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Le adunate a sostegno del movimento di massa di
protesta giovanile M-15
“los indignados” (indignati)
in Spagna si tengono quotidianamente dal 20 maggio in diverse
città francesi. Il movimento spagnolo, che il 15 maggio ha iniziato
l'occupazione di piazza
Puerta del Sol
a Madrid, è cominciato per protestare contro un tasso di
disoccupazione giovanile di più del 40% ed un tasso totale di
disoccupazione del 23%.
I dimostranti hanno diretto la loro rabbia in particolare
contro il "patto sociale" tra i sindacati ed il governo del Partito
Socialista spagnolo
(PSOE) del primo ministro
José Luis Zapatero.
Questo comprende l'impegno da parte dei sindacati ad impedire
le mobilitazioni contro le massicce misure di austerità, incluso un
taglio alle pensioni del 20%, che sono state imposte allo scopo di
ridurre il deficit di bilancio nazionale su ordine delle banche.
Il movimento di solidarietà M-15 degli
“indignés”
francesi è iniziato il 20 maggio su iniziativa di studenti spagnoli
residenti in Francia e si è concentrato
sulla gradinata dell'Opera di Parigi in Piazza della Bastiglia.
Non è diventato un movimento di massa nelle varie città per tutta la
Francia dove tali assemblee sono state istituite, ma piuttosto è
stato formato in gran parte da membri dei gruppi di pseudo-sinistra
che si mascherano da dimostranti non politici e spontanei.
Il movimento è stato prontamente sfruttato dall'organizzazione
antiglobalizzazione, protezionista, pro-capitalista ATTAC (Francia),
fondata e guidata da membri e simpatizzanti del Partito Socialista
(PS), del Partito Comunista (PCF) e del Nuovo Partito
Anti-Capitalista (NPA), del Partito della Sinistra (PG) staccatosi
dal PS e dai loro tirapiedi accademici d'università. In una sorta di
attacco preventivo contro qualunque movimento di massa che rimuova i
legami dalla sinistra borghese, dai suoi satelliti ex radicali e dai
sindacati, ATTAC ha assunto la direzione del raduno del 22 maggio di
circa 200 persone in piazza della Bastiglia e ha proposto una
dichiarazione che è stata, secondo ATTAC, "approvata all'unanimità".
Proponeva vaghe riforme costituzionali e sociali: "la richiesta di
un'Assemblea Costituente per ricordare ai nostri governanti che
soltanto il popolo è sovrano" e "una ridistribuzione della
ricchezza". Consisteva non in una richiesta di rimozione dei "nostri
governanti", ma piuttosto nel supplicare la loro indulgenza.
La risoluzione definisce il movimento come "una mobilitazione
totalmente indipendente ed autogestita di veri cittadini" ed invita
all'organizzazione dovunque in Francia di occupazioni pacifiche di
pubbliche piazze.
La prospettiva di queste organizzazioni di riformare il
capitalismo e l'establishment politico è stesa nei loro volantini.
Sotto il titolo "Proposte per la rigenerazione democratica del
sistema politico", chiedono "democratizzazione: vogliamo stati
realmente democratici che servano i cittadini e non i grandi poteri
finanziari".
Questi appelli per un maggiore sostegno allo stato sociale sono
cinici e vuoti. Durante i 30 anni passati, la situazione politica ed
economica si è ampiamente trasformata. Con la globalizzazione, la
borghesia internazionale può trasferire il suo capitale e la sua
ricchezza dovunque nel mondo e fare in modo che i lavoratori
competano l'uno con l'altro a livello internazionale imponendo
ampi tagli ai salari ed ai benefici sociali. Questo processo in
accelerazione ha portato alla fine nel 2008 allo scoppio della crisi
finanziaria mondiale, durante la quale le classi dominanti hanno
distribuito trilioni di euro alle banche mentre esigevano ulteriori
tagli sociali a vantaggio dell'aristocrazia finanziaria. Questo si
può combattere con successo soltanto per mezzo di una lotta
internazionale per il rovesciamento democratico dell'intero sistema
capitalista.
Approfittando del disprezzo e dell'odio completamente salutari
dei giovani per i partiti della borghesia, sia di sinistra che di
destra, e per i sindacati, gli organizzatori dell'assemblea della
Bastiglia hanno tentato di far approvare un bando di tutti i partiti
politici. Al raduno della Bastiglia di domenica scorsa, presenziato
da un poco meno di 1.000 dimostranti, gli assistenti hanno tentato
senza successo di impedire ai sostenitori di WSWS di distribuire a
coloro che sedevano sulla gradinata dell'Opera la dichiarazione
“Quale via in avanti per gli "indignati spagnoli?” , perché proveniva da un'organizzazione politica.
Nell'evento, questa censura burocratica è stata ignorata da
tutti eccetto una minuscola minoranza ed i volantini sono stati
presi e letti avidamente.
Un assistente, al quale è stato chiesto se fosse in
un'organizzazione politica, ripeteva soltanto di essere per
"l'autorganizzazione" e che la regola per le persone era di non
dichiarare le loro affiliazioni politiche. Questo si applica anche a
chiunque tenga discorsi ai raduni. Devono soltanto dare i loro nomi.
