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RUBBER SOUL (Parlophone PMC 1267/PCS 3075 - dicembre 1965) Drive My Car / Norwegian Wood (This Bird Has Flown) / You Won't See Me / Nowhere Man / Think For Yourself / The Word / Michelle / What Goes On / Girl / I'm Looking Through You / In My Life / Wait / If I Needed Someone / Run For Your Life John Lennon: v.ch. / Paul McCartney: v.bs.pn. / George Harrison: chs.v.si. / Ringo Starr: bt.v.or. + George Martin: pn.harmonium - Mal Evans: or. - Stu. EMI Studios, Londra - Tds. Norman Smith - Prod. George Martin Rubber Soul è l'album che in modo sufficientemente compiuto segna il trapasso dal mondo beat dei primi Beatles a quello più sperimentale e progressivo della seconda metà dei Sessanta. Nella ballata di Norwegian Wood (This Bird Has Flown) George Harrison introduce il sitar per la prima volta in un pezzo pop, relegandolo però a un ruolo di caratterizzazione timbrica che limita di fatto l'interessante tentativo di introdurre aspetti orientaleggianti nella musica del gruppo (meglio sapranno fare gli Stones con Paint It Black l'anno successivo). The Word appare come uno dei brani più originali prodotti dai Beatles fino a questo momento, con superbe armonie vocali che presentano vaghi accenti jazz e gospel. In My Life è una raffinata ballata che sorprende per un inatteso intermezzo neoclassico del produttore George Martin al piano. Di notevole spessore anche le cadenze spezzate di Wait, il rock scorrevole di Drive My Car, lo scarno rock'n'roll di Run For Your Life e quello più obliquo di Think For Yourself, a firma Harrison; sempre al chitarrista è attribuita l'elegante ballata di If I Needed Someone, mentre Nowhere Man sposa assetti decadenti e la frizzante I'm Looking Through You sfodera l'hammond di Ringo, armonie vocali e cadenze che non poco ricordano analoghe e contemporanee esperienze sonore folk rock d'oltreoceano (Byrds). valutazione: 8
REVOLVER (Parlophone PMC/PCS 7009 - agosto 1966) Taxman / Eleanor Rigby / I'm Only Sleeping / Love You To / Here, There And Everywhere / Yellow Submarine / She Said She Said / Good Day Sunshine / And Your Bird Can Sing / For No One / Doctor Robert / I Want To Tell You / Got To Get You Into My Life / Tomorrow Never Knows John Lennon: v.ch.pn. / Paul McCartney: v.bs.pn. / George Harrison: chs.v.si. / Ringo Starr: bt.v. + Anil Bhagwat: ta. - Alan Civil: sf. - Stu. EMI Studios, Londra - Tds. Geoff Emerick - Prod. George Martin Nel giugno 1966 viene commercializzato il 45 giri Paperback Writer, e ancor più dell'ottimo rock scorrevole ed immediato del lato A colpisce il retro Rain, che anticipa le atmosfere del successivo album, Revolver, in cui viene fatto largo uso di nastri manipolati. Revolver, pubblicato nell'agosto 1966, se rapportato con le precedenti emissioni è il disco più innovativo dell'intera produzione dei Beatles; l'album rappresenta una decisa svolta verso un approccio creativo radicale, e l'acquisita confidenza con le tecniche di registrazione permette, in particolare a Lennon, di sperimentare sonorità originali e in parte inedite. L'apertura è riservata a una sequenza di quattro brani disposti in netto contrasto stilistico, quasi a voler affermare in modo provocatorio le capacità dei musicisti nell'affrontare generi musicali all'apparenza antitetici tra loro. Così Taxman è un rock spigoloso che evidenzia dure linee di chitarra, Eleanor Rigby propone un'atmosfera di musica da camera (per ottetto d'archi e voce solista di McCartney), l'indolente ballata di I'm Only Sleeping presenta passaggi di chitarra "trattata", Love You To possiede un intenso sapore orientale con Harrison che al sitar mostra progressi rispetto al'esperienza di Norwegian Wood. Molto coinvolgente è il rock melodico di She Said She Said, sostenuto da un mix di chitarre multicolori; interessanti anche l'atipica ballata di For No One, Doctor Robert con organetto petulante, I Want To Tell You condotta dalla nitida e suadente sei corde di Harrison in contrasto con un obliquo trattamento pianistico. Il resto del disco si conferma su buoni livelli, e persino una canzoncina come Yellow Submarine viene contornata di rumori ed effetti di ogni tipo. Il capolavoro dell'album è