Rolling Stones

 

 

A NEW DAY RISING

A ROCK'N'ROLL DAMNATION

Other Voices

rolljones.BMP (8324814 byte)Brian Jones al sitar, con i Rolling Stones al programma Ready Steady Go

AFTERMATH (Decca LK/SKL 4786, aprile 1966)

Mothers Little Helper / Stupid Girl / Lady Jane / Under My Thumb / Doncha Bother Me / Goin' Home / Flight 505 / High And Dry / Out Of Time / It's Not Easy / I Am Waiting / Take It Or Leave It / Think / What To Do

Mick Jagger: vs.pr. / Keith Richards: chr.v. / Brian Jones: chs.pr.si.du.cv. / Bill Wyman: bs.pr.ts. / Charlie Watts: bt.pr. + Ian Stewart: ts. - Jack Nitzsche: ts.pr. - Stu. RCA Studios, Hollywood - Tds. Dave Hassinger - Co. Sandy Beach - Prod. Andrew Loog Oldham

Nota: l'edizione americana del disco presenta una diversa selezione di brani e comprende Paint It Black.

Quando nella primavera del 1966 viene edito Aftermath i Rolling Stones sono ai vertici della popolarità e il disco rappresenta un importante punto di arrivo. Il materiale è interamente composto da Jagger e Richards, e la musica fissa in modo irreversibile le coordinate del suono del complesso. Il momento di maggior emozione del disco è la sequenza Lady Jane - Under My Thumb. La dolce Lady Jane si offre con una delicata, memorabile melodia, impreziosita dalle rifiniture barocche operate da Brian Jones che apporta dulcimer e clavicembalo. Under My Thumb appare come la logica evoluzione di Satisfaction proponendo un moderno rhythm'n'blues, più moderato sotto l'aspetto ritmico, con un azzeccato contrasto tra la spigolosa chitarra di Richards e le marimbas di Jones che formano un sinuoso tappeto sonoro, ideale per le evoluzioni di Jagger. Tutto l'album si conferma ad alto livello con una bella varietà di temi che spaziano dall'iniziale, scarna e sarcastica, ballata di Mothers Little Helper (con caratterizzanti inserti di sitar) alle aggressive e accattivanti movenze errebì di Stupid Girl e Think, dalla celebre Out Of Time (nello stesso anno grande successo per Chris Farlowe) ai tipici esempi di Stones sound nelle sguaiate Flight 505 e It's Not Easy. Non mancano brani d'impostazione blues quali Doncha Bother Me, la stuzzicante High And Dry e l'estenuante Goin' Home, che con i suoi undici minuti di improvvisazione blues ha il merito di uscire dai collaudati e ormai stretti schemi del classico pezzo da classifica. valutazione: 8,5

roll1.BMP (10764822 byte)particolare tratto dalla co. di Big Hits (High Tide And Green Grass) 

THEIR SATANIC MAJESTIES REQUEST (Decca TXL/TXS 103, dicembre 1967)

Sing This All Together / Citadel / In Another Land / 2000 Man / Sing This All Together (See What Happens) / She's A Rainbow / The Lantern / Gomper / 2000 Light Years From Home / On With The Show

Mick Jagger: vs.pr. / Keith Richards: ch.vs. / Brian Jones: chs.pr.si.cv. / Bill Wyman: bs.v. / Charlie Watts: bt.pr. + Nicky Hopkins: pn. - Stu. Olympic studios, Londra; Bell Sound - Tds. Glyn Johns - Co. Michael Cooper, Tony Meeviwiffen - Prod. Rolling Stones

rollpsyc.BMP (25936102 byte) i Rolling Stones della breve epopea psichedelica

Alla fine del 1967 anche i Rolling Stones, come tanti altri musicisti dell'epoca, sentono l'esigenza di confrontarsi con i suoni psichedelici in voga e producono l'album Their Satanic Majesties Request, un lavoro complesso ma reso in modo piuttosto frammentario, che appare pretenzioso e inferiore ai contemporanei parti discografici. In ogni caso, nel bene e nel male, non si può far finta di nulla di fronte alla caotica cialtroneria di Sing This All Together (e dell'ancor più sconclusionata reprise di See What Happens), guidata da una petulante chitarra e dall'anomalo piano di Hopkins, solcata da improvvisi interventi dei fiati e assediata da un mare di percussioni; la performance sfocia nella eccellente Citadel, un corposo brano psichedelico sospinto da pesanti chitarre e impregnato di variopinti arcobaleni lisergici. In Another Land sfodera il clavicembalo di Jones e un incedere tra sogno e realtà, limitandosi però a ripassare lezioni già abbondantemente impartite in precedenza da ben più audaci sperimentatori. The Lantern, 2000 Light Years From Home e On With The Show non portano certo a grandi risultati, mentre Gomper fa il verso ai Beatles d'oriente perdendosi in qualche sproloquio di troppo. La ballata di 2000 Man e la stupenda She's A Rainbow (con l'originale arrangiamento d'archi di John Paul Jones e l'immortale apertura pianistica di Nicky Hopkins) scelgono con gusto la strada del suono più riconoscibile del complesso. valutazione: 6,5

