Pink Floyd

 

 

THE TURNING POINT

pinkbbc.BMP (4503014 byte)photo session con Syd sul tappeto "volante"

THE PIPER AT THE GATES OF DAWN  (Columbia SX/SCX 6157, 5 agosto 1967)

Astronomy Domine / Lucifer Sam / Matilda Mother / Flaming / Pow R. Toc H. / Take Up Thy Stethoscope And Walk / Interstellar Overdrive / The Gnome / Chapter 24 / The Scarecrow / Bike

Syd Barrett: ch.cha.vs. / Richard Wright: or.pn.ce.v. / Roger Waters: bs.v. / Nick Mason: bt.pr. + Peter Jenner: v. - Stu. EMI studios, Londra - Tds. Peter Bown - retro co. Syd Barrett - Prod. Norman Smith

Le sedute di registrazione del primo LP, agli studi di Abbey Road della EMI, si protraggono per circa cinque mesi e sono rese difficili dal comportamento imprevedibile di Barrett, che a quei tempi è il leader e il maggior compositore del gruppo. Finalmente, il 5 agosto 1967 vede la luce The Piper At The Gates Of Dawn che rapidamente ottiene ottimi risultati di vendita (n. 6). Il disco lancia i Pink Floyd in orbita stellare e conferma le qualità come autore di Barrett; il suono spiazza l'ascoltatore, ancora abituato a confrontarsi con stili derivati dal blues e dal rock'n'roll, presentando una latente matrice folk, oltre a tematiche ereditate dalla cultura musicale europea (in particolare classica e contemporanea) introdotte per la prima volta in un contesto rock dai Beatles. Anche l'aspetto psichedelico della loro musica e la propensione alla ricerca sulle tecniche di registrazione hanno un debito da saldare nei confronti dei quattro di Liverpool (che, per uno strano gioco del destino, in quei giorni completano la produzione del Sgt. Pepper proprio a Abbey Road, in uno studio attiguo a quello dei Floyd).

pink4.BMP (915150 byte) The Piper At The Gates Of Dawn

L'approccio dei Pink Floyd è comunque irriverente e proiettato verso ardite soluzioni psichedeliche, ben lontano da quanto proposto nello stesso periodo da altri gruppi neoclassici, quali ad esempio i Procol Harum di A Whiter Shade Of Pale. Alla pulizia formale il complesso preferisce un impegno in bilico fra sperimentazione e semplici melodie di base spesso d'impronta folk. Barrett non insegue virtuosismi solistici ma concentra l'attenzione sul rumore e sul fascino del timbro del suono, confermandosi tra i più decisi innovatori dello stile del proprio strumento. Canzoni come Lucifer Sam e Take Up Thy Stethoscope And Walk (con un memorabile trattamento nevrotico della sei corde) sono deviate dalle originarie linee melodiche; da parte sua, Wright disegna all'organo inconsueti arabeschi nelle ballate psichedeliche di Matilda Mother e The Scarecrow, emoziona nelle atmosfere classiche di Flaming, nella rumorista e suggestiva Pow R. Toc H. e nell'enigmatica Chapter 24. I brani più futuribili e significativi sono le magistrali Astronomy Domine, sospinta in volo dalle pulsazioni vitali della chitarra di Barrett e delle percussioni di Mason, e l'inarrivabile Interstellar Overdrive, valvola di sfogo delle ulcere sonore barrettiane risucchiate dai gorghi cosmici dell'organo di Wright. Bike è pazzesca, con quella voce sfuggente e con l'orgiastico caos finale, quasi un prematuro epitaffio di Barrett che poco dopo perde la misura, manifesta segni di squilibrio mentale ed entra in una sorta di trance impenetrabile, costringendo i suoi compagni di viaggio a scaricarlo per non smarrire la strada del successo. valutazione: 10

pink1.BMP (4527094 byte)febbraio 1968: l'effimera formazione a cinque dei Pink Floyd - l. to r. Mason, Barrett, Gilmour, Waters, Wright.

A SAUCERFUL OF SECRETS (Columbia SX/SCX 6258, 29 giugno 1968)

Let There Be More Light / Remember A Day / Set The Controls For The Heart Of The Sun / Corporal Clegg / A Saucerful Of Secrets / See Saw / Jugband Blues

David Gilmour: ch.v. / Roger Waters: bs.cb.v. / Richard Wright: or.pn.v. / Nick Mason: bt.pr.v. / Syd Barrett: chs.cha.v. - Stu. EMI studios, Londra; DeLane Lea studios, Londra - Prod. Norman Smith, Pink Floyd.

Il secondo album, A Saucerful Of Secrets, segna il trapasso dalla dolce, allucinata follia dei primi lavori alle regole che fissano il classico stile dei Pink Floyd. Se The Piper At The Gates Of Dawn è il capolavoro dell'era psichedelica inglese, il nuovo disco acquista in peso strumentale, scandagliando immani profondità astrali in brani di gran fascino quali l'ipnotico Set The Controls For The Heart Of The Sun, dove si evidenzia un eccellente controllo timbrico degli strumenti, e l'esotico space rock di Let There Be More Light, due composizioni di Roger Waters che si propone come nuovo, principale punto di riferimento creativo della formazione. Sorvolando sulla sonnolenta e non proprio memorabile See Saw, il vertice del disco è rappresentato dalla lunga e ambiziosa title track, un'ardita mini suite in tre movimenti quasi a carattere sinfonico, che riveste notevole importanza nell'evoluzione futura della musica dei Pink Floyd. Oltre che su Set The Controls... (registrata con la formazione a cinque, nel gennaio 1968), Syd Barrett è presente su un altro brano dello stesso periodo (febbraio 1968), la bizzarra Corporal Clegg che contiene un eccellente lavoro alla chitarra solista, e in due registrazioni del 1967, la composizione di Wright Remember A Day, a mezza strada tra neoclassicismo e psichedelia soffice, e la propria, deliziosa Jugband Blues (ottobre 1967), nella quale Barrett giunge a cantare "...non so bene chi sta scrivendo questa canzone...", coinvolgendo nell'esecuzione la Banda dell'Esercito della Salvezza di North London e chiudendo in modo sarcastico la collaborazione con il gruppo "...che cosa è veramente sogno, e che cosa è esattamente scherzo?..." valutazione: 9