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Brevi note biografiche su Rosy Bindi

E' nata nel 1951 in Valdichiana, fra Siena ed Arezzo.

Dopo la laurea in Scienze politiche, ha sempre mantenuto rapporti con l'Università ed è tuttora ricercatrice di diritto amministrativo presso l'Università di Siena

Si è formata nell'Azione Cattolica, nel clima aperto dal Concilio Ecumenico Vaticano II ed è stata vice presidente nazionale dell'A.C. dal 1984 al 1989.

Il momento dell'inizio del suo impegno civile lo racconta lei stessa: "La mia vita è cambiata la mattina del 12 febbraio 1980, quando un commando delle BR ha ucciso davanti ai miei occhi Vittorio Bachelet, mio maestro negli studi e nella fede".

Ha cominciato a impegnarsi fortemente in politica nel 1989, quando è stata eletta parlamentare europea della Democrazia Cristiana, con oltre 200.000 preferenze nella circoscrizione del Nord-Est ed ha avuto un ruolo attivo nelle commissioni Cooperazione allo sviluppo e Affari istituzionali.

Negli anni di Tangentopoli si è battuta per il rinnovamento della democrazia e del partito, contribuendo alla nascita del nuovo Partito Popolare Italiano.

E' stata fin dall'inizio partecipe del movimento dell'Ulivo e, dopo la vittoria elettorale del 1996, è stata un ottimo Ministro della Sanità nei governi Prodi e D'Alema, varando la riforma del Servizio Sanitario Nazionale.

Fra le promotrici della nascita della Margherita, vi ha diretto il dipartimento Salute e politiche sociali.

Ha marciato contro la guerra in Iraq, ha difeso i diritti di cittadinanza, si è impegnata contro le leggi "ad personam" e contro le controriforme della Costituzione e della legge elettorale. E' una convinta europeista, che crede in un'Europa politicamente integrata, fondata su un trattato costituzionale e orientata verso una politica estera e di sicurezza comune, con una particolare attenzione alla situazione del Medio Oriente e alla cooperazione internazionale con i paesi del Sud del mondo

Si è schierata, fino dalle elezioni del 2004, per la lista unitaria dell'Ulivo, sostenendo, anche nei momenti più difficili, l'unità del centrosinistra.

Nell'attuale governo Prodi è Ministro della famiglia e si batte sia per la fedeltà al dettato costituzionale (art. 29) sia per il riconoscimento di diritti e doveri di diverse forme di convivenza, affermando i valori di solidarietà e la laicità delle istituzioni democratiche.

Nel dibattito di queste settimane sottolinea fortemente l'esigenza di creare un partito davvero aperto alla società civile e non condizionato da modalità verticistiche della politica tradizionale. Rosy Bindi non condivide inoltre posizioni che, indebolendo il governo Prodi, prefigurano alleanze diverse da quelle attuali e al contempo richiama la cosiddetta sinistra radicale a evitare forzature massimalistiche, assumendo un atteggiamento più coerente con le proprie responsabilità di governo