la conclusiva Tomorrow Never Knows, primo convinto contributo di Lennon e McCartney alla montante cultura psichedelica. Dopo una breve introduzione di sitar il brano decolla improvvisamente pervaso da strane sensazioni, con suoni che schizzano in ogni direzione sospinti da un'oscura forza centrifuga, aggrappati al ritmo ipnotico e martellante della batteria, all'indifferenza della litania intonata da John Lennon, il tutto a creare un effetto di stratificazione sonora che stordisce. Tomorrow Never Knows rappresenta uno dei vertici della creatività dei Beatles e prepara il terreno per la realizzazione, nei mesi successivi, della notevole Strawberry Fields Forever e del celebrato Sgt. Pepper. valutazione: 9+
SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND (Parlophone PMC/PCS 7027, 1 giugno 1967) Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band / A Little Help From My Friends / Lucy In The Sky With Diamonds / Getting Better / Fixing A Hole / She's Leaving Home / Being For The Benefit Of Mr. Kite! / Within You Without You / When I'm Sixty-Four / Lovely Rita / Good Morning, Good Morning / Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (reprise) / A Day In The Life John Lennon:v.ch.pn. / Paul McCartney: v.bs.pn. / George Harrison: chs.v.si. / Ringo Starr: bt.v. - Stu. EMI studios, Londra - Tds. Geoff Emerick - Prod. George Martin Sgt. Pepper's è da molti considerato come l'album dello storico trapasso dalla cultura beat alle nuove proposte progressive della musica giovanile. Se da un punto di vista formale, d'immagine e d'impatto sulla scena musicale dell'epoca l'affermazione appare condivisibile, sotto l'aspetto dei contenuti è doveroso riconoscere che altri, e più radicali, innovatori negli stessi giorni definiscono le linee portanti del suono progressivo, ottenendo risultati formidabili.
Lennon e McCartney (autori di tutti i brani a eccezione di Within You Without You, composta da Harrison) scelgono di produrre un flusso musicale senza soluzione di continuità determinando, di fatto, l'inizio della moda degli album a tema specifico ("concept"); inoltre, il puntiglioso lavoro d'ingegneria sonora già sperimentato con eccellenti risultati viene perfezionato e posto alla base di ogni creazione. Allo stesso modo, il gruppo è indotto a seguire tracce melodiche raffinate e arrangiate in modo invidiabile, ma anche troppo usuali e costringenti: è il caso della bella ma innocua marcetta di A Little Help From My Friends (Joe Cocker riuscirà a cavar fuori da queste stesse note ben altre suggestioni), delle graziose Getting Better e Lovely Rita, dell'iniziale title track (che non va oltre a un pulito rock'n'roll di base), persino dell'ottima Fixing A Hole, il cui lirico contenuto meriterebbe un arrangiamento con un pizzico di coraggio in più. Le intuizioni migliori sono sparse in Lucy In The Sky With Diamonds, una nenia allucinata da carillon psichedelico, e nello stralunato valzer di Being For The Benefit Of Mr. Kite!. Convincono pure le abituali movenze orientali di Within You Without You e diverte il bestiario di Good Morning, Good Morning, un R&B decisamente inconsueto. A Day In The Life chiude simbolicamente l'era psichedelica dei Beatles, formando con Tomorrow Never Knows e Strawberry Fields Forever un indimenticabile trittico denso di emozioni; la tremante melodia introduttiva viene risucchiata in una spaventevole spirale da incubo che porta all'immaginario risveglio, forse solo un'illusione di poter fuggire dal tormento dei propri sogni, definitivamente inghiottiti dalla voragine orchestrale che chiude il brano con un'affermazione drammatica. valutazione: 9 MAGICAL MYSTERY TOUR (Capitol 2835, dicembre 1967) Magical Mystery Tour / The Fool On The Hill / Flying / Blue Jay Way / Your Mother Should Know / I Am The Walrus ("No You're Not" said Little Nicola) / Hello Goodbye / Strawberry Fields Forever / Penny Lane / Baby You're A Rich Man / All You Need Is Love John Lennon: v.ch.ts. / Paul McCartney: v.bs.ts. / George Harrison: chs.v.si. / Ringo Starr: bt.v. - Stu. EMI studios, Londra - Tds. Geoff Emerick, Ken Scott - Prod. George Martin Nota: album di stampa americana che comprende i sei brani (primi 6, in differente