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Per saperne di più sul Bluetooth - by Maurizio Garatti - (settembre 2003) Abbiamo visto negli scorsi anni un gran fermento ed un gran vociare su questa nuova tecnologia.... del resto riuscire a far comunicare molti dispositivi senza l'utilizzo di fastidiosi cavi.... scomodi anche da trasportare.... rappresenta un grosso vantaggio ed un potenziale mercato ancora tutto da definire. Nell'agosto del 2001... un certo Sean Maloney, General Manager della Divisione Communications di Intel, disse che Bluetooth aveva perso la battaglia ed era destinato a rimanere confinato in prodotti di nicchia a tutto vantaggio del Wi-Fi. Le origini... L'evoluzione della tecnologia Bluetooth ha inizio nel 1994, grazie alla lungimiranza di un'azienda di spicco, Ericsson Mobile Communications. Diventava importante promuovere lo sviluppo di un'interfaccia di collegamento wireless, (senza fili), fra telefoni cellulari ed i loro accessori. Molti immaginavano che la presenza in contemporanea di cuffie, microfoni, palmari o agende elettroniche avrebbe prodotto un proliferare di cavi, inadeguati alla mobilità personale. Ecco quindi l'idea di un sistema di comunicazione a corto raggio.
Ericsson contattò altri produttori con l'intento di favorire uno sviluppo congiunto e la promozione di questa tecnologia. Nel 1998 nacque il Bluetooth Special Interest Group (SIG) costituito da Ericsson, IBM, Intel, Nokia e Toshiba. Verso la fine del 1999 entrarono nel SIG altre quattro aziende, Motorola, Microsoft, 3Com e Lucent Technologies. Nel 1999 furono pubblicate dal SIG le prime specifiche, 1.0, dello standard Bluetooth. Nel 2000 troviamo, nei negozi, i primi dispositivi Bluetooth!
Qui a fianco possiamo osservare l'auricolare Bluetooth Clip-On HS-3W che utilizzo con soddisfazione da tempo, garantisce un'autonomia di 100 ore in stand-by ed un limite in conversazione di 4 ore e mezza.Notevole valore aggiunto è la discrezione in quanto l'elettronica resta nascosta all'interno della giacca, grazie alla clip, in uscita abbiamo la classica auricolare. Il costo è un po' elevato... circa 140 Euro. Innanzi tutto diamo un'occhiata alle potenze in gioco. Il Bluetooth si attesta su una potenza di 0 dbm ovvero 1mW (milliwatt) permettendo un raggio operativo stimato di 10 metri, mentre il Wi-Fi (l'802.11b) è sui 30-40 mW consentendo un raggio operativo stimato di 100 metri. Quindi, già da questi dati, si evince come il mercato della telefonia o "microdispositivi" non potrà fare a meno del Bluetooth. A livello mondiale si è optato per una trasmissione su banda Ism (Industrial Scientifical and Medical), che va dai 2,40 GHz ai 2,48 GHz (Gigahertz) consentendo una banda effettiva di 79 MHz (Megahertz). Si è optato per una trasmissione a spettro espanso (spread spectrum), i dati non sono inviati su di un'unica frequenza ma sono distribuiti su più portanti al fine di ridurre le interferenze con altri dispositivi operanti sulla stessa banda. Per poter trasmettere a spettro espanso bisogna scegliere due tipi di tecniche:
Il metodo Dsss è utilizzato dallo standard Wireless Lan IEEE 802.11b (Wi-Fi) e consiste nella ripartizione dei dati lungo una sequenza ridondante trasmessa su frequenze diverse. Dopo tutto sto bla bla... si evince che si tratta apparentemente dello stesso mondo... il wireless... ma con tecniche talmente diverse che vengono considerate dagli addetti ai lavori due mondi diversi che non si potranno mai accavallare. Insomma... non sarà possibile che una tecnologia prevalga su un'altra a meno che non si voglia abbandonare il vantaggio di una a favore dell'altra che sarà sempre deficitaria in quanto non potrà "assorbire" le proprietà positive della tecnologia uccisa. Diamo una guardata all'architettura software e hardware. I dispositivi Bluetooth comunicano grazie ad un insieme di protocolli organizzati in una struttura a pila detta appunto stack. Sono suddivisi in più livelli disposti l uno sopra l altro a seconda del grado di astrazione. La spiegazione tecnica è alquanto complessa...... è comunque possibile esporre il metodo di comunicazione usando una terminologia semplice e chiara.
