamo la comoda sterrata verso ponente. Arriviamo al punto in cui da sinistra (km 1,6) arriva l'itinerario principale e proseguiamo in leggera salita. Raggiungiamo il punto più elevato a cui fa seguito una ripida discesa asfaltata. All'incrocio svoltiamo a sinistra (km 2). La strada prosegue in discesa moderata e poi scende in direzione dei casermoni del CEP. All'incrocio, in prossimità dei primi edifici, svoltiamo a destra (km 3) e seguiamo una strada sterrata. Raggiungiamo un incrocio (km 3,4) dove ritroviamo l'asfalto e svoltiamo a destra. La strada scende fino a confluire con la provinciale (km 4,7). Fondocrosa è 500 metri a sinistra.

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4 - Anello Voltri-Campenave-Voltri

Aggiornamento: 2/2000
Descrizione.
Partendo dalla piazza della Chiesa di Voltri ci si dirige verso ponente. Dopo alcune centinaia di metri, in corrispondenza del capolinea del bus 1, dopo le ultime case, si svolta a destra prima del ponte. Si supera un ripido viadotto scendendo dalla parte opposta.
Si prosegue in piano costeggiando il rio Cerusa. A km 1,4 circa (a destra insegna Biasci) si lascia la strada svoltando a sinistra su un ponticello. La strada prosegue molto stretta ed in ripida salita. Si sale a tornanti trascurando le deviazioni laterali e seguendo sempre via alla Brigna. A km 4,3 circa si incontra un bivio nettissimo (cartello con scritto ANPI, segnaletica a sinistra per Campenave); qui si va a destra in salita. Dopo 300 m altro bivio dove si va a sinistra raggiungendo dopo pochi metri una villetta che si costeggia ora su sterrato.
Dopo circa 900 m si attraversa il cortile di una casa proseguendo oltre, in piano, fino al cancello di un gruppo di edifici (km 6).
Si sale a destra aggirando gli edifici per proseguire in piano e poi in discesa.
Si incontrano numerose deviazioni ma basta mantenersi sul tracciato principale, sempre abbastanza evidente.
La discesa prosegue divenendo asfaltata fino a portare alle case aerialse di Campenave. Si cerca la crosa mattonata che scende a Crevari (segnavia FIE X rossa, km 8,8), attualmente in via di rifacimento.
Con facile discesa si arriva alle case ed ad un bivio; a destra si raggiunge il piazzale della corriera, si va invece a sinistra. La crosa prosegue  in mezzo alle case ed inizia a discendere ripida. Si arriva così ad una chiesa (km 9,8) ed all'asfalto. Si scende a sinistra raggiungendo la strada principale che scende rapidamente a Voltri (km 11,5).
Dislivello: 400 m
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: breve e divertente

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5 - Anello Voltri-Canellona-Voltri

Aggiornamento: marzo 2000
Descrizione.
Partendo dalla piazza della Chiesa di Voltri ci si dirige verso ponente. Dopo alcune centinaia di metri, in corrispondenza del capolinea del bus 1, dopo le ultime case, si svolta a destra prima del ponte. Si supera un ripido viadotto ed alla sua sommità si svolta a destra.
Si sale sulla larga asfaltata per qualche centinaio di metri prestando attenzione a svoltare a sinistra in una stradina che sale sovrastando l'autostrada (via dei Giovi).
La stradina sale subito ripida, la si segue trascurando le deviazioni. Alternando duri strappi a zone meno ripide si arriva alle poche case di Cannellona, in un tratto pianeggiante (km 5,7). La strada prosegue meno ripida, supera un maneggio e prosegue, con qualche tratto non asfaltato, fino a congiungersi con la provinciale passo del Turchino/passo del Faiallo (km 9,3).
Si scende a destra fino a raggiungere l'incrocio con la strada che va alla Cappelletta di Masone (segnaletica). Qui si imbocca la strada sterrata che si trova tra le due asfaltate e va in piano nel bosco. La stradina inizia presto a scendere un po' sconnessa. La si segue fino a raggiungere la strada asfaltata che sale dalla galleria del Turchino (km 11,4). Si sale a destra e dopo circa 300 m si incrocia la strada che proviene dal passo del Veleno.
Si scende e dopo circa 300 m si trova a destra una evidente stradina sterrata. La si prende e la si segue (segnavia FIE due cerchi rossi). Essa scende fino ad alcune case dove si incontra l'asfalto (km 13,6). Si segue l'asfalto in discesa a destra facendo attenzione a deviare a sinistra in una strada che va in direzione quasi opposta a quella di provenienza. (Proseguendo diritti si arriverebbe alla SS del Turchino).
Dopo pochi metri, prima di raggiungere alcune case, si svolta a destra in un sentiero sconnesso che scende rapidamente e si trasforma in mulattiera. La ripida discesa termina su un sentiero orizzontale (km 15,3). Si lascia il segnavia che va a sinistra (per Acquasanta, sconsigliabile) e si va destra raggiungendo una casa. Si scende sempre ripidamente fino ad una stradina parzialmente cementata e poi all'asfalto (km 16). Siamo ormai alle prime case di Biscaccia. Non resta che continuare a scendere fino ad incrociare la SS (km 18) e quindi a Voltri.
Dislivello: 680 m
Ciclabilità:  100%
Osservazioni: Il tratto in salita è praticamente interamente asfaltato, ma è alternativo alla trafficata SS del Turchino.


