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MY GENERATION (Brunswick LAT 8616, dicembre 1965) Out In The Street / I Don't Mind / The Good's Gone / La-La-La-Lies / Much Too Much / My generation / The Kids Are Alright / Please, Please, Please / It's Not True / I'm A Man / A Legal Matter / The Ox Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v. / Keith Moon: bt. + Nicky Hopkins: pn. - Prod. Shel Talmy Nota: l'edizione americana del disco presenta il brano Instant Party al posto di I'm A Man.
My Generation, che sale fino al secondo posto della classifica di vendita inglese, è una canzone di straordinario impatto; mai, prima di allora, si era ascoltato un brano così sfrontato nel suo furore strumentale. Pete Townshend esegue una rielaborazione di un pezzo di Jimmy Reed dove la chitarra tagliente, il basso martellante di Entwistle e la batteria disordinata di Moon forniscono una base ritmica ossessiva, sulla quale Daltrey esprime i suoi problemi generazionali producendosi in una performance classica, imprecando e simulando una rabbiosa balbuzie. Nella parte centrale il gruppo sorprende, riservando l'abituale spazio dell'assolo di chitarra a una vorticosa ed eccitante evoluzione del basso, mentre il convulso finale richiama il caos tipico delle esibizioni dal vivo, con gli strumenti che prendono la mano, muri di feedback e svisate tumultuose, fino all'inevitabile distruzione al termine della folle corsa. In My Generation si possono riscontrare tutte le principali caratteristiche del suono dei primi Who: una sezione ritmica travolgente con la potenza e la precisione di Entwistle, con la rabbia di Keith Moon che sovverte i tradizionali canoni sull'uso della batteria nel rock - fino a quel momento quasi sempre anonimo strumento ritmico - scatenando sui tamburi veri e propri temporali percussivi che rendono il fraseggio immediatamente riconoscibile, e ancora l'abilità di Townshend nell'approntare un originale stile alla chitarra, sperimentando un uso sistematico del feedback. Solo un cantante dotato e sfacciato come Daltrey può riuscire a confrontarsi con siffatti compagni senza essere travolto dal suono. L'album d'esordio, che eredita il titolo dallo storico 45 giri, non è certo la classica compilation di singoli (come spesso accade all'epoca), bensì un lavoro ricco di episodi brillanti in perfetta coesione di stile, che anticipa di qualche mese i primi LP di rilievo innovativo dei Beatles (Revolver) e dei Rolling Stones (Aftermath). Registrato in poche ore di studio con l'aiuto di Nicky Hopkins al piano, l'LP comprende brani per la maggior parte composti da Townshend, oltre ad alcune cover e alla strumentale The Ox, firmata a più mani. Il suono è compatto e grintoso, mantiene un compromesso tra il rhythm'n'blues delle origini e i canoni delle belle armonie beat (La-La-La-Lies, Much Too Much, A Legal Matter) attingendo ad alcuni classici quali I Don't Mind, Please, Please, Please (entrambi di James Brown) e I'm A Man (Bo Diddley). I frutti migliori (a parte la celebrata title track) sono il ruvido rhythm'n'blues iniziale di Out In The Street con un deciso Daltrey, la tipica e variegata The Good's Gone costruita su un'interessante struttura a sezioni sovrapposte, la classica armonia di The Kids Are Alright e la conclusiva The Ox, un vortice ritmico costituito da una micidiale sequenza di rullate (eseguita da Moon), sulla quale si contorce il piano di un tarantolato Hopkins e imperversa la tuonante chitarra di Townshend. valutazione: 9
