LE GLORIE DEI BERSAGLIERI CICLISTI

 

Motivazione della Medaglia d'Oro al V.M. al III  Ciclisti

R.D. 31 Ottobre 1920 "Con audacia indomabile si affermava su posizioni asprissime, a prezzo di un immane sacrificio di sangue. Con la sua virtù e la sua fede rinnovò le sue forze sì che l'ora dell'assalto schiantò e travolse d'un solo impeto le formidabili difese nemiche. Si oppose con audace azione di retroguardia alla avanzata nemica......"  -Vermegliano 19/21 luglio 1915- Monte Sei Busi 28/29 luglio 1915-Quota 85 Monfalcone 6 agosto 1916  

Motivazioni delle Medaglie d'Argento al V.M. al XI  Ciclisti

R.D. 3 Agosto 1916 "Battaglione ciclisti primo a giungere in vetta al Monte S. Michele che occupò e tenacemente mantenne fino a che il nemico soverchiante, con violentissimo fuoco, non riuscì a stremarne le forze Carso 20-21 luglio 1915

R.D. 5 Giugno 1920 "Con indomita audacia e irresistibile slancio irruppe nelle trincee nemiche di q 85 sino allora invano attaccate, mantenendole con tenace valore contro i furenti contrattacchi nemici pur con forza assotigliati dalla lotta sanguinosa" -Monfalcone 6 Agosto 1916 "Incaricato  di aggirare la stretta di Serravalle (Vitt. Veneto) riusciva ad aver ragione di soverchianti forze nemiche, fortemente trincerate, catturando prigionieri mitragliatrici e cannoni"-Monfalcone 6 agosto 1916 - Revine Lago 30 Ottobre 1918

R.D. 29 Ottobre  1922 "Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione aprendosi il varco nei reticolati a prezzo di purissimo sangue nel mantenere con altri l'occupazione in tre giorni di epica lotta malgrado i violenti bombardamenti e ritorni del nemico"  -Monfalcone Q. 144 14/15/16 Settembre 1916 

Pur facenti parte dell’organico dei rispettivi reggimenti, i 12 battaglioni ciclisti erano gerarchicamente truppe a disposizione del comando Divisione/Corpo d'Armata che ne destinava l'impiego di volta in volta alle unità sottostanti, a rafforzare azioni offensive, in azioni di difesa per settori che venivano a trovarsi in momentaneo svantaggio col nemico o alla loro precipua azione che doveva essere l'esplorazione profonda del campo di battaglia in concorso con la cavalleria. La dotazione di biciclette ne faceva anche con rotabili in gran parte bianche ma ben tenute, uno strumento di veloce e pronto impiego. Era impensabile per simile reparto un impiego in servizio di trincea o d’assalto, la qual cosa comunque accadeva spesso. L'arruolamento nella specialità ciclistica del corpo richiedeva una conoscenza perfetta del mezzo e della sua conduzione, delle tattiche di avvicinamento al nemico e in special modo una grande capacità polmonare. Non era raro vedere che, in mancanza di tradotte, i reparti venissero spostati per lunghi tratti dal fronte giuliano a quello innaturale Trentino sul proprio mezzo coi carichi personali. Colmare i vuoti causati dal conflitto era dunque una impresa più difficile che per gli altri reparti, occorrendo persone esperte e non novellini. Il distacco dal battaglione ciclisti per ferita, malattia od altro motivo temporaneo causava discussioni a non finire, poiché i reggimenti tendevano con l’ordine superiore ad intercettare questi ottimi combattenti al rientro dalle licenze. Fin dai primi mesi di guerra, i ciclisti vennero utilizzati in azioni specifiche come apripista su obiettivi sconosciuti e che poi torneranno tristemente famosi.