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6 - Salita a Noci da Prato

Punto di partenza:
Prato estrema periferia genovese in Val Bisagno.
Parcheggio poco prima del centro sulla riva sinistra, nei pressi della strada per Bavari.
Aggiornamento: aprile 2000
Descrizione:
Da Prato si risale per qualche chilometro la Val Bisagno.
Si svolta a sinistra sul ponte per Davagna e si sale su asfalto.
Ormai in vista delle case di Davagna (km 12,8) si trova il bivio per Capenardo che si prende proseguendo in salita. Arrivati quasi al paese si incontra una larga sterrata a destra (km 15,3 baracca).
Si segue la sterrata che sale lungo le pendici del monte Candelozzo e poi raggiunge con una lunga diagonale il passo del Fuoco (km 18,6).
Si prosegue in discesa sulla stessa strada fino a raggiungere il paese semiabbandonato di Noci (km 22,2).
Dislivello: in salita 870 m, in discesa 200 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:  per proseguire esistono quattro possibilità, nessuna facile.
Due sono descritte in Valle Scrivia. Le altre sono:
  • Dal passo del Fuoco seguire l'AV verso levante e scendere a Scofferra (alcuni tratti esposti, ciclabilità intorno al 60%).
  • Dal Passo del Fuoco seguire L'AV verso ponente per raggiungere la Gola di Sisa (itinerario 11)
  • Raggiungere il paese abbandonato di Feto e di lì scendere in valle Scrivia.


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7 - Salita al forte Diamante

Punto di partenza:
Rivarolo, quartiere della Val Polcevera.
Aggiornamento: 11/2000
Descrizione:
Dalla strada principale si svolta in via Vezzani e si prosegue in direzione di Begato. Si superano le abnormi costruzioni del quartiere popolare e si prosegue fino al capolinea del bus nella piazzetta del vecchio borgo di Begato (km 5).
Si prosegue in discesa per superare un ponte poi si sale e si arriva all'inizio di una larga crosa mattonata.
Si scende sulla crosa che termina ad un ponticello, che si supera proseguendo su una stradella a fondo cementato. Si prosegue per un buon tratto finché si devia a sinistra in un sentiero (km 6.3).
Questo punto è poco visibile: si trova in salita, poco prima di una casa, in corrispondenza di un ruscello ed è segnato da frecce bianche.
Dopo un primo tratto incerto il sentiero si trasforma in mulattiera che sale con pendenza costante e non eccessiva, ma con tratti dal fondo rovinato.
Si arriva così alle mura del forte Begato, su uno spiazzo in corrispondenza di un cancello nelle mura (km 8.8).
Senza attraversare il cancello si prosegue in discesa e poi in ripida salita. Superato il forte Sperone la strada spiana, si supera il forte Puin e si raggiunge un colle.
Si prosegue in salita, ripida e sconnessa fino ad un bivio. Due possibilità:
  • Si può salire a sinistra fino a raggiungere la coppia di forti detti Due Fratelli (uno demolito e invisibile). Da lì si scende poi ripidamente alla sella del Diamante.
  • Si può andare a destra raggiungendo la sella del Diamante con facile percorso pianeggiante.
Dalla sella si innalza una spettacolare mulattiera a tornanti che si sale faticosamente per raggiungere il forte (km 12.8).
Dislivello: 700 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni: questo è solo uno dei diversi modi con cui si può salire ai forti partendo dalla Valpolcevera.
Variante: se si utilizza questo itinerario in discesa quando si arriva al ponte che precede la crosa che sale al paese di Begato si evita di salire la crosa.
Superato il ponte si va a sinistra. La stradina asfaltata presto cessa e si inizia a scendere per sentierini, crose in pietra, scalini.
Questa discesa conduce all'autostrada che si costeggia per un po' risalendo ad un cavalcavia. Al di là si scende ad una strada che confluisce in via Vezzani.

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8 - Discesa dal Forte Diamante a Rivarolo

Aggiornamento: 11/2000
Descrizione:
Dalla vetta si discende lungo la mulattiera a tornanti raggiungendo la sella.
Si prosegue sulla stradina in falsopiano che poi inizia a scendere costeggiando i forti e le loro mura. Superata una ripida discesa con fondo parzialmente in cemento si risale ad uno spiazzo presso le mura del forte Begato.
Le mura sono attraversate da una porta munita di cancello in ferro (km 4). Non si attraversa ma si inizia a scendere sulla mulattiera.
Arrivati al punto in cui la mulattiera svolta nettamente a destra si va diritti (fin qui itinerario 7 al contrario), segnavia FIE cerchio rosso.
Si scende una scala proseguendo su una mulattiera che scende nel bosco. Un ultimo tratto ripido termina su una stradina dove si va a sinistra (case).
Arrivati ad uno slargo si prosegue nella stradina di destra che attraversa il paese (Fregoso?). Dopo un centinaio di metri il segnavia scende a destra, lo si segue (km 5.5).
La mulattiera scende e conduce alla piazza della chiesa della Madonna del Garbo (km 7.3)
Di qui si può scendere a destra su asfalto fino a via Vezzani. Meglio è invece scendere a sinistra per una stradina che conduce a delle case per proseguire poi come crosa.
Si sovrappassa l'autostrada e si prosegue la discesa che termina in via Vezzani (km 9.5).
Dislivello: 650 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: In senso contrario è troppo ripido e costringe a lunghi tratti a spinta.
Variante 1: Dalla vetta si può scendere sul versante opposto. Allo scopo si costeggiano le mura sulla destra (o si attraversa il forte). Si presenta una micidiale discesa che conduce in circa 1.5 km al valico di Trensasco (ristorante, asfalto).
Variante 2: raggiunto il colle al termine della discesa della mulattiera a zigzag si può svoltare a sinistra su un sentierino che taglia le pendici del monte. Al termine ci si ricongiunge con la traccia della variante precedente e si prosegue a destra fino al valico di Trensasco.


