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Vanni Casadei

Nato a Forlì, ha  50 anni, è  sposato da 22 anni  e ha quattro figlie.

Da oltre vent’anni svolge la professione di avvocato civilista.

E’ stato, a Forlì, uno dei primi obiettori di coscienza al servizio militare  e ha svolto il servizio  civile presso l’Associazione  Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.

E’ uno  dei soci fondatori dell’Associazione Paolo Babini (ente di volontariato che si occupa  dell’accoglienza di minori in difficoltà ) e del Centro di Aiuto alla Vita di Forlì.

E’ stato Presidente Diocesano dell’AZIONE CATTOLICA di Forlì dal 1986 al 1992: in quel periodo ha conosciuto personalmente Rosy Bindi, all’epoca Vice-Presidente Nazionale di A.C.

Successivamente è stato, per molti anni,  membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Opera don Pippo che ospita e  accoglie persone disabili.

Attualmente  fa parte della Presidenza delle ACLI Provinciali di Forlì-Cesena ed è componente del Consiglio di Amministrazione dell’ENAIP di Forlì-Cesena .

In passato  ha aderito al P.P.I. e poi alla Margherita, ma non è mai stato un politico militante.

I suoi  hobby: viaggiare (in camper), leggere romanzi storici e testi di spiritualità, cantare:  fa  parte del Coro Polifonico S. Paolo di Forlì e del gruppo CANTALEX (quest’ultimo composto da avvocati e giudici che hanno fatto concerti e inciso CD a scopi benefici)

“Ho scelto di candidarmi a sostegno di Rosy Bindi perché credo che la sua candidatura ala Segreteria del nuovo Partito Democratico abbia dato valore e risalto alla scelta di effettuare le elezioni “primarie”.

Sostengo Rosy Bindi,  che conosco personalmente, perché ha avuto il coraggio  di proporsi come candidata alla Segreteria del Partito Democratico  quando tutto pareva già preordinato  e deciso dalle segreterie dei due partiti promotori.

Credo, inoltre, che il nascente Partito Democratico debba essere più aperto alle donne e più vicino alle istanze  della società civile.

Sono convinto che Rosy Bindi interpreti al meglio  le istanze dei cattolici democratici e l’esigenza di laicità della politica.

Credo che i valori vadano proposti e instillati con l’esempio, la  pazienza e la coerenza personale e quindi credo nella educazione e formazione delle coscienze  e non nell’imposizione dei  valori.

Credo fermamente nella famiglia e sostengo tutte quelle iniziative che ne promuovono la formazione, la valorizzano e la sostengono : il tutto nel pieno rispetto dei diritti e delle esigenze di coloro che convivono con vincoli affettivi e di solidarietà.

In ogni caso considero un punto fermo l’art. 29 della Costituzione  (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”).

Ritengo che la solidarietà, cristianamente  ispirata o comunque espressa da uomini e donne  di buona volontà , sia il valore indispensabile  a ricostruire  un nuovo modello di convivenza  in una società in profonda crisi etico-politica e ideale come quella attuale.

Non si parte da zero.

La “buona politica”  e la fase costituente  del Partito Democratico, che dovrà definire anche la Carta dei Valori, hanno un punto  di riferimento imprescindibile  nella Costituzione della Repubblica Italiana, nei suoi principi fondamentali  (ad es. gli art. 1,3,11) e nell’art. 49 che fissa per un partito politico  l’impegno morale inderogabile  del “metodo democratico”.

Se sarò eletto per la lista a sostegno di Rosy Bindi, nell’Assemblea Nazionale Costituente  mi ispirerò ai valori  ancori attuali  della nostra Costituzione e  a quelli del  cattolicesimo democratico”.

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