BEGGARS BANQUET (Decca LK/SKL 4955, dicembre 1968)

Sympathy For The Devil / No Expectations / Dear Doctor / Parachute Woman / Jig-Saw Puzzle / Street Fighting Man / Prodigal Son / Stray Cat Blues / Factory Girl / Salt Of The Earth

Mick Jagger: vs.pr. / Keith Richards: chr.v. / Brian Jones: ch.pr.si. / Bill Wyman: bs. / Charlie Watts: bt.pr. + Nicky Hopkins: pn. - Stu. Olympic studios, Londra - Tds. Glyn Johns - Prod. Jimmy Miller

Dopo la sbornia psichedelica del satanic, il nuovo album Beggars Banquet torna a un rock decisamente diretto, solido e grintoso, con frequenti riferimenti alla tradizione del country blues. La musica pare sorgere dal nulla nella grandiosa Sympathy For The Devil, cresce in progressione, sorretta da un fitto tappeto percussivo e dal prezioso lavoro al piano di Hopkins (perfetto su tutto il long playing). Strani fremiti pervadono il brano, chitarre taglienti, e Jagger si esibisce in una delle performance più calde e incisive del suo ricco repertorio. Nel disco trovano posto diversi brani direttamente collegati alla tradizione country blues rivista con spirito moderno: No Expectations si crogiola nel tiepido torpore della chitarra slide, Dear Doctor muove con passo di valzer zoppicante, Prodigal Son è spigliata e priva di remore. Parachute Woman rivitalizza dure cadenze blues, sintetizzando al massimo il ritmo. Piacciono pure Jig-Saw Puzzle, che recupera il movimento ritmico di Sympathy For The Devil preferendo climi più rilassati, e la contenuta Factory Girl. Street Fighting Man è dura, monolitica, incisiva più per la forma e le maniere che per il suono; la graffiante, torrida Stray Cat Blues è immersa in un quattro quarti tipicamente rock blues, un grimaldello capace di forzare il coperchio della coscienza pulita del pop psichedelico in declino, negazione convinta del satanic, trionfo del rock tirato per i capelli. Salt Of The Earth è una lunga ballata dalle sfumature decadenti e accento gospel, che chiude il cerchio di un eccellente lavoro per la band di Jagger e Richards. Rock'n'roll è un termine nobile ma riduttivo per musica di questo livello. Che il diavolo ci abbia davvero messo lo zampino? Ai tanti esorcisti del rock l'ardua sentenza... valutazione: 8,5

GET YER YA-YA'S OUT! The Rolling Stones In Concert (Decca SKL/KSKC 5065, settembre 1970) reg. dal vivo novembre 1969

LET IT BLEED (Decca SLK/KSKC 5025, dicembre 1969)

STICKY FINGERS (Rolling Stones COC 59100, aprile 1971)

EXILE ON MAIN ST. (Rolling Stones COC 69100, giugno 1972)

GOAT'S HEAD SOUP (Rolling Stones COC 59101, settembre 1973)

IT'S ONLY ROCK'N'ROLL (Rolling Stones COC 59103, ottobre 1974)

 