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9 - Traversata Righi - Crocetta d'Orero

Aggiornamento: 12/2000
Descrizione:
Dalla stazione di arrivo della funicolare del Righi si sale su asfalto.
Agli incroci si segue la strada che sale; si superano le mura del forte Castellaccio attraversando l'ex ponte levatoio e si prosegue finché la strada spiana.
Dopo poco si apre a destra uno spiazzo panoramico; dietro gli alberi si diparte una stradina (km 1.4, indicazioni per osteria Le Baracche) che scende costeggiando le mura del Forte Sperone.
Si segue la stradina fino ad un bivio dove si va a destra, in piano (a sinistra si salirebbe all'osteria e, proseguendo, ci si ricongiungerebbe con l'itinerario; variante possibile, più difficile).
La strada si fa sterrata e prosegue tagliando tutto il versante della montagna e mantenendosi pianeggiante.
Si arriva così all'asfalto al valico di Trensasco (km 5.8).
Scesi a destra qualche metro ed attraversata la strada si segue l'ampia sterrata che si inoltra nel bosco. In breve si arriva alla stazione di Pino (km 7).
Superate le case la sterrata prosegue sempre in piano. La si segue lungamente fino ad un punto in cui a sinistra si stacca un ripido sentiero in salita (km 10.5, segnavia FIE X rossa e pallino rosso)
Prestare attenzione a questo punto perché la strada prosegue invitante.
La salita si presenta non ciclabile, ma conduce in breve ad una radura dove si può tornare in sella.
Si prosegue su sentiero ben marcato alternando tratti ciclabili ad altri ripidi fino ad arrivare ad una evidente sella. Il sentiero si mantiene sulla cresta ed è pianeggiante fino ad un bivio (km 11.8).
Qui si va a sinistra (FIE X rossa). Il sentiero attraversa l'intero versante della montagna con un andamento ascendente e qualche tratto non ciclabile.
Si arriva ad incrociare il sentiero dell'Alta Via (km 13.5) che si segue a sinistra, cambiando versante. Su buon sentiero si arriva ad una chiesetta nei pressi delle case di Sella, raggiunte da una strada asfaltata (km 14.8).
Si trascura l'asfalto e si va a sinistra sul sentiero segnato che sale non troppo ripido. Si trascura il segnavia tre pallini gialli che condurrebbe ad Avosso e si prosegue a sinistra.
Segue un tratto ascendente dove il sentiero si mantiene generalmente sotto cresta per evitare saliscendi. Si arriva ad un tratto di ripida discesa, seguito da un breve piano e poi ancora ripida discesa.
Il sentiero termina su di una stradina che si segue a sinistra arrivando in breve alla chiesa Madonna della Guardia dove si incontra l'asfalto (km 17.5).
La rapida discesa, sommariamente asfaltata, termina a Crocetta (km 19).
Dislivello:   in salita 600 m, in discesa 400 m.
Ciclabilità: 92%
Osservazioni: La prima parte presenta difficoltà turistiche mentre, da quando si lascia la strada per salire sul sentiero, le difficoltà aumentano nettamente.


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10 - Alture di Pegli

Un breve percorso, di interesse solo locale, per quando siete poco allenati o avete poco tempo.
Aggiornamento: 12/2000
Descrizione:
Dalla passeggiata si prosegue verso ponente fino a lasciare Pegli. Arrivati al semaforo del Castelluccio si lascia l'Aurelia per salire a destra nell'ampia via Ungaretti.
Si prosegue in salita fino ad incrociare la stretta via Scarpanto che proviene da destra e prosegue salendo dalla parte opposta. Si lascia quindi via Ungaretti per salire a sinistra in via Scarpanto.
La salita termina nei pressi del viale che conduce alla Torre Cambiaso (hotel).
Non si va verso l'hotel ma si sale per la stradina che sale a sinistra, proseguendo in salita a destra al bivio. La salita si fa ripidissima e si sale così faticosamente fino al suo termine.
Si raggiunge una spalla pianeggiante dove confluiscono da destra numerosi sentieri che salgono da Pegli.
Si prosegue in salita per la stradina che presenta ancora qualche strappo e conduce alle case di Pian delle Monache, dove ha termine. Di qui prosegue il sentiero per monte Pennello, ma noi ci fermiamo.
Girata la bici si ripercorre in discesa lo stesso percorso fino alla spalla dove inizia la discesa per Torre Cambiaso.
All'inizio del tratto pianeggiante si svolta a sinistra scendendo un breve tratto ripido su sentierino. Non si svolta a destra sul segnavia FIE ma si va a sinistra in piano.
Inizia un sentiero che taglia a mezzacosta il versante, mantenendosi in prevalenza ciclabile. Al suo termine si presenta la possibilità di andare diritti (o leggermente a sinistra); svoltiamo invece a destra entrando in un boschetto.
Il sentiero sembra perdersi ma, percorsi pochi metri, riprende forza ed inizia decisamente a scendere sulla massima pendenza.
Lo si segue senza possibilità di errore. Diventato più scorrevole conduce a superare un varco nel muro di cinta della villa Doria.
Si svolta a sinistra e ci si mantiene in quota. Superato ciò che resta del laghetto si supera un altro varco nel muro e si scende in un viale. Seguendo la viabilità interna del parco (prudenza e bassa velocità !!) si arriva a Pegli.
Abbiamo percorso circa 10 km.
Dislivello: 350 m.
Ciclabilità: superiore al 99%
Osservazioni: sono possibili numerose varianti sia per salire da Pegli sia per scendere a villa Doria.

