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Quale via in avanti per gli "indignati" spagnoli?

27 maggio 2011

 

 

Le dimostrazioni di massa che il 15 maggio sono cominciate in Spagna sono state spinte dall'immensa rabbia popolare per le misure d'austerità imposte dal governo del Partito Socialista (PSOE). Queste misure vengono implementate, tra generali livelli di sofferenza e di disoccupazione che arrivano vicino al 50% tra coloro tra 18 e 25 anniil nocciolo dei los indignados [gli indignati].

Le proteste sono caratterizzate dal rifiuto di tutti i maggiori partiti, sopra tutti il PSOE, come pure dei sindacati, che non hanno fatto nulla per contrastare gli attacchi ai lavoratori ed ai giovani dal montare uno sciopero di protesta simbolico di un giorno il 29 settembre dello scorso anno. Neppure ha beneficiato delle crescenti proteste sociali la Sinistra Unita (IU) a guida stalinista a causa della sua lunga storia di costringere ad accettare tagli dovunque abbia stabilito una base nelle autorità regionali e locali.

Il movimento ha ottenuto notevole simpatia tra i lavoratori, che hanno espresso la loro alienazione politica per essersi distanziati dal PSOE in moltitudini alle elezioni regionali e locali di domenica scorsa, con più di un milione che hanno votato scheda bianca o nulla.

Ha anche ispirato proteste di solidarietà attraverso l'Europain Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Belgioin quella che il Guardian ha descritto come "una rivolta guidata dai giovani ... che si sparge attraverso l'Europa meridionale ... unita al rigetto dei politici mainstream ed alla furia per i tagli alla spesa".

Mercoledì, la più significativa scossa secondaria del terremoto politico spagnolo è stata avvertita in Grecia, dove 15.000 persone si sono concentrate ad Atene e 30.000 in tutta la nazione per protestare contro l'imposizione di misure di austerità del governo del socialdemocratico PASOK dettate dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea. I dimostranti intonavano "Ladri, ladri" all'esterno del parlamento greco, chiedendo "E' tempo che quelli che hanno prodotto la crisi vadano via".

Le proteste dell'M-15 sono state chiamate la "Rivoluzione spagnola". Ma, lasciate al loro livello attuale, nell'assenza di un programma chiaro, di una prospettiva e di una leadership politica, il movimento di massa si dimostrerà tristemente inadeguato a sconfiggere le elite dominanti che sono decise ad imporre l'onere completo dei salvataggi bancari dell'Europa e la recessione in aggravamento sulle spalle della gente che lavora.

Si dovrebbe ricordare che in marzo, 300.000 dimostranti, mobilitati dal sito "La generazione della raschiatura", hanno marciato in undici città attraverso il Portogallo. Tuttavia oggi questo movimento è evaporato, anche mentre tutti i maggiori partiti competono per vincere le elezioni generali del 5 giugno basate su promesse di imporre tagli alla spesa selvaggi ed aumenti di tasse in cambio del salvataggio di €78 miliardi concordato dall'Unione Europea e dall'FMI.

Vi è la crescente impressione tra alcuni di coloro coinvolti che la loro protesta stia raggiungendo un'impasse, con nulla che viene portato avanti altro che appelli a mantenere finché possibile i sit-in. Tuttavia, è stata coltivata un'atmosfera nella quale gli sforzi per proporre un'agenda politica all'infuori di "più proteste" in "più città" vengono screditati come un tentativo di "dirottare il movimento".

Le proteste dell'M-15 sono guidate da numerose campagne basate su internet, che collettivamente asseriscono che non esiste "nessuna leadership" e che il movimento ha una "struttura orizzontale". Allo stesso tempo, insistono che nessun altro raggruppamento deve "dettare" la sua politica nelle proteste.

Nondimeno sono all'opera tendenze politiche definite. Democrazia Reale Ora, ispirata dai vari movimenti antiglobalizzazione che sono stati coltivati nei circoli di primo piano nel decennio passato ed oltre, sostengono una serie di riforme sociali ed elettorali minori, ma non mettono in discussione proprio i partiti e le organizzazioni responsabili della situazione difficile che ora sta di fronte a milioni di lavoratori e di giovani. Un altro gruppo, nolesvotes”, è una creazione di importanti uomini d'affari, compreso una impegnato nelle reti sociali.