A QUICK ONE (Reaction 593 002, dicembre 1966) Run Run Run / Boris The Spider / I Need You / Whiskey Man / Heatwave / Cobwebs And Strange / Don't Look Away / See My Way / So Sad About Us / A Quick One, While He's Away Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v.cr. / Keith Moon: bt. - Stu. IBC studios, Londra; Pye studios, Londra - Co. Alan Aldridge - Prod. Kit Lambert Rispetto all'illustre predecessore, il secondo album A Quick One appare un pò deludente, palesando una notevole frammentarietà d'intenti. Il disco porta le novità di alcune composizioni di John Entwistle (la truce Boris The Spider e Whiskey Man, nella quale fa capolino il corno suonato dal bassista stesso), di Keith Moon (la bizzarra Cobwebs And Strange e il grazioso arrangiamento di I Need You, che più d'altro evidenziano il particolare stile del batterista) e di Roger Daltrey (un'anonima See My Way). Anche i brani di Townshend risultano meno brillanti del solito (Don't Look Away e So Sad About Us, con un'apertura alla Byrds, sono carine ma nulla più); le eccezioni sono la potente e serrata Run Run Run, che riporta alle atmosfere del precedente album (come pure Heatwave, cover di un hit di Martha And The Vandellas) e, solo in parte, A Quick One, While He's Away, mini opera costituita da sei canzoni fuse tra loro ed embrionale tentativo del chitarrista nell'ambito dei soggetti a tema che saranno alla base dei lavori successivi. valutazione: 6,5 THE WHO SELL OUT (Track 612/613 002, dicembre 1967) (Radio London) / Armenia City In The Sky / (Radio London) / Heinz Baked Beans / (More Music) / Mary Anne With The Shaky Hand / (Premier Drums-Radio London) / Odorono / (Radio London) / Tattoo / (Radio London-Church Of Your Choice) / Our Love Was / (Radio London-Pussycat-Speakeasy-Rotosound Strings) / I Can See For Miles / I Can't Reach You / (Charles Atlas) / Medac / Relax / (Rotosound Strings) / Silas Stingy / Sunrise / Rael 1 + 2 Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v.cr. / Keith Moon: bt. + Al Kooper: or. - Stu. IBC studios, Londra; Kingsway studios, Londra; De Lane Lea studios, Londra; Columbia studios, Los Angeles; CBS studios, Londra; Gold Star, Los Angeles; Talent Masters, New York - Co. David King, Roger Law - Prod. Kit Lambert The Who Sell Out si propone come uno dei primi esempi sufficientemente compiuti di album concept. Il disco, in gran parte firmato da Pete Townshend con alcuni contributi di John Entwistle, presenta il complesso nuovamente in ottima forma e s'avvale di un atteggiamento ambizioso a livello creativo. Il tema affrontato in modo polemico e ironico è quello della pubblicità, con le canzoni collegate tra loro dai jingle delle radio pirata inglesi, dichiarate fuorilegge proprio in quei giorni. Eccellente l'intera prima facciata che non presenta particolari cedimenti; il disco è aperto dalla solida e psichedelica Armenia City In The Sky, un brano scritto da John "Speedy" Keen (compositore, cantante e batterista in Thunderclap Newman) con la struttura stravolta dal feedback della chitarra di Townshend. Decisamente gradevoli sono le melodiche Mary Anne With The Shaky Hand, Odorono, l'ottima Tattoo (con eccellenti armonie vocali) e Our Love Was (con il corno di Entwistle). Di notevole livello anche la granitica I Can See For Miles, che sigilla il primo lato percorsa dai fremiti di una micidiale progressione ritmica; il brano è anche l'unico dell'intero LP ad apparire su singolo nell'ottobre 1967, con piazzamento nella top ten GB e USA. La seconda parte del disco presenta un livello qualitativo lievemente inferiore con la buona I Can't Reach You, l'atipica Relax e la conclusiva Rael 1+2 che vede la partecipazione all'organo di Al Kooper e permette di ascoltare alcune embrionali idee poi utilizzate da Townshend per la stesura del fortunato Tommy. valutazione: 7,5
MAGIC BUS - THE WHO ON TOUR (Decca 75064, ottobre 1968) Disguises / Run Run Run / Dr. Jekyll & Mr. Hyde / I Can't Reach You / Our Love Was, Is / Call Me Lightning / Magic Bus / Someone's Coming / Doctor, Doctor / Bucket T. / Pictures Of Lily Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v. / Keith Moon: bt. - Stu. IBC studios, Londra; De Lane Lea studios, Londra; Columbia studios, Los Angeles; Bradley's Barn, Nashville; Ryemuse Sound, Londra - Prod. Kit Lambert TOMMY (Track 613 013-014, maggio 1969) Overture / It's A Boy / You Didn't Hear It / Amazing Journey / Sparks / Eyesight To The Blind / Christmas / Cousin Kevin / The Acid Queen / Underture / Do You Think It's Alright / Fiddle About / Pinball Wizard / There's A Doctor I've Found / Go To The Mirror Boy / Tommy Can You Hear Me / Smash The Mirror / Sensation / Miracle Cure / Sally Simpson / I'm Free / Welcome / Tommy's Holiday Camp / We're Not Gonna Take It Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v. / Keith Moon: bt. - Stu. IBC studios, Londra - Tds. Damon Lyon-Shaw - Co. Mike McInnerney - Prod. Kit Lambert La realizzazione della rock opera Tommy, raccolta in un doppio LP, assorbe gran parte delle energie creative di Pete Townshend tra il 1967 e il 1968, nel tentativo di fornire un contributo definitivo alla storia della musica giovanile. Il chitarrista-compositore pensa la figura di Tommy, un ragazzo cieco, sordo e muto, la cui storia è una complessa parabola del successo, con la crescente esaltazione, l'onnipotenza e la rapida decadenza. Dedicato al guru Meher Baba, guida spirituale di Townshend sin dal 1968, Tommy è valorizzato da una stesura raffinata e godibile, strutturato quasi a forma di musical, dotato di un solido impianto narrativo che porterà l'opera ad essere adattata per numerose versioni teatrali e a diventare, nel 1974, un film per la regia di Ken Russell. Overture e l'ottima Underture fungono da necessari collegamenti fra le sezioni del lavoro, a proposta e recupero dei temi salienti. Il brillante strumentale di Sparks, i classici rock di Acid Queen e I'm Free, il divertente rock'n'roll di Pinball Wizard (anche su singolo) con la celebre introduzione alla chitarra acustica di Townshend, sono i brani più significativi. La progressione epica di We're Not Gonna Take It chiude il disco in un drammatico crescendo emotivo, ma alla fine resta la sensazione di una grande occasione parzialmente sprecata. In Tommy manca il coraggio d'osare, di incrinare e mettere in discussione le certezze strutturali di una musica fin troppo ordinata e precisa, e con questo attribuire un plusvalore al perfezionismo formale che permea l'intero lavoro. valutazione: 8
LIVE AT LEEDS (Track 2406 001, maggio 1970) Heaven And Hell * / I Can't Explain * / Fortune Teller * / Tattoo * / Young Man Blues / Substitute / Happy Jack * / I'm A Boy * / A Quick One, While He's Away * / Amazing Journey - Sparks * / Summertime Blues / Shakin' All Over / My Generation / Magic Bus Nota: le canzoni indicate con * sono presenti solo sulla versione CD (Polydor 527 169-2, 1995) Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs.ar. / John Entwistle: bs.v. / Keith Moon: bt. - Reg. dal vivo Leeds University, 14.2.1970, Pye Mobile - Co. Graphreaks - Prod. Who Live At Leeds è uno dei più importanti ed esaltanti dischi dal vivo di tutto il rock, in grado di presentare gli Who così come sempre avrebbero meritato, nella veste d'irrequieti folletti capaci di scatenare uragani sonori d'inaudita energia creativa. Il disco è aperto da una bella, corposa interpretazione di Heaven And Hell, brano utilizzato anche come retro del singolo di Substitute. Altre notevoli esecuzioni, recuperate sulla versione CD del venticinquesimo anniversario della pubblicazione dell'album, sono una eccellente versione della classica I Can't Explain, l'ottimo medley con la cover di Fortune Teller e la melodica Tattoo, la convincente sequenza di A Quick One, While He's Away, la brillante proposta di Amazing Journey e Sparks da Tommy. Young Man Blues, in origine un blues di Mose Allison, è straordinaria: il brano, introdotto da un micidiale riff di Townshend e da una travolgente rullata di Moon, è un vero e proprio manuale di rivisitazione hard blues, con le sue brusche accelerazioni, le improvvise frenate strumentali, la chitarra solida di Pete, una sezione ritmica irrefrenabile e incontrollabile, l'interpretazione coinvolgente e sicura di Daltrey. Substitute alterna brillantemente suono fisico e armonia, mentre la Summertime Blues di Eddie Cochran conta su una micidiale partenza da fermo e un'andatura caracollante, infarcita di una breve, possente improvvisazione centrale. Shakin' All Over è un blues cadenzato di