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11 - Dal Passo del Fuoco a Creto

Aggiornamento: 12/2000
Descrizione:
Dal passo del Fuoco (attraversato dall'itinerario 6) si va verso ovest sull'evidente sentiero che si dirige a nord del monte Candelozzo (segnavia AV).
Il sentiero percorre in discesa il versante settentrionale del monte, mantenendosi in prevalenza ciclabile, e termina con una ripida discesa ad un piccolo valico (km 1.6).
Qui si lascia a sinistra il sentiero che si dirige a Capenardo e si prosegue affrontando un tratto faticoso per i ripidi saliscendi sul filo di cresta.
Si arriva così ad un colletto dove si scende e si inizia ad attraversare il ripido pendio meridionale del monte Lago Est. Il sentiero è stretto ed il pendio sottostante ripido, per cui fate attenzione.
Si risale ad una selletta con cartelli ed una panca (km 3.7). A sinistra scende ripidissimo il sentiero per Canate che si trascura proseguendo sul versante settentrionale del monte Lago Ovest.
Il tracciato è più agevole e taglia i versanti settentrionali della montagna fino ad affacciarsi sulla caratteristica Gola di Sisa, che si raggiunge con un'ultima discesa ripida (km 6.8).
Ci si dirige a sinistra all'inizio facilmente poi affrontando un tratto ripido e sconnesso nella boscaglia.
Per fortuna il tratto è breve e conduce su di un ottimo sentiero che si segue verso destra; siamo sempre sul segnavia AV.
Si attraversa il bosco, poi pascoli per giungere ad una casa dove si trova l'asfalto (km 9). In 500 metri si è a Creto.
Dislivello: in discesa 400 m.
Ciclabilità: 75%
Osservazioni: rappresenta un possibile rientro da Noci, oppure un tratto delle traversate passo della Scoffera/Righi oppure Scoffera/Giovi.

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12 - Traversata dalla Scoffera a S.Alberto

Aggiornamento:  5/2001
Descrizione:
Dalla piazza si attraversa la statale. Dalla parte opposta (siamo sul versante Bisagno) parte una stradina con alcuni cartelli indicatori dei sentieri.
Seguiamo questa strada; nei primi 500 metri superiamo tre incroci andando sempre a sinistra.
La strada che stiamo seguendo termina ad un cancello; poco prima sale a sinistra una ripida forestale (segnavia FIE tre pallini rossi).
Un breve tratto ripido conduce in un prato che attraversiamo, sempre in salita.
Si entra nel bosco e si prosegue, con salite e discese, finché arriviamo ad una selletta (km 1,5) dove incontriamo il sentiero che viene dal monte Lavagnola.
Inizia un tratto discendente che termina alle case di Sottocolle (km 2,3). Siamo pochi metri sopra alla Statale.
La mulattiera prosegue in salita e poi scende ad una insellatura, dominata dal monte Croce di Bragalla (km 3,8).
Costeggiamo il versante occidentale della montagna ed il sentiero va allargandosi fino a divenire una stradina. Raggiunto un bivio saliamo a sinistra e poi scendiamo ripidamente fino a raggiungere un ponticello di cemento (km 5,8).
Subito dopo il ponte svoltiamo a sinistra affrontando un tratto in salita pochissimo ciclabile per 300 metri.
Arriviamo in un pascolo che attraversiamo.
Inizia un tratto che procede in cresta, con ripide rampe in salita e tratti altrettanto ripidi in discesa. Alla fine si scende ad un valico attraversato da una strada asfaltata (km 7,5).
Scendiamo a destra sulla strada che confluisce in un'altra maggiore. Seguendola a sinistra saliamo alla piazza di S.Alberto (km 8).
Dislivello:   250 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: se si sale da Genova in bici è consigliabile salire via Davagna, evitando la trafficata statale. Sono 20 km da Prato.


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13 - Traversata Arenzano - Voltri

Aggiornamento:  11/2001
Descrizione:
Da Arenzano saliamo al Santuario del Bambino di Praga. Poco dietro al Santuario sale una strada asfaltata.
Saliamo a tornanti fino a quando troviamo una strada sterrata che va a sinistra in corrispondenza di un tornante (km 1,2; indicazioni MMA).
La strada sale dolcemente poi presenta qualche tratto più ripido ed esce su una spalla dove incrociamo una strada più ampia. In leggera discesa arriviamo all'asfalto in località Agueta (km 3,6).
Svoltiamo a destra e saliamo sulla strada asfaltata raggiungendo località Curlo. Proseguiamo diritti. La strada sale poi diviene sterrata. Un tratto impegnativo termina ad una sbarra (km 4,7). Superiamo la sbarra ed abbandoniamo la strada dopo un centinaio di metri.
Il sentiero sale a destra, non ciclabile, segnavia. Dopo pochi metri raggiungiamo un bivio dove andiamo a destra seguendo un segnavia A in campo bianco. Ancora qualche tornante e possiamo ritornare in sella.
Il sentiero prosegue in diagonale tagliando i pendii meridionale del Bric Gavetta. Superiamo il ricovero Scarpeggin (km 5,6) e proseguiamo.
Il sentiero sale e scende per superare i rivi che scendono dal Passo della Gavetta, poi dal monte Tardia, in ambiente desolato e roccioso. Molti tratti non sono ciclabili. Arriviamo ad un ultimo crinale (km 6,1) superato il quale iniziamo a scendere.
Entriamo in un selvaggio vallone che superiamo scendendo con andamento ben poco ciclabile. Poi superiamo alcuni rivi ed entriamo su sentiero pedalabile che ci porta ad un valico (km 9,2). Qui il sentiero A prosegue a destra per Arenzano, noi invece svoltiamo a sinistra e saliamo fino a due tralicci ENEL dove incrociamo un sentiero più marcato (Cima di Mezzo; km 9,2).
Svoltiamo a destra e scendiamo ad incontrare una strada dove svoltiamo a sinistra. A destra la strada prosegue fino alla cava di Vesima ed Arenzano/Terrarossa (variante).
La strada sale fino a superare il crinale (km 10,5) poi scende con alcuni tornanti. Incrociamo il sentiero FIE che proviene dal Passo della Gava e lo trascuriamo continuando a seguire la strada.
Al termine della parte ripida arriviamo su alcuni prati dove ritroviamo il sentiero FIE e lo seguiamo a destra (km 11,5).
In questa zona si intrecciano numerosi sentieri; se seguissimo quelli che vanno a sinistra arriveremmo su una strada sterrata e da lì a Campenave o Voltri.
Noi invece scendiamo seguendo fedelmente il sentiero FIE (X rossa) che inizialmente si presenta difficile, poi diviene più facile e confluisce in una stradina (km 12,2).
Svoltiamo a destra e scendiamo, trascurando il segnavia FIE; da qui in avanti in comune con l'itinerario 4
Arriviamo alle case aerialse di Campenave (km 13,5) ed andiamo a destra seguendo il segnavia che abbiamo ritrovato. Imbocchiamo una crosa che scende raggiungendo Crevari e poi proseguendo la discesa, con un tratto ripido a scalini, ed arriviamo alla chiesa (km 14,7).
Ancora pochi metri ed usciamo sulla strada principale e da lì rapidamente a Voltri (SS km 15,7; chiesa 16,3).
Dislivello: 675 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: Difficile e poco ciclabile, è interessante per l'ambiente.
Variante 13.1: Dalla costruzione dell'acquedotto scendiamo a destra. La strada scende ripida raggiungendo la cava di Vesima. A km 3,7 troviamo una strada che va a destra. Prendendola arriveremmo a Terrarossa e poi ad Arenzano. Proseguiamo la discesa fino all'Aurelia (km 4,3).

