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I tentativi dellla pseudo-sinistra francese di strangolare il movimento di solidarietà dei “los indignados”

Dei nostri reporter
2
giugno 2011

 

Le adunate a sostegno del movimento di massa di protesta giovanile M-15 “los indignados” (indignati) in Spagna si tengono quotidianamente dal 20 maggio in diverse città francesi. Il movimento spagnolo, che il 15 maggio ha iniziato l'occupazione di piazza Puerta del Sol a Madrid, è cominciato per protestare contro un tasso di disoccupazione giovanile di più del 40% ed un tasso totale di disoccupazione del 23%.

I dimostranti hanno diretto la loro rabbia in particolare contro il "patto sociale" tra i sindacati ed il governo del Partito Socialista spagnolo (PSOE) del primo ministro José Luis Zapatero. Questo comprende l'impegno da parte dei sindacati ad impedire le mobilitazioni contro le massicce misure di austerità, incluso un taglio alle pensioni del 20%, che sono state imposte allo scopo di ridurre il deficit di bilancio nazionale su ordine delle banche.

Il movimento di solidarietà M-15 degli “indignés” francesi è iniziato il 20 maggio su iniziativa di studenti spagnoli residenti in Francia e si è concentrato sulla gradinata dell'Opera di Parigi in Piazza della Bastiglia. Non è diventato un movimento di massa nelle varie città per tutta la Francia dove tali assemblee sono state istituite, ma piuttosto è stato formato in gran parte da membri dei gruppi di pseudo-sinistra che si mascherano da dimostranti non politici e spontanei.

Il movimento è stato prontamente sfruttato dall'organizzazione antiglobalizzazione, protezionista, pro-capitalista ATTAC (Francia), fondata e guidata da membri e simpatizzanti del Partito Socialista (PS), del Partito Comunista (PCF) e del Nuovo Partito Anti-Capitalista (NPA), del Partito della Sinistra (PG) staccatosi dal PS e dai loro tirapiedi accademici d'università. In una sorta di attacco preventivo contro qualunque movimento di massa che rimuova i legami dalla sinistra borghese, dai suoi satelliti ex radicali e dai sindacati, ATTAC ha assunto la direzione del raduno del 22 maggio di circa 200 persone in piazza della Bastiglia e ha proposto una dichiarazione che è stata, secondo ATTAC, "approvata all'unanimità". Proponeva vaghe riforme costituzionali e sociali: "la richiesta di un'Assemblea Costituente per ricordare ai nostri governanti che soltanto il popolo è sovrano" e "una ridistribuzione della ricchezza". Consisteva non in una richiesta di rimozione dei "nostri governanti", ma piuttosto nel supplicare la loro indulgenza.

La risoluzione definisce il movimento come "una mobilitazione totalmente indipendente ed autogestita di veri cittadini" ed invita all'organizzazione dovunque in Francia di occupazioni pacifiche di pubbliche piazze.

La prospettiva di queste organizzazioni di riformare il capitalismo e l'establishment politico è stesa nei loro volantini. Sotto il titolo "Proposte per la rigenerazione democratica del sistema politico", chiedono "democratizzazione: vogliamo stati realmente democratici che servano i cittadini e non i grandi poteri finanziari".

Questi appelli per un maggiore sostegno allo stato sociale sono cinici e vuoti. Durante i 30 anni passati, la situazione politica ed economica si è ampiamente trasformata. Con la globalizzazione, la borghesia internazionale può trasferire il suo capitale e la sua ricchezza dovunque nel mondo e fare in modo che i lavoratori competano l'uno con l'altro a livello internazionale imponendo ampi tagli ai salari ed ai benefici sociali. Questo processo in accelerazione ha portato alla fine nel 2008 allo scoppio della crisi finanziaria mondiale, durante la quale le classi dominanti hanno distribuito trilioni di euro alle banche mentre esigevano ulteriori tagli sociali a vantaggio dell'aristocrazia finanziaria. Questo si può combattere con successo soltanto per mezzo di una lotta internazionale per il rovesciamento democratico dell'intero sistema capitalista.

Approfittando del disprezzo e dell'odio completamente salutari dei giovani per i partiti della borghesia, sia di sinistra che di destra, e per i sindacati, gli organizzatori dell'assemblea della Bastiglia hanno tentato di far approvare un bando di tutti i partiti politici. Al raduno della Bastiglia di domenica scorsa, presenziato da un poco meno di 1.000 dimostranti, gli assistenti hanno tentato senza successo di impedire ai sostenitori di WSWS di distribuire a coloro che sedevano sulla gradinata dell'Opera la dichiarazione Quale via in avanti per gli "indignati spagnoli? , perché proveniva da un'organizzazione politica.

Nell'evento, questa censura burocratica è stata ignorata da tutti eccetto una minuscola minoranza ed i volantini sono stati presi e letti avidamente.

Un assistente, al quale è stato chiesto se fosse in un'organizzazione politica, ripeteva soltanto di essere per "l'autorganizzazione" e che la regola per le persone era di non dichiarare le loro affiliazioni politiche. Questo si applica anche a chiunque tenga discorsi ai raduni. Devono soltanto dare i loro nomi. Sotto pressione, ha ammesso di essere in un'organizzazione politica, ma si è rifiutato di rivelare quale.