sequenza) pubblicati in Inghilterra su un doppio extended play sempre nel dicembre 1967 (Magical Mystery Tour, Parlophone S+/MMT 1), oltre ai brani pubblicati a 45 giri nel corso del 1967. "Songs and music from a Color Television Film called Magical Mystery Tour" recitano le note di copertina dell'album. Opera forse troppo pretenziosa nelle intenzioni e sicuramente di transizione, Magical Mystery Tour riflette inevitabilmente le proprie incertezze sulla musica pensata appositamente per la colonna sonora. Così Your Mother Should Know mantiene poco delle capacità creative del quartetto, Blue Jay Way attinge pesantemente senza troppa ispirazione a tecniche di registrazione e di scrittura "d'avanguardia" senza riuscire a nascondere la povertà tematica del contenuto, Flying è uno strumentale scarsamente incisivo. A risollevare le quotazioni ci sono però il decadente romanticismo della bella The Fool On The Hill, la frizzante sigletta della leggera title track e soprattutto la magistrale orchestrazione di I Am The Walrus, che raccoglie le indicazioni del Lennon più sperimentale e lucidamente allucinato spostando in avanti ancora un pò i concetti espressi con A Day In The Life. Per quanto riguarda i brani tratti da singoli, dello storico Penny Lane / Strawberry Fields Forever del febbraio 1967 si parla a parte. All You Need Is Love / Baby You're A Rich Man risale al luglio 1967 e il lato B, con inserti folk e d'oriente e la ferma "minimale" cadenza rock, appare più interessante del festoso e sopravvalutato inno del lato A. Così come Hello Goodbye, del novembre del 1967, non vale di certo il retro di I Am The Walrus. valutazione: 7,5
THE BEATLES (White Album) (Apple PMC/PCS 7067-8, novembre 1968) Back In The U.S.S.R. / Dear Prudence / Glass Onion / Ob-La-Di, Ob-La-Da / Wild Honey Pie / The Continuing Story Of Bungalow Bill / While My Guitar Gently Weeps / Happiness Is A Warm Gun / Martha My Dear / I'm So Tired / Blackbird / Piggies / Rocky Raccoon / Don't Pass Me By / Why Don't We Do It In The Road? / I Will / Julia / Birthday / Yer Blues / Mother Nature's Son / Everybody's Got Something To Hide Except Me And My Monkey / Sexy Sadie / Helter Skelter / Long, Long, Long / Revolution 1 / Honey Pie / Savoy Truffle / Cry Baby Cry / Revolution 9 / Good Night John Lennon: v.ch.ts. / Paul McCartney: v.bs.ts. / George Harrison: chs.v.si. / Ringo Starr: bt.v. - Stu. EMI studios, Londra - Tds. Geoff Emerick, Ken Scott, Ken Townsend - Prod. George Martin In netto contrasto sin dalla spartana copertina completamente bianca con i colori e le atmosfere del Sgt. Pepper, il "white album" s'affida a un duro realismo sonoro, ben rappresentato dai rock'n'roll scarni ed essenziali di Back In The U.S.S.R., Revolution 1, Birthday, soprattutto dalla stravolta e coinvolgente Helter Skelter, costruita su un muro di chitarre informi e strazianti. In generale, il lavoro presenta un'ampia molteplicità di stili, passando con disinvoltura dal rock duro e graffiante a raffinate e suadenti ballate (Cry Baby Cry, Sexy Sadie, gli affascinanti risvolti melodici di Dear Prudence, le acustiche Blackbird e Mother Nature's Son; Long, Long, Long e la bellissima While My Guitar Gently Weeps con la partecipazione di Eric Clapton, entrambe composizioni di Harrison), dall'ironica e neoclassica Piggies (con tanto di grugniti finali, ancora parto di Harrison) al country western di Rocky Raccoon. Ancora, le interessanti orchestrazioni di George Martin per Glass Onion, i ritmi facili e leggeri di Ob-La-Di, Ob-La-Da, le linee complesse e deviate dell'originale Happiness Is A Warm Gun, il blues impertinente di Why Don't We Do It In The Road?, l'enfatica tessitura ritmica di Everybody's Got Something To Hide Except Me And My Monkey, per finire con le caotiche e inquietanti sperimentazioni di Revolution 9. Molta carne al fuoco, musica e creatività sospinta in mille direzioni, ma con la netta sensazione dell'assenza di una vera unità d'intenti e della presenza di una grigia e decadente patina umorale che anticipa i giorni finali dei Beatles. valutazione: 8+ ABBEY ROAD (Apple PCS/TC-PCS 7088, settembre 1969) LET IT BE (Apple PCS/TC-PCS 7096, maggio 1970)
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