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14 - Salita del monte Alpe da Pino

Aggiornamento:  12/2001
Descrizione:
Dalla stazione di Pino proseguiamo sulla bella strada sterrata, superiamo un curvone nei pressi di un traliccio e raggiungiamo il punto in cui i segnavia ed il percorso 9 vanno a sinistra, in salita (km 3,5). Proseguiamo sulla stradina che si mantiene pianeggiante. Ci inoltriamo in una zona scoscesa ed arriviamo alla costruzione dell'acquedotto (km 4,7).
Dobbiamo ora superare un tratto faticoso e non ciclabile. Il sentiero percorre la testa della valle poi sale con qualche tornante ed usciamo sui prati (km 5,7).
Qui incontriamo l'Alta Via, svoltiamo a destra e scendiamo alla provinciale (km 6,3). Svoltiamo a sinistra e saliamo al valico di Creto.
Proseguiamo in discesa per 500 metri. Immediatamente prima di una trattoria svoltiamo a sinistra prendendo una stradina asfaltata. Saliamo fino al termine dell'asfalto e troviamo una strada della SNAM chiusa da una sbarra (km 7,2).
Superaimo la sbarra ed iniziamo la dura salita. Fortunatamente alcuni dei tratti più ripidi hanno fondo in cemento e possiamo procedere in sella. Arriviamo al termine della salita (km 8,4; 200 metri di dislivello in poco più di un chilometro).
Siamo ormai sulla vetta al monte Alpe che è costituita da un lungo crinale quasi pianeggiante.
Dislivello: 450 m.
Ciclabilità: 88%
Osservazioni: presenta una faticosa salita non ciclabile di quasi un chilometro. Alla Costa di Pino c'è una stazione della ferrovia Genova-Casella. Si può anche arrivare utilizzando l'itinerario dal Righi.

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15 - Raccordo Creto - Gola di Sisa

Aggiornamento: 12/2001
Descrizione:
Dal valico di Creto prendiamo la stradina asfaltata che sale a destra (per chi provenga da Genova), indicazioni per i percorsi pedonali.
Una breve salita poi proseguiamo in piano fino ad una casa dove termina l'asfalto (km 0,7). Proseguiamo sempre quasi in piano, costeggiamo un pascolo poi entriamo nel bosco.
Procediamo senza difficoltà fino ad un breve tratto non ciclabile, proseguiamo fino ad un cartello del sentiero E/1 (km 2,6). Di qui superiamo 300 metri faticosi e non ciclabili fino ad uscire sui prai dello stretto valico (km 3).
Dislivello: 130 m.
Ciclabilità: 87%
Osservazioni: è percorso dall'itinerario 11 al contrario.
Al cartello possiamo andare a destra attraversando un rivo e poi salendo nel bosco fino ad uscire sulla mulattiera percorsa dall'itinerario 16; sono circa 200 metri non ciclabili. Soluzione sconsigliabile

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16 - Discesa dalla Gola di Sisa a Prato

Aggiornamento: 12/2001
Descrizione:
Dal valico scendiamo e ci teniamo sulla destra seguendo una strada campestre.
Superiamo un cancello mentre la strada diviene una mulattiera col fondo selciato. La pendenza aumenta ed arriviamo ad un incrocio (km 0,4) dove proseguiamo a destra, in discesa.
Su fondo a tratti in cemento scendiamo rapidamente ed arriviamo ad una strada asfaltata (km 2,3). La attraversiamo e proseguiamo sulla mulattiera che prosegue, con fondo peggiore.
Ritroviamo l'asfalto ed arriviamo nei pressi di alcune case, poi attraversiamo le stradine di S. Martino ed arriviamo alla chiesa (km 3,1). A fianco del sacrato scende la mulattiera col fondo in mattoni e la seguiamo incrociando numerose volte i tornanti della strada. Arrivati in basso la mulattiera si perde, andiamo a destra e scendiamo seguendo l'asfalto fino a Prato (km 6).
Dislivello: 650 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Ottima conclusione per l'itinerario 11. Richiudete i cancelli dei pascoli.