Sotto pressione, ha ammesso di essere in un'organizzazione politica,
ma si è rifiutato di rivelare quale.
Un giovane, che con riluttanza ha ammesso di essere membro
dell'NPA, ha giustificato il diniego di identificazione politica
affermando che forse più tardi avrebbero potuto rivelare la loro
identità. Una dichiarazione stampa dell'NPA sull'M-15 spagnolo,
datata 24 maggio, incoraggia un approccio acritico alle
organizzazioni politiche che vengono attorno al movimento, dando
anche sostegno ai movimenti nazionalisti che dividono la classe
lavoratrice: "Le assemblee generali hanno avanzato richieste
democratiche, nazionali in Catalogna e sociali, riguardanti i posti
di lavoro, la rinazionalizzazione dei servizi pubblici.... Sono
auto-organizzate democraticamente in modo tale da coinvolgere tutti
i giovani volonterosi, quali siano le loro affiliazioni politiche o
organizzative".
Proibire ogni identificazione o affiliazione
politica da parte dell'assemblea della Bastiglia è mirata a impedire
una discussione sul ruolo dei partiti politici e dei sindacati
nell'imposizione delle politiche di austerità. Il "patto sociale"
spagnolo ha il suo equivalente in Francia, come è stato dimostrato
nel corso del movimento di protesta dello scorso anno contro i tagli
alle pensioni del presidente
Nicolas Sarkozy.
Per i giovani in Francia le condizioni e le prospettive non
sono lontane da quelle in Spagna. Si stima che circa il 44% di
quelli sotto i 25 anni siano disoccupati, o in programmi di
formazione senza valore o con contratti temporanei. Se non vi è
stata una immediata risposta di massa all'imitazione
dell'M-15 spagnolo organizzata dalla pseudo-sinistra, non è
perché i giovani in Francia non siano arrabbiati, ma perché sono
alquanto diffidenti delle azioni di protesta che cercano di spargere
l'illusione che si possa fare pressione sulle elite dominanti perché
rinuncino al loro assalto mondiale ai livelli di vita ed ai diritti
delle masse.
Le azioni di protesta in Francia per tutto il 2010, organizzate
dai sindacati ed appoggiate da una coalizione di partiti di
pseudo-sinistra, inclusi Verdi, PS, PCF, PG e NPA, ha portato fuori
in sciopero e nelle strade circa 3 milioni di lavoratori e di
giovani in sporadiche azioni di un giorno intervallate nel corso di
diversi mesi. Nel frattempo, i sindacati erano in costanti
discussioni con il governo per trovare delle formule che avrebbero
loro permesso di vendere la riforma. Il colpo fatale al movimento è
stato dispensato il 22 ottobre dalla CGT (Confederazione Generale
del Lavoro) diretta dal PCF, quando ha collaborato con la polizia
per costringere i lavoratori delle raffinerie di petrolio e dei
terminali petroliferi a tornare al lavoro nel momento in cui lo
sciopero stava incidendo seriamente sull'economia. I sondaggi
d'opinione mostravano il 71% a favore di uno sciopero generale per
impedire la riforma.
Nessuno dei sindacati o dei partiti della pseudo-sinistra ha
richiesto la rimozione del governo Sarkozy da parte dell'azione
della classe lavoratrice e nemmeno lo richiedono ora.
Al raduno di mercoledì scorso uno studente ha raccontato a WSWS
che "La situazione in Francia ed in Spagna non sono le stesse. In
Spagna, è ben noto che i sindacati hanno collaborato apertamente con
il governo per imporre misure d'austerità. In Francia, non è questo
il caso. I sindacati non hanno partecipato ai tagli sociali con il
governo come in Spagna. Vi è stato un movimento contro i tagli alle
pensioni ma si è dissolto".
Ha aggiunto che alla fine "in Francia accadrà una situazione
come in Spagna", ma che non "sarà immediatamente".
Ha quindi ammesso di essere un membro dell'NPA e ha affermato
che vi erano molti membri di
NPA, PG (Partito della Sinistra), Verdi e dei sindacati che partecipavano al raduno.
Uno studente marocchino, Mohammed,
ha parlato all'assemblea di venerdì affermando che il movimento francese era
una continuazione delle rivoluzioni arabe e che sarebbe continuato
in tutto il mondo: "Dobbiamo cominciare una rivoluzione mondiale,
non soltanto in Spagna e Francia o anche in Europa". E' stato
applaudito, ma gli organizzatori hanno rapidamente attaccato il suo
discorso, dichiarando che "Combattiamo per la democrazia, non per la
rivoluzione" e
hanno insistito che la discussione fosse sulla Francia e la
Spagna e che sul resto del mondo si poteva discutere più tardi.
Il WSWS ha chiesto ad uno degli organizzatori che si era
opposto a Mohammed se fosse contro la rivoluzione mondiale. Ha replicato:
"No, ma abbiamo molte organizzazioni e persone che partecipano a
questa assemblea che sono contro di essa".
Parlando in seguito a WSWS,
Mohammed ha dichiarato: "Non mi importa dell'NPA o di qualunque altra di queste
organizzazioni radicali. La gente in tutto il mondo dovrebbe
prendere il potere nelle sue mani; dobbiamo combattere per questo".
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