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Carla Cecchi

Nata a Forlì

Coniugata con 4 figli

Imprenditrice

Che la politica è affare dei politici. Un discutibile (sporco) affare. Generazione dopo generazione, legislatura dopo legislatura, si rinnova la cultura disfattista. Vedo che orgogliosamente si sfoggia disincanto, mentre illuso, e peggio ingenuo, è bollato chi ancora vede nella politica un mezzo per tendere al bene collettivo. Questo atteggiamento mi pare il peggior lascito che possiamo dare ai nostri figli. Dovremmo educare i nostri ragazzi a credere che l’impegno, la partecipazione, l’apporto individuale possano davvero concorrere a cambiare la società.

L’adagio “Tanto fanno il bello e il brutto loro a Roma” è un disvalore, ci fa sentire serenamente impotenti e vigliaccamente rassegnati; al contrario, siamo noi, ora, che dobbiamo operare efficacemente per costruire lo scenario politico migliore per le generazioni a venire.

Sono felice che si sia deciso di portare alle urne, alle primarie per il P.D., i ragazzi dai 16 anni in su.

Auspico che aderiscano sentendo che la loro scelta personale è importante collettivamente. Forse ci vorrà fisiologicamente un po’ di tempo, ma è bello pensare che i miei figli potranno trovare un’unica casa a sinistra, scevra da correnti cristallizzate nei sinboli e nelle arroganze dei “vecchi partiti”.

Ritengo importante il rinnovamento generazionale voluto nelle liste Bindi, la schietta apertura agli amici di altri gruppi, la rappresentanza delle donne e degli amici di origini extracomunitarie.

Come giovane imprenditrice, come madre, come cittadina, credo che spendersi nell’impegno civile e comunque interessarsi alla politica sia ancora un modo giusto per operare nel sociale e migliorare l’Italia che sarà.

Il 14 ottobre usiamo NOI la politica!

 

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