Pronti a rinforzare ed a far rispettare ciò che equivale ad una amnistia per il PSOE e la burocrazia sindacale sono le varie formazioni della ex sinistra che si propongono come "rivoluzionarie" e "socialiste". Collettivamente, esaltano il carattere spontaneo del movimento e la sua mancanza di una prospettiva, soltanto allo scopo di smorzare le facoltà critiche di lavoratori e giovani.

Miguel Urban dell'Izquierda Anticapitalista, affiliata al Segretariato Unito, scrive di una "narrativa" incompleta, una "trattazione ed una pratica che devono essere per tenere in compagnia, che sia possibile costruire lungo la strada".

En Lucha chiede una "enorme energia, coraggio e creatività mostrata negli  accampamenti... che devono essere incanalati nella grande forza materiale della classe lavoratrice", con i quali intendono dietro l'apparato dei sindacati, "qualcosa che abbiamo visto, sebbene superficialmente, durante lo sciopero generale del 29 settembre".

Il gruppo El Militante è ancora più schietto nel professare le sue lealtà politiche, insistendo che il futuro del movimento di protesta M-15 resta nell'accettare la leadership dei "leader sindacali del CCOO e dell'UGT", che devono "assumersi la loro responsabilità di dare una risposta di fronte agli attacchi che vengono subiti dalla classe lavoratrice, dai giovani, dai disoccupati e dai pensionati".

Queste tendenze pretendono che questa prospettiva sia stata rivendicata dalla Primavera Araba, quando la situazione è esattamente l'opposto.

In Egitto e Tunisia, movimenti di protesta molto più ampi di quello che ha percorso rapidamente la Spagna nelle passate settimane sono riusciti a rovesciare dei dittatori, ma hanno lasciato a posto regimi dittatoriali. Piuttosto che la genuina trasformazione democratica bramata dalle masse, i partiti della borghesia hanno agito per salvaguardare la ricchezza dei pochi privilegiati attraverso una repressione ancora più brutale della classe lavoratrice. Ciò è stato attuato con l'attiva collusione dei leader sindacali che siedono nei vari comitati consultivi di "riforma democratica", anche se i loro membri sono attaccati e gli scioperi sono resi illegali. Nel frattempo, rimangono tutte le disgrazie sociali che hanno dato luogo allo scontento di massa, la disoccupazione di massa e la povertà opprimente.

Gli stessi problemi sono di fronte ai lavoratori ed ai giovani della Spagna, dell'Europa e del mondo.

La classe lavoratrice è coinvolta in qualcosa di molto più che una lotta contro dei politici corrotti. Questi politici sono meramente i difensori ben pagati di una classe capitalista e di un sistema che è fondato sullo sfruttamento ancora più selvaggio delle masse dei lavoratori.

La crisi economica globale che è scoppiata per la prima volta nel 2008 non è stata risolta. Diventa ogni giorno peggiore. L'intero urto viene sentito dai lavoratori, anche se i banchieri e gli speculatori si ricompensano con premi massicci ed aumenti di paga. Queste non sono aberrazioni che possono essere corrette da appelli per riforme. Essi indicano che la caratteristica essenziale del capitalismo identificata da Marx—"Un accumulazione di ricchezza ad un polo della società indica un'accumulazione di miseria e di eccesso di lavoro dall'altro"ora opera senza alcuna limitazione democratica.

Preservare i livelli di vita ed i bisogni sociali essenziali della gente che lavora non è più compatibile con la continua esistenza del sistema del profitto. Non lo farà niente di meno che una fondamentale trasformazione socialista della società. In Spagna ed a livello internazionale, la classe lavoratrice viene spinta in una lotta politica contro l'intero ordine capitalista. Il compito ora in programma è la lotta per un governo dei lavoratori che porterà i vertici dell'economia in proprietà sociale, ponendo le banche e le grandi società sotto il controllo democratico dei lavoratori stessi.

Ciò richiede la costruzione di un nuovo partito politico e di una nuova leadership che combatterà per gli interessi sociali della classe lavoratrice e di una generazione di giovani che sotto l'organizzazione esistente non ha nessun futuro. Il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale, le sue sezioni europee ed il World Socialist Web Site sono dedicati alla costituzione di tale partito in Spagna ed in tutto il mondo.

Chris Marsden