Terry Reid

 

 

A ROCK'N'ROLL DAMNATION

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BANG, BANG YOU'RE TERRY REID (Epic 26427, ottobre 1968)

Bang, Bang (My Baby Shot Me Down) / Tinker Taylor / Erica / Without Expression / Sweater / Something's Gotten Hold Of My Heart / Season Of The Witch / Writing On The Wall - Summertime Blues / When I Get Home / Loving Time

Terry Reid: v.ch.bs. / Pete Solley: ts. / Keith Webb: bt. + Eric Lease: ts. - Prod. Mickie Most

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L'album d'esordio Bang, Bang You're Terry Reid evidenzia le inequivocabili doti vocali di Terry Reid, supportate da un suono privo di fronzoli imperniato sul lavoro di chitarra e tastiere. Molti brani si risolvono nella forma di ballata, con Reid sempre puntuale nell'intepretazione vocale; belle sono le versioni di Bang, Bang (My Baby Shot Me Down) di Sonny Bono, sostenuta dalla potente e duttile voce del leader e pervasa da improvvise mutazioni di ritmo, e del robusto soul rock di Something's Gotten Hold Of My Heart. Il vertice del disco è costituito dalla lunga eccellente rilettura di Season Of The Witch che accantona il respiro psichedelico dell'originale di Donovan, acquisendo sincere e accativanti cadenze rock che vivono di un'oscura luce propria; altrettanto lungo e convincente il medley che comprende l'ottima Writing On The Wall (forse la miglior composizione di Reid, un potente rock non privo di originali soluzioni ritmiche) e l'effervescente e stralunata proposta della Summertime Blues di Eddie Cochran, caratterizzata da una notevole, curiosa prestazione di Terry. Tra le canzoni firmate da Reid convincono Tinker Taylor (una sorta di rhythm & blues progressivo) e Loving Time, dove un lucido suono d'organo si mescola all'efficacia ritmica della chitarra, mentre la melodica Erica presenta un arrangiamento più elaborato con inserti di piano e fiati. Without Expression è una ballata bella e lineare, basata su corpose linee d'organo; l'atipica Sweater appare non distante da certe atmosfere care a Donovan, con flauto e chitarre acustiche; meno impegnativa ma comunque assai godibile When I Get Home. valutazione: 7+

reid3.JPG (1380451 byte) Terry Reid, 1968

TERRY REID (Epic 26477, settembre 1969)

Superlungs My Supergirl / Silver White Light / July / Marking Time / Stay With Me Baby / Highway 61 Revisited - Friends - Highway 61 Revisited / May Fly / Speak Now Or Forever Hold Your Peace / Rich Kid Blues

Terry Reid: v.ch.bs. / Pete Solley: ts. / Keith Webb: bt. - Prod. Mickie Most

Il secondo album di Terry Reid è aperto da una fresca e convincente versione della Superlungs My Supergirl di Donovan, autore evidentemente congeniale a Reid (anche se non è da sottovalutare il fatto che entrambi appartengono all'epoca alla scuderia del produttore Mickie Most...). Silver White Light è un hard melodico non lontano dalle strutture in stile Humble Pie e Spooky Tooth, in grado di sfruttare essenziali linee d'organo e i bagliori della chitarra distorta. Marking Time va oltre, spostando l'accento su un assetto ritmico serrato, con l'organo decisamente intraprendente. July è un tenue acquerello acustico condotto dalla voce forte e sicura e fà il paio con May Fly, guidata dal piano. Interessante la cover della Stay With Me Baby di Jerry Ragovoy, un lento e sofferto soul rock movimentato da improvvisi sussulti di chitarra e voce. La versione della classica Highway 61 Revisited di Bob Dylan è piuttosto originale, con chitarra slide e sostenuta sezione ritmica, intervallata nella parte centrale dalla ballata Friends; rispetto alle lunghe performance del disco precedente la sequenza manca però di coesione e risulta decisamente inferiore. Di non particolare rilievo Speak Now Or Forever Hold Your Peace, mentre varia e attraente è la conclusiva Rich Kid Blues con inserti rock, blues e folk. Nell'insieme Terry Reid è un discreto album che segna, comunque, un evidente ridimensionamento rispetto al valido esordio. valutazione: 6,5

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