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17 - Discesa dal Monte Fasce a Nervi

Aggiornamento: 1/2002
Descrizione:
Dal monte Fasce scendiamo verso nord seguendo la strada asfaltata e raggiungiamo la strada panoramica (km 1).
Svoltiamo a destra e seguiamo la strada, in leggera discesa. Costeggiamo il versante settentrionale del monte Cordona in un tratto in cui la strada si sdoppia in due corsie separate. In corrispondenza della curva verso nord lasciamo la strada asfaltata e svoltiamo a destra (km 4,3; segnavia FIE: due quadrati rossi).
Procediamo su larga mulattiera, lasciamo a destra i segnavia che salgono al monte Cordona e proseguiamo in discesa (segnavia FIE: due triangoli rossi).
La mulattiera scende un po' sconnessa e raggiunge un colle dove cambiamo versante. La discesa prosegue con le stesse caratteristiche mantenendosi poco sotto al crinale.
Usciamo sul panoramico crinale nei pressi di alcuni ruderi e proseguiamo in discesa non ripida fino ad una spalla che precede il monte Giugo (km 6,4).
Qui svoltiamo a destra e la pendenza aumenta. Questo tratto più difficile termina ad un quadrivio (km 7,5) dove andiamo diritti in via Costa di Cantalupo. Arriviamo alla chiesetta di S.Rocco (km 8,3). Anche qui andiamo diritti scendendo su una crosa (via S.Rocco; segnavia).
Raggiungiamo un quadrivio e svoltiamo a sinistra in via Croce di Ferro procedendo con moderata pendenza. Arrivati ad un incrocio (sempre segnavia FIE e ISC) svoltiamo prima a sinistra (via Crocifisso) poi a destra in discesa (via Gaiello). La crosa termina sulla SS Aurelia (km 9) che seguiamo a destra fino alla città.
Dislivello: 860 m.
Ciclabilità: 98%
Osservazioni: Il percorso dopo l'incrocio di via S.Rocco non è obbligato; ad esempio potremmo seguire integralmente via S.Rocco.

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18 - Discesa dal monte Fasce a Bavari

Aggiornamento: 3/2002
Descrizione.
Dalla vetta del Fasce scendiamo sulla strada asfaltata di accesso e raggiungiamo la strada provinciale.
Di fronte all'ingresso nella provinciale vediamo la sterrata che costituisce anche il tracciato del metanodotto (segnavia FIE: rombo rosso). La prendiamo in salita fino ad un gruppo valvole.
Proseguiamo in leggera discesa poi in dura salita e raggiiungiamo il punto più alto (km 2,6).
Iniziamo la discesa, sempre sul metanodotto, fino al termine della stradina (km 3,4). Scendiamo di sella per aggirare uno sperone roccioso poi proseguiamo sul crinale erboso.
Quasi al termine del prato (km 3,9) dobbiamo svoltare a sinistra abbandonando il crinale ed affrontando un tratto con sentiero poco evidente.
Scendiamo un prato andando in diagonale a destra per entrare nella boscaglia dove ritroviamo la traccia.
Scendiamo con difficoltà a causa della vegetazione e del terreno ripido e sconnesso.
Arrivati nei pressi di alcuni ruderi (km 4,3) il sentiero diviene più marcato e meno ripido, ma è sempre invaso dalla vegetazione.
Raggiungiamo il punto in cui la mulattiera inizia la ripida discesa su Bavari mentre il fondo si fa acciottolato e presenta tratti a scalini.
La discesa è ripida con numerosi tornanti, ma il fondo è quasi sempre buono.
Al termine un tratto rettilineo ci porta ad incrociare una strada asfaltata (km 5,9) ed in breve alla sella di Bavari (km 6,2).
Dislivello: 600m.
Ciclabilità: 87%
Osservazioni: non ciclabile in salita.

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19 - Traversata da Palmaro a Pegli, via Lische Alte

Aggiornamento: 12/2002
Descrizione.
Partiamo dal semaforo posto sull'Aurelia all'incrocio con via Taggia. Svoltiamo ed andiamo in salita, poi in discesa a destra raggiungendo la sponda del torrente Branega.
Sempre seguendo la strada asfaltata risaliamo lungo il torrente. Al termine di una salita incontriamo un bivio (km 2,7) dove andiamo a sinistra scendendo ad un ponte. Attraversato il ponte la strada supero un tratto scavato nella roccia, poi inizia una durissima salita, per fortuna asfaltata. Dopo 500 metri micidiali la pendenza diminuisce ed arriviamo al valico di Case Colla (km 4,2).
Incontriamo l'itinerario 3 che seguiamo. Saliamo quindi sulla sterrata a destra. Al bivio (km 4,5) trascuriamo il sentiero delle Lische Basse e proseguiamo a salire.
La salita non è ripida ma il fondo è dissestato e costringe a tratti a piedi. Lasciamo a sinistra il sentiero per la Baiarda (km 5,3) e proseguiamo in leggera salita fino ad un altro incrocio (km 5,9). Da sinistra scende il percorso di discesa del metanodotto dal monte Pennello, noi prendiamo il sentiero a destra.
Prima in leggera salita, poi scendiamo ad un guado e risaliamo dalla parte opposta. Un'altra discesa ci porta a superare due guadi consecutivi, poi andiamo in costante leggera salita ed arriviamo ad un incrocio di sentieri (km 7,6).
La prosecuzione è difficile pertanto qui potete decidere di scendere a destra raggiungendo l'itinerario 3 e Fagaggia.
Noi svoltiamo a destra e saliamo il dissestato sentiero per una ventina di metri. Lasciamo il sentiero che sale al Pennello e svoltiamo a destra prendendo un sentierino non segnalato (sbiaditi segni arancio) che attraversa i prati a destra.
E' un percorso praticamente non ciclabile che ci porta ad un appostamento di caccia su una spalla (km 7,9).
Il sentiero prosegue in leggera discesa, sempre stretto e disturbato dalla vegetazione, ma ora più ciclabile.
La discesa termina contro una recinzione, svoltiamo a destra e saliamo faticosamente qualche decina di metri arrivando ad incrociare il marcato sentiero contrassegnato E1 (km 8,5).
Scendiamo a destra. Il sentiero è inizialmente molto ripido e dissestato, gradatamente diviene più agevole e ci porta alle case di Pian delle Monache (km 9).
Incontriamo la strada che seguiamo in discesa. Percorriamo l'itinerario 10 al contrario. Restando sempre su questa strada raggiungiamo Torre Cambiaso (km 10,8) dove troviamo l'asfalto.
Scendiamo sulla strada che costeggia l'edificio ed arriviamo ad un'ampia strada (km 11,8). Attraversiamo proseguendo la discesa nella strada di fronte, all'incrocio andiamo a sinistra ed usciamo in piazza Lido. Seguendo l'Aurelia possiamo raggiungere il centro.
Dislivello: 500m.
Ciclabilità: 92%
Osservazioni:

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20 - Traversata da Voltri ad Arenzano

Aggiornamento: 12/2002
Descrizione.
Partiamo dalla chiesa di Voltri andando verso ponente. Dopo 500 metri superiamo il ponte e svoltiamo a destra salendo sulla strada per Crevari.
Quasi alla chiesa di Crevari svoltiamo a sinistra in via Romana di Voltri (km 1,6).
Seguiamo la strada fino al suo termine. Qui diventa crosa asfaltata che avanza stretta tra le due corsie dell'autostrada. Al termine scendiamo la scaletta che ci porta a sottopassare l'autostrada. Al termine andiamo a destra, in salita, fino al termine della strada.
Saliamo a destra una stretta scaletta che ci porta su una stradina (km 2,4).
Svoltiamo a sinistra ed arriviamo ad un incrocio. Qui dobbiamo svoltare a destra per superare la ripida, ma breve, rampa che ci porta su una strada.
Andiamo a sinistra raggiungendo un incrocio (km 3,2) dove scendiamo a sinistra. Poco dopo la strada termina e proseguiamo la discesa su una crosa mattonata, a larghi e facili scalini. Sottopassiamo l'autostrada e proseguiamo la discesa. La crosa aggira la propaggine della montagna ed entra sul versante di Vesima che raggiungiamo rapidamente (km 4).
Svoltiamo a destra e saliamo superando la chiesa ed arrivando ad un bivio dove svoltiamo a sinistra. Scendiamo ad un ponticello e proseguiamo in salita arrivando ad una spalla. Proseguiamo in discesa agli incroci e raggiungiamo la strada della cava (km 5,6).
Svoltiamo a sinistra e subito a destra. Saliamo sulla larga strada con fondo in cemento fino la primo incrocio (km 6,2), dove svoltiamo a sinistra.
Ancora pochi metri di salita poi iniziamo a scendere. Raggiungiamo una strada maggiore, tra le ville alte di Terrarossa (km 6,8).
Seguiamo questa strada in veloce discesa fino a raggiungere l'Aurelia all'ingresso di Arenzano (km 8,5).
Dislivello: in salita 250m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: interessante testimonianza della fine che hanno fatto molte delle belle crose: asfaltate, tagliate, sepolte da autostrade.

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21 - Salita da Genova al monte Ratti

Aggiornamento: 1/2003
Descrizione.
Partiamo dalla zona di corso Sardegna ed imbocchiamo via Ferreggiano. All'incrocio con viale Bracelli svoltiamo a sinistra ed iniziamo la salita (km 0).
La strada sale con pendenza moderata. Seguiamo sempre la strada principale ed arriviamo ad un bivio dove la strada prosegue in piano verso il Biscione (km 2,6).
Qui svoltiamo a destra in una strada minore che sale nella pineta. Costeggiamo una baraccopoli e raggiungiamo un bivio dove svoltiamo a destra raggiungendo il forte Quezzi (km 3,5).
La stradina prosegue asfaltata e sale alla Torre Quezzi (km 4,2). Raggiunta la base della Torre seguiamo il sentiero che scende sulla cresta arrivando ad un valico dove si incrociamo numerose mulattiere (colla Leamà; km 5). Qui arriva anche la strada asfaltata che abbiamo lasciato alla Torre.
A destra della Cappella dei Cacciatori corre una strada dal fondo erboso. La seguiamo. Il percorso diventa sempre più difficile perchè fortemente dissestato e costringe a procedere a piedi.
Raggiungiamo un ponticello dove il sentiero FIE sale a sinistra (km 6,3). Proseguiamo diritti con bel percorso pedalabile.
In questo modo superiamo un crinale (km 7,5) e proseguiamo in leggera salita fino ad uscire nel piazzale di una cava (km 8,1).
Andiamo diritti raggiungendo alcuni edifici. Proseguiamo sulla sinistra ed arriviamo al piazzale superiore.
Usciamo dalla cava tramite due brevi ripide rampe non ciclabili. La stradina sale sul fianco del monte ed effettua un tornante.
Ad un bivio svoltiamo a destra ed iniziamo una salita non ciclabile che ci porta ad un incrocio (a destra variante 21.1) e poi ad una selletta (km 9,6).
Ignoriamo il sentiero FIE che scende di fronte e saliamo a sinistra. Il ripido sentiero termina sulla strada di accesso al Forte che raggiungiamo in una cinquantina di metri.
Attraversiamo il portone e proseguiamo sulla sinistra. In breve usciamo sul crinale sommitale e la vetta (km 10,2).
Dislivello: 610 m.
Ciclabilità: 89%
Osservazioni: La salita presenta due tratti non ciclabili. Percorso in discesa, a partire dalla cava, dovrebbe essere interamente ciclabile e divertente.
Variante 21.1: (sconsigliabile).
all'incrocio seguiamo il sentiero che va verso destra (est) seguendo la segnalazione FIE (rombo rosso). Il percorso è in leggera salita fino ad una spalla con lecci, poi scende fino a raggiungere una sella (sella Castellaro; km 1,2). E' un tratto molto stretto e disturbato dai cespugli, ben poco ciclabile e molto fastidioso. La discesa dopo la sella è ripida e dissestata ma piuttosto ampia. Raggiungiamo un edificio e proseguiamo fino ad uscire sulla strada per S.Eusebio. Andando a destra possiamo raggiungere la sella di Bavari (km 2,2).