OTHER VOICES

- Gary Herman (Rock Babilonia, Interno Giallo 1991, pagg. 142-145) - Negli anni Sessanta, gli ideali della comunità rock della West Coast erano un mito con pieni poteri. D'altra parte però è stato necessario riscrivere la storia di Haight-Ashbury, dovendo controbilanciare l'idillica "estate dell'amore" con le rivelazioni su quella comunità sconvolta dall'afflusso di hippy della domenica, dalle droghe potenti e dalle "cattive vibrazioni". La situazione non era mai stata così rosea come appariva, né l'amore così universale come lo si immaginava. Il famoso festival di Woodstock, nell'agosto del 1969, quando mezzo milione di spettatori si radunarono in una vasta zona di campagna nella parte settentrionale dello stato di New York, non fu proprio una celebrazione dell'amore e della pace, come supponeva la gente allora; come Monterey, invece, si sarebbe detto piuttosto una squallida storia di loschi giri, di mezze catastrofi, di cattiva amministrazione e di acido scadente. Eppure, delusa o meno, la gente parlò della "Nazione di Woodstock" con sincera convinzione: voleva aver fiducia nella capacità dell'uomo di costruirsi la propria vita all'interno della comunità rock. Perfino la stampa tradizionale, sbalordita dal comportamento per lo più pacifico di 500 mila fan, poteva arrivare a dire che forse si trattava proprio, come Grace Slick aveva annunciato dal palco, dell' "alba di un nuovo giorno". Il brutale risveglio venne con Altamont, il festival gratuito celebrato su una pista di "speedway" in California, il 6 dicembre del 1969, e organizzato dai Grateful Dead e dai Rolling Stones come una specie di Woodstock della costa occidentale. Il promotore della tournée degli Stones in America nel 1969, John Ellsworth Jaymes, annunciò: "E' il regalo di Natale che gli Stones e altri gruppi vogliono dedicare alla gioventù americana." In retrospettiva, Jaymes peccava di previsioni troppo ottimiste. Le cose si erano messe male fin dal primo momento. Lo spettacolo, originariamente destinato a svolgersi nel parco di Golden Gate, era stato trasferito all'ultimo minuto in località Altamont, a causa di un dissenso a proposito di diritti cinematografici. Come risultato, decine di migliaia di spettatori finirono col vagare sperduti, e le strade restarono bloccate per chilometri e chilometri tutt'intorno. Quando la musica prese il via (il primo numero in programma erano i Santana), un'atmosfera pericolosa regnava tra la folla che contava già 300 mila spettatori. Gli Hell's Angels si misero a dar battaglia a quei fan che cercavano di salire sul palco. Gli Angels erano stati reclutati come servizio d'ordine e retribuiti con qualche centinaio di dollari in birra. Di conseguenza diventarono sempre più violenti, forse anche per reazione a una folla sempre più eccitata. Colpirono il cantante dei Jefferson Airplane, Marty Balin, che stramazzò al suolo privo di sensi durante il concerto; ma quando il gruppo smise di suonare la tensione nella folla s'inasprì e un altro "Angel" minacciò di picchiare Paul Kantner. Quattro di questi "tutori dell'ordine" picchiarono un ragazzo brillo che aveva mollato un calcio a una delle loro sacrosante motociclette; altri decisero di punire un giovane obeso che si era tolto tutti i vestiti di dosso: offesi da quella vista, gli Angels lo fecero cadere a terra a bastonate. La situazione peggiorò al punto che i Grateful Dead decisero di non esibirsi, ma gli Stones temevano di causare difficoltà ancora maggiori se si fossero ritirati in quel momento cruciale. Non appena sceso dall'elicottero degli Stones, Jagger si ritrovò faccia a faccia con tutta quella violenza in ebollizione: un giovane saltò su dalla folla e gli mollò un cazzotto in faccia urlando: "Ti odio! Ti voglio uccidere!" Una volta sul palco Jagger scatenò il suo spettacolo diabolico, mettendosi a saltellare in Jumpin' Jack Flash e Symphaty For The Devil. Frattanto gli Angels videro un giovane nero, di nome Meredith Hunter, che estraeva una pistola e la puntava sul palcoscenico (o, per lo meno, così testimoniarono al processo che seguì). Si precipitarono su di lui e lo colpirono con le loro stecche da biliardo, poi lo presero a pugni, lo picchiarono con le catene e lo pugnalarono cinque volte nella schiena e una volta sotto un orecchio: il ragazzo morì dissanguato. La pistola di Hunter non venne mai ritrovata, ma il tribunale convenne che si trattava di un "omicidio giustificabile". Giustificabile o meno, nessuno potè o volle fermare la demenza generale che aveva preso il sopravvento ad Altamont. Gli Stones, atterriti, dapprima si rivolsero alla folla per chiedere la cooperazione degli spettatori. Visto che ciò non sortiva alcun effetto, ebbero ancor più paura di smettere, e così continuarono a suonare per salvarsi la pelle, mentre la "comunità" rock si disintegrava intorno a loro. Le stelle erano loro, e i fan erano i fan: tutto lì. Due giorni dopo, la stampa aveva cambiato tono su Altamont. I fan, per la maggior parte, avevano già cambiato il loro. Il San Francisco Chronicle intitolò un articolo in prima pagina: "Le terribili conseguenze di Altamont". Erano nati tre bambini durante il concerto; tre altre persone, oltre a Hunter, avevano perso la vita, e si erano verificati centinaia di altri gravi infortuni. Due persone erano morte investite da una macchina piombata su di loro mentre erano sedute intorno a un fuoco, verso la mezzanotte della sera dopo il concerto, e un uomo aveva perso la vita scivolando nel canale dell'acquedotto californiano, mentre era in preda all'acido. Un uomo e una donna vennero ricoverati in ospedale con gravi ferite alla testa e lesioni interne. Quattro squadre di pronto soccorso presenti sul posto riferirono di aver trattato molte persone vittime di overdose oppure in acido; un carico supplementare di sedativi dovette essere inviato per elicottero quando le scorte delle squadre di soccorso terminarono. "Un mare di bottiglie di vino vuote e di altra immondizia copriva l'area della pista di "speedway"..." diceva il Chronicle. Non sarebbe bastata una settimana per ripulire i resti di quella strenna natalizia. Quanto al servizio d'ordine degli Hell's Angels, Melvin Belli, il legale che rappresentava gli Stones, disse: "Forse sono stati un pò troppo entusiasti." "Se Cristo fosse stato là" disse Jagger "l'avrebbero crocifisso."

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