Johnny Kidd & The Pirates che non lesina sciabolate metalliche e originali soluzioni ritmiche. La lunga gestazione di My Generation prende le mosse dal classico del gruppo per lanciarsi in una lucida e ben congegnata esposizione che trae spunti un pò ovunque e in particolare dallo spartito di Tommy, con arrangiamenti che privilegiano continui cambi d'umore, tra furore elettrico e improvvisi sprazzi melodici. Chiude il disco la notevole Magic Bus, un blues elettrico che si svolge in un'appassionante sospensione ritmica guidata dalla chitarra di Townshend, sino alla liberatoria esplosione sonora collettiva che si risolve nelle conclusive devastanti escursioni della chitarra. In questo album gli Who dimostrano in pieno le loro notevoli capacità strumentali, evidenziando il magistero ritmico di Townshend, l'incontenibile basso di Entwistle, la batteria disordinata ma tremendamente efficace di Moon, la voce sfrontata e potente di Daltrey e il non comune dono di saper coinvolgere fino allo stordimento l'ascoltatore con la forza delle loro esecuzioni. Disco stratosferico. valutazione: 9,5 LIVE AT THE ISLE OF WIGHT FESTIVAL 1970 (Castle EDF CD 326, 1996) reg. dal vivo 28.8.70 Heaven And Hell / I Can't Explain / Young Man Blues / I Don't Even Know Myself / Water / Overture / It's A Boy / 1921 / Amazing Journey / Sparks / Eyesight To The Blind (The Hawker) / Christmas / The Acid Queen / Pinball Wizard / Do You Think It's Alright / Fiddle About / Tommy Can You Hear Me? / There's A Doctor / Go To The Mirror / Smash The Mirror / Miracle Cure / I'm Free / Tommy's Holiday Camp / We're Not Gonna Take It / Summertime Blues / Shakin' All Over / Substitute / My Generation / Naked Eye / Magic Bus
Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs.ar. / John Entwistle: bs.v. / Keith Moon: bt.v. - Reg. dal vivo Isle Of Wight Festival, 28 agosto 1970 - Prod. Jon Astley, Andy Macpherson WHO'S NEXT (Track 2408 102, agosto 1971) Baba O' Riley / Bargain / Love Ain't For Keeping / My Wife / The Song Is Over / Getting In Tune / Going Mobile / Behind Blue Eyes / Won't Get Fooled Again Pete Townshend: ch.v.ts.sn. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.sf.v.pn. / Keith Moon: bt.pr. + Nicky Hopkins: pn. / Dave Arbus: vi. - Stu. Olympic studios, Londra - Tds. Glyn Johns - Co. Kosh - Prod. Who, Glyn Johns
Dalle ceneri del fallimento dell'ambizioso progetto concept di Lifehouse nasce Who's Next, senza dubbio il miglior disco di studio degli Who, capace di condensare in una manciata di canzoni gli elementi essenziali delle potenzialità creative di Pete Townshend e, al tempo stesso, in grado di recuperare pienamente quell'urgenza espressiva semplice e diretta che dopo il primo album si era un pò persa per strada (ma solo tra le mura degli studi di registrazione). Le tastiere suonate da Townshend (da sottolineare un sobrio, equilibrato utilizzo del sintetizzatore) introducono sonorità derivate dal minimalismo di Terry Riley sia su Baba O' Riley che su Won't Get Fooled Again, parti estreme del lavoro accomunate da un senso di fiera rassegnazione e disillusione riguardo agli ideali "rivoluzionari" degli anni Sessanta. La composizione iniziale, con dedica a mezza strada tra Meher Baba e Terry Riley, si svolge nell'ambito di un rock corposo e raffinato che sublima in uno stupendo scenario in equilibrio tra minimalismo e atmosfere folk, con il violino di Dave Arbus "a est dell'Eden". La conclusiva Won't Get Fooled Again trova nella durissima e amara scorza la propria attrazione fatale, supportata dall'irrefrenabile sezione ritmica e ingigantita dall'implacabile scansione metallica della chitarra di Townshend e da una delle migliori interpretazioni in assoluto fornita da Daltrey. Il brano viene pubblicato anche su singolo, nel luglio 1971, accoppiato alla discreta I Don't Even Know Myself. Altro vertice del disco è la splendida Behind Blue Eyes (su singolo nel novembre 1971), il cui disagio interiore attraversa con inaudita disinvoltura (grazie a un arrangiamento