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22 - Discesa da monte Ratti a Genova

Aggiornamento: 1/2003
Descrizione.
Dalla vetta ritorniamo al portone ed usciamo dal Forte. Proseguiamo diritti in discesa sull'evidente mulattiera, inizialmente molto buona poi dissestata.
Dopo due tornanti la mulattiera si perde e scendiamo sul crinale seguendo le evidenti tracce. La ripida discesa termina sul crinale dove passa l'itinerario 21 (km 1,5).
Svoltiamo a sinistra e saliamo alla cava. Raggiunto il primo edificio proseguiamo diritti ed arriviamo ad altri edifici. Sulla destra un breve passaggio supera la barriera ed arriviamo ad una cappelletta (km 2,5).
Seguiamo l'unica strada che dopo poco diventa cementata. A due incroci teniamo la destra e scendiamo velocemente a Camaldoli (km 3,7).
Scendiamo seguendo la strada asfaltata fino ad un piazzale con capolinea di autobus. Qui svoltiamo a destra ed imbocchiamo via Polvara (km 5,4). La stradina termina con una ripida scalinata che scendiamo. Dopo la prima rampa la stradina diventa una classica crosa mattonata che possiamo seguire senza difficoltà.
Un'ultima scala ci porta su una strada (km 6,3) che seguita a sinistra ci porta in via Ferregiano. Svoltiamo a sinistra ed arriviamo all'incrocio con via Centurione Bracelli (km 7).
Dislivello: 550 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
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23 - Discesa da S.Alberto a Prato

Aggiornamento: 2/2003
Descrizione.
Dalla piazza capolinea bus scendiamo verso ponente. Seguiamo la strada asfaltata per un buon tratto. Quando la strada svolta a destra con il primo tornante (case; km 1,4) la lasciamo per prendere, a sinistra, una stradina con fondo in cemento (FIE: = rosso).
Andiamo a destra al primo incrocio; dopo un tratto pianeggiante scendiamo una crosa a scalini che ci porta a pochi metri da una strada (km 1,6).
Non scendiamo sulla strada ma svoltiamo a sinistra. La crosa scende ad attraversare un ruscello (km 1,9).
Il percorso inizia l'attraversamento del bosco. L'andamento è discensivo, ma non mancano i tratti in salita, Qualche salita e gli attraversamenti dei ruscelli sono poco ciclabili, ma nell'insieme è un tracciato piuttosto scorrevole.
La parte finale è in decisa discesa e termina sulla strada asfaltata (km 5,1).
Svoltiamo a destra e scendiamo seguendo la strada asfaltata (possibile una scorciatoia segnalata) fino alla statale (km 7). Prato è a sinistra a circa 3,5 km.
Dislivello: 600 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni:

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24 - Discesa dal monte Cordona a Prato


Aggiornamento:
2/2003
Descrizione.
Dalla vetta del Cordona scendiamo verso levante seguendo a ritroso il sentiero di salita. Raggiungiamo la selletta nei pressi della strada asfaltata (km 0,5).
A destra scende l'itinerario 17 per Nervi. Svoltiamo invece a sinistra e prendiamo la strada asfaltata. Dopo pochi metri dobbiamo attraversare il prato spartitraffico per raggiungere il grande piazzale sull'altra corsia.
Alla sinistra del piazzale prendiamo la sterrata, chiusa da una catena, che scende e raggiunge il cortile di una cascina adibita a porcilaia.
Attraversato il cortile proseguiamo la discesa tra i pascoli. La pendenza aumenta entrando in un bosco e il percorso dimostra di essere una antica mulattiera lastricata. Procediamo con cautela a causa dei rami per terra e qualche albero abbattuto.
La discesa presenta qualche tratto scalinato e ripido che è reso impegnativo quando sia dissestato. Un breve tratta quasi pianeggiante ci porta a superare un secondo ponticello dove inizia la discesa finale di questa prima parte.
Passiamo sopra ad una cascata, poi la discesa termina su un bel ponte in pietra lanciato dove la forra è più stretta (km 2,2).
La mulattiera sale sul versante opposto. La salita è impedalabile fin quando la pendenza diminuisce ed arriviamo alle prime case di Cisiano (km 2,6).
Attraversata la frazione giungiamo su una strada asfaltata che seguiamo a destra, in salita. Dopo alcuni tornanti piuttosto ripidi la pendenza diminuisce e proseguiamo attraversando Terrusso.
Qui inizia la discesa. Possiamo seguire interamente l'asfalto, ma è meglio seguire la vecchia strada. Quando arriviamo al cartello stradale che segnala Viganego (a sinistra chiesa; km 6,3) proseguiamo sull'asfalto fino al tornante. A destra entriamo nella stradina tra le case (segnavia FIE: disco rosso).
Proseguiamo seguendo sempre il segnavia. Il percorso interseca la strada asfaltata e la segue per alcuni tratti.
L'ultima discesa termina, con alcuni scalini, sulla statale in località Le Prese (km 10,3).
Prato è a sinistra a circa 3,5 km.
Dislivello: 800 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: non percorribile in salita

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