In linea teorica la comunicazione fra applicativi operanti su due dispositivi avviene nel seguente modo:
l'applicazione che deve trasmettere lo fa consegnando una serie di parametri e dati ad un protocollo posto al di sotto di essa nella pila, tale protocollo elabora i dati ricevuti e li trasmette a sua volta al livello inferiore. Dalla figura sotto esposta sorge spontanea la domanda.... perché questa complicata struttura? La complicazione dello stack, (pila), è necessaria per rendere le metodologie di trasmissione a basso livello trasparenti alle applicazioni che quindi non devono preoccuparsi di come i dati inviati sono gestiti fisicamente. Il livello più basso della pila protocollare Bluetooth è costituito dall' Interfaccia RF per la trasmissione analogica di onde radio. Il compito di quest'area è quello di gestire i vari meccanismi di modulazione a radiofrequenza e riportare il segnale ricevuto in banda base, cioè a bassa frequenza per poter trattare più comodamente il segnale.
Al di sopra dell' HCI la pila si divide in due percorsi differenti: Tornando a livello hardware.. per fare un paragone forse più chiaro... con il PC portatile.... la nostra scheda PC-Card Bluetooth rappresenta il core mentre il notebook ospita l'host. Da un'analisi della struttura si intuisce subito che le applicazioni non utilizzano tutti i protocolli, ci si limita alla metà delle routine disponibili e per questo è indispensabile un sistema semplice per identificare quali saranno i meccanismi da implementare per realizzare determinati servizi. Per questo motivo si definiscono dei profili, ovvero degli standard applicativi in cui sono indicati i protocolli da utilizzare per ottenere le funzioni necessarie. Questa situazione, diffusa oggi, porta a pensare che la tecnologia non sia valida, bacata ecc. ecc. Veniamo ora alla tipologia della rete. Molti sostengono che configurare una rete Bluetooth sia difficile... in realtà le cose sono molto più semplici se si comprende come si realizza una rete ed i meccanismi di sicurezza.
Seguendo questa tecnica è possibile collegare fino ad 8 dispositivi di cui il primo, quello che ha eseguito l'inquiry, funge da master. Il master avrà il compito di stabilire la sequenza di frequency hopping e le chiavi di cifratura. La rete appena configurata, che potete vedere nell'immagine sotto, è chiamata piconet e costituisce la cella base di una connessione Bluetooth. E' possibile agganciare più piconet, (verde, rosa, giallo), per creare una scatternet in modo da creare una sorta di sottorete. Per poter realizzare questa rete bisogna che un modulo sia configurato come slave e contemporaneamente faccia parte di due master differenti appartenenti a due diverse piconet, in questo modo si condivide la connessione (piconet 1 e 2), oppure, una periferica può svolgere il ruolo il master di una piconet e slave per l'altra piconet (piconet 2 e 3).
In questo modo possiamo far coesistere un numero elevato di piconet, per la precisione un massimo di 10 per un totale di 80 dispositivi Bluetooth connessi. E' evidente, ma meglio sottolinearlo, maggiore è il numero di dispositivi minore diventa la banda disponibile per la comunicazione. Svisceriamo un po' di questa tanto decantata sicurezza. Pensare ad un sistema di comunicazione privo di protezioni fa sorridere.... in effetti è importante garantire sotto ogni punto di vista, a qualsiasi livello, meccanismi di protezione. Nel caso del Bluetooth questa esigenza diventa fondamentale. Se è vero che un raggio operativo stimato di 10 metri possa costituire una sorta di pregaranzia, è anche vero che l'intercettazione delle comunicazioni è molto a rischio.
L'uso del frequency hopping, esposto precedentemente, aumenta la sicurezza della trasmissione poiché solo le unità interessate conoscono la corretta sequenza dei salti di frequenza.
Ogni dispositivo Bluetooth è dotato di un indirizzo pubblico, chiamato DB_ADDR ovvero Bluetooth Device ADDRess, che lo caratterizza. In sostanza è un po' come la targa... un dato che rimane invariato a prescindere dal tipo di operazioni, transizioni o dall'applicazione che utilizza il dispositivo.
Un dettaglio da non trascurare è l'ulteriore sicurezza implementata ovvero un meccanismo capace, dopo aver stabilito la chiave di autenticazione, di variarla. Questa operazione è affidata alle applicazioni in gioco. Lo standard prevede tre livelli di sicurezza:
Un occhio alla velocità del Bluetooth! La trasmissione consente di raggiungere un massimo di 1 Mbps, attenzione questi sono lordi e comprendono la trasmissione di sola voce, soli dati oppure dati e voce! Nell'ipotesi di trasferimento del segnale vocale, la modulazione adottata è di tipo Cvsd (Continuous Variable Slope Delta), un sistema di campionamento e quantizzazione non lineare che viene utilizzato per convertire il segnale da digitale in analogico. Bluetooth supporta la trasmissione di un massimo di tre canali vocali a 64 Kbps cadauno. In una comunicazione possono coesistere trasmissioni voce e dati, suddividendo la banda in canali distinti ognuno con le proprie modalità di trasmissione e di bilanciamento della banda disponibile. Per questo motivo è sempre estremamente difficile sul campo dare un vero peso valido per tutti. Ma chi è questo Bluetooth? Dopo questa lettura, un po' pesante, mi sembrava doverosa questa chicca sicuramente conosciuta da pochi. Chi è questo Bluetooth?
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