pressoché perfetto) climi dolcissimi e improvvisi sfoghi rabbiosi. L'energica Bargain è secca e tagliente come nella migliore tradizione Who, mentre nella quieta e melodica The Song Is Over e nella solida Getting In Tune si può ascoltare l'ottimo contributo strumentale di Nicky Hopkins al piano. Leggermente inferiori, ma comunque buone, appaiono Love Ain't For Keeping (con belle parti acustiche) e Going Mobile (notevole jam finale con chitarra e sintetizzatore), oltre all'unica composizione di Entwistle, My Wife. Dal disco vengono escluse diverse canzoni poi pubblicate a 45 giri quali Let's See Action (ottobre 1971), i robusti rock di Join Together e Relay (rispettivamente giugno 1972 e dicembre 1972); davvero inspiegabile la mancata inclusione di Pure And Easy, uno dei brani preferiti dallo stesso Townshend: la canzone (poi recuperata sull'album Odds And Sods) è un ottimo e complesso esempio di significativa evoluzione delle strutture compositive acquisite con Tommy. valutazione: 9,5 QUADROPHENIA (Track 2657 002, novembre 1973) I Am The Sea / The Real Me / Quadrophenia / Cut My Hair / The Punk And The Godfather / I'm One / The Dirty Jobs / Helpless Dancer / Is It In My Head / I've Had Enough / 5:15 / Sea And Sand / Drowned / Bell Boy / Doctor Jimmy / The Rock / Love, Reign O'er Me
Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.sf.v. / Keith Moon: bt.pr.v. + Chris Stainton: pn. - Stu. The Kitchen, Londra - Tds. Ron Nevison, Glyn Johns - Co. Graham Hughes - Prod. Who, Glyn Johns ODDS AND SODS (Track 2406/3191 116, ottobre 1974) Postcard / Now I'm A Farmer / Put The Money Down / Little Billy / Too Much Of Anything / Glow Girl / Pure And Easy / Faith In Something Bigger / I'm The Face / Naked Eye / Long Live Rock Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v. / Keith Moon: bt. - Stu. Eel Pie Sound, Olympic studios, IBC studios, De Lane Lea studios, CBS studios, Fontana studios - Co. Roger Daltrey, Graham Hughes - Prod. Who, Pete Townshend, Glyn Johns, Kit Lambert, Chris Parmeinter, Peter Meaden TOMMY (film soundtrack) (Polydor 2657 007, marzo 1975) Prologue 1945 / Captain Walker - It's A Boy / Bernie's Holiday Camp / 1951 - What About The Boy? / Amazing Journey / Christmas / Eyesight To The Blind / Acid Queen / Do You Think It's Alright / Cousin Kevin / Do You Think It's Alright / Fiddle About / Do You Think It's Alright / Sparks / Extra, Extra, Extra / Pinball Wizard / Champagne / There's A Doctor / Go To The Mirror / Tommy Can You Hear Me? / Smash The Mirror / I'm Free / Mother And Son / Sensation / Miracle Cure / Sally Simpson / Welcome / TV Studio / Tommy's Holiday Camp / We're Not Gonna Take It / Listening To You - See Me, Feel Me Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: v. / John Entwistle: bs. / Keith Moon: bt.v. + Eric Clapton: ch.v. / Elton John: pn.v. / Nicky Hopkins: pn. / Chris Stainton: bs.ts. / Kenny Jones: bt. / Ann Margret: v. / Oliver Reed: v. / Tina Turner: v. / Vicki Brown: v. / Margo Newman: v. / Alison Dowling: v. / Paul Nicholas: v. / Jack Nicholson: v. - Prod. Pete Townshend, Ken Russell THE WHO BY NUMBERS (Polydor 2490/3194 129, ottobre 1975) Slip Kid / However Much I Booze / Squeeze Box / Dreaming From The Waist / Imagine A Man / Success Story / They Are All In Love / Blue Red And Grey / How Many Friends / In A Hand Or A Face
Pete Townshend: ch.v. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs. / Keith Moon: bt. + Nicky Hopkins: pn. - Stu. Ramport studios, Island Mobile, Eel Pie studios - Co. John Entwistle - Prod. Glyn Johns
WHO ARE YOU (Polydor WHOD 5004, settembre 1978) New Song / Had Enough / 905 / Sister Disco / Music Must Change / Trick Of The Light / Guitar And Pen / Love Is Coming Down / Who Are You Pete Townshend: ch.v.pn.sn. / Roger Daltrey: vs. / John Entwistle: bs.v.sf.sn. / Keith Moon: bt.pr. + Andy Fairweather-Low: v. / Rod Argent: sn.pn. / Ted Astley: string arrangements - Tds. Judy Szekely - Prod. Glyn Johns, Jon Astley
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