Un giovane, che con riluttanza ha ammesso di essere membro dell'NPA, ha giustificato il diniego di identificazione politica affermando che forse più tardi avrebbero potuto rivelare la loro identità. Una dichiarazione stampa dell'NPA sull'M-15 spagnolo, datata 24 maggio, incoraggia un approccio acritico alle organizzazioni politiche che vengono attorno al movimento, dando anche sostegno ai movimenti nazionalisti che dividono la classe lavoratrice: "Le assemblee generali hanno avanzato richieste democratiche, nazionali in Catalogna e sociali, riguardanti i posti di lavoro, la rinazionalizzazione dei servizi pubblici.... Sono auto-organizzate democraticamente in modo tale da coinvolgere tutti i giovani volonterosi, quali siano le loro affiliazioni politiche o organizzative".

Proibire ogni identificazione o affiliazione politica da parte dell'assemblea della Bastiglia è mirata a impedire una discussione sul ruolo dei partiti politici e dei sindacati nell'imposizione delle politiche di austerità. Il "patto sociale" spagnolo ha il suo equivalente in Francia, come è stato dimostrato nel corso del movimento di protesta dello scorso anno contro i tagli alle pensioni del presidente Nicolas Sarkozy.

Per i giovani in Francia le condizioni e le prospettive non sono lontane da quelle in Spagna. Si stima che circa il 44% di quelli sotto i 25 anni siano disoccupati, o in programmi di formazione senza valore o con contratti temporanei. Se non vi è stata una immediata risposta di massa all'imitazione dell'M-15 spagnolo organizzata dalla pseudo-sinistra, non è perché i giovani in Francia non siano arrabbiati, ma perché sono alquanto diffidenti delle azioni di protesta che cercano di spargere l'illusione che si possa fare pressione sulle elite dominanti perché rinuncino al loro assalto mondiale ai livelli di vita ed ai diritti delle masse.

Le azioni di protesta in Francia per tutto il 2010, organizzate dai sindacati ed appoggiate da una coalizione di partiti di pseudo-sinistra, inclusi Verdi, PS, PCF, PG e NPA, ha portato fuori in sciopero e nelle strade circa 3 milioni di lavoratori e di giovani in sporadiche azioni di un giorno intervallate nel corso di diversi mesi. Nel frattempo, i sindacati erano in costanti discussioni con il governo per trovare delle formule che avrebbero loro permesso di vendere la riforma. Il colpo fatale al movimento è stato dispensato il 22 ottobre dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro) diretta dal PCF, quando ha collaborato con la polizia per costringere i lavoratori delle raffinerie di petrolio e dei terminali petroliferi a tornare al lavoro nel momento in cui lo sciopero stava incidendo seriamente sull'economia. I sondaggi d'opinione mostravano il 71% a favore di uno sciopero generale per impedire la riforma.

Nessuno dei sindacati o dei partiti della pseudo-sinistra ha richiesto la rimozione del governo Sarkozy da parte dell'azione della classe lavoratrice e nemmeno lo richiedono ora.

Al raduno di mercoledì scorso uno studente ha raccontato a WSWS che "La situazione in Francia ed in Spagna non sono le stesse. In Spagna, è ben noto che i sindacati hanno collaborato apertamente con il governo per imporre misure d'austerità. In Francia, non è questo il caso. I sindacati non hanno partecipato ai tagli sociali con il governo come in Spagna. Vi è stato un movimento contro i tagli alle pensioni ma si è dissolto".

Ha aggiunto che alla fine "in Francia accadrà una situazione come in Spagna", ma che non "sarà immediatamente".

Ha quindi ammesso di essere un membro dell'NPA e ha affermato che vi erano molti membri di NPA, PG (Partito della Sinistra), Verdi e dei sindacati che partecipavano al raduno.

Uno studente marocchino, Mohammed, ha parlato all'assemblea di venerdì affermando che il movimento francese era una continuazione delle rivoluzioni arabe e che sarebbe continuato in tutto il mondo: "Dobbiamo cominciare una rivoluzione mondiale, non soltanto in Spagna e Francia o anche in Europa". E' stato applaudito, ma gli organizzatori hanno rapidamente attaccato il suo discorso, dichiarando che "Combattiamo per la democrazia, non per la rivoluzione" e hanno insistito che la discussione fosse sulla Francia e la Spagna e che sul resto del mondo si poteva discutere più tardi.

Il WSWS ha chiesto ad uno degli organizzatori che si era opposto a Mohammed se fosse contro la rivoluzione mondiale. Ha replicato: "No, ma abbiamo molte organizzazioni e persone che partecipano a questa assemblea che sono contro di essa".

Parlando in seguito a WSWS, Mohammed ha dichiarato: "Non mi importa dell'NPA o di qualunque altra di queste organizzazioni radicali. La gente in tutto il mondo dovrebbe prendere il potere nelle sue mani; dobbiamo combattere per questo".