Li troviamo sul San Michele nel 1915 quando guidati da Sante Ceccherini 500 bersaglieri allo scoperto sotto raffiche di mitraglia vanno all'assalto del monte difeso da 6.000 austriaci. Ufficiali e soldati si eguagliano per valore e abnegazione e finite le munizioni si difendono alla baionetta. Muore Aiello ( http://www.anbdesenzano.it/Guerremondiali/Eroismi/tabid/153/Default.aspx ), Vannutelli, Lambett, Mochi, Giannini, Cipriani, Pedani. da Anb Desenzano .... Dopo quattro ore di lotta apocalittica il monte è conquistato ... Non dura però la tregua! Tutto il furore ungherese si rovescia su quelle Quote; è una notte tremenda: il San Michele è tutto un boato di scoppi, di urli, di morte! Ceccherini è dovunque. Il 21 i morti sono assai più dei superstiti mentre dal versante sinistro del monte, verso Gorizia, si profila il nuovo attacco. Ceccherini rintuzza colpo su colpo le manovre degli Honved che continuano ad affluire per alimentare la lotta. Il San Michele è ormai tutto un rogo ed un immenso carnaio. Mentre la lotta diventa un inferno, anche Battinelli è gravemente ferito ed è sostituito dal capitano Zambianchi. Il tenente Bonaccorsi, nascosto da montagne di cadaveri e di feriti, manovra l'unica mitragliatrice rimasta in campo. Cavalli si trascina moribondo per un piccolo tratto scoperto in cerca dei suoi uomini; il tenente Valvassori lo soccorre: cadono entrambi l'uno stretto all'altro. E' rimasta ancora una mitragliatrice nemica in buono stato; la manovra un bersagliere che non vuole abbandonarla: finite le munizioni se la carica sulle spalle e scappa...! Gli ungheresi riconquistano la cresta del monte in un turbinio di fuoco. In questa bufera di morte scompare Francesco Rismondo. Si era da poco sposato nella natia Spalato ed era fuggito per combattere nel nome dell'Italia. Per tre giorni si batte fra queste pietraie al comando di una pattuglia e costringe gli Honved alla baionetta parecchie volte. Ferito, scompare! Nessuno saprà mai dove; forse disperso o forse prigioniero! Ed il Poeta Soldato evocandolo lo chiamerà: l'assunto di Dalmazia!
Una leggenda di guerra che corse subito fra gli umili fanti ed i bombardieri del Carso e che rimbalzò presto nella filanda di Vidussina dove si raccolsero per l'appello i superstiti del suo Battaglione diceva che fu visto errare di dolina in dolina con le piume al vento avvolto nella grande bandiera d'Italia. Medaglia d'Oro! Giunge l'ordine di ripiegare e Sante Ceccherini obbedisce: Bisogna ritirarsi senza voltare le spalle ordina; gli austriaci non dovranno mai vedere il dorso dei bersaglieri! Il Re che da Villese aveva assistito all'azione si compiace leggendo un ordine del giorno austriaco nel quale si esortavano le truppe imperiali ad imitare gli italiani del San Michele e quel colonnello che alla testa dei suoi prodi fu visto precederli allo sterminio.
Ceccherini ha sbalordito gli stessi alleati e dal Maresciallo Petain è insignito della Legion d'Onore quale ufficiale fra i più mirabili che in varie occasioni ha dato prova di magnifiche virtù ed ha tenute alte le superbe tradizioni del Corpo dei bersaglieri. I pochi avanzi di quei due Battaglioni macerati e disfatti riattaccano cinque giorni dopo.  Ridiscesero in 5 degli ufficiali con 1400 prigionieri austriaci

Li ritroviamo nella zona di Monfalcone (1916), quando si tentava di prendere il Carso da Sud e l'ultimo anno di guerra quando, di nuovo alla loro funzione primigenia, costituirono con la cavalleria le punte di lancia per la veloce liberazione del territorio nazionale. Ricordiamo che l'armistizio prevedeva, con pochi giorni di preavviso, che alle 15 del 4 novembre tutti i reparti si fermassero sui luoghi raggiunti. Dal Piave a Trieste, anche correndo, si rischiava di lasciar fuori Udine, Gorizia, Trento e come vedremo sicuramente Trieste. Il che equivaleva ad aver fatto la guerra inutilmente, secondo un grande principio internazionale non scritto che quel che si è preso al nemico, bisogna provarci a riprenderselo. Un aspetto, molto poco conosciuto dei reparti ciclisti, fu la ritirata di Caporetto che nonostante le perdite in materiali e prigionieri, portò in salvo l'intera III armata e tanti altri. Il valore dei soldati spesso si esprime meglio nelle misconosciute ritirate, a cui si tende a dare il sigillo della sconfitta e non la culla della successiva vittoria. Per Rommel nel II conflitto mondiale, in Libia, diventeranno autentiche  opere militari anche se è spesso più ricordato per le avanzate. Fra i 12 battaglioni quello più ricordato, oltre al III (Medaglia Oro a Vermegliano q. 85-1916), è l'XI con due medaglie d'Argento (1915-18). Questo reparto è titolare di una incredibile storia che si perpetua fino ai giorni nostri. I bersaglieri dell'XI erano chiamati all'interno della III armata i garibaldini, poiché gli ufficiali, sotto la giubba d'ordinanza, indossavano una camicia rossa con le insegne tricolori. Fu così ferito il sottotenente Mario Mona a q. 144 di Monfalcone. Una successiva più grave ferita al Piave lo allontanò dal fronte quando era capitano. Nel dopoguerra dopo l'ispettorato dei Bersaglieri comandò da ufficiale superiore il 33° rgt. fanteria Livorno. Il 13 luglio del 1943, nei giorni dello sbarco americano in Sicilia scomparve nella lotta. Alla memoria gli venne assegnata la medaglia d'Oro. Pregevole disegnatore, ci ha lasciato diverse cartelle di sue opere sul corpo come quelle di questa pagina o visionabili nella galleria immagini

Oggi, i soldati del 11°rgt bersaglieri dell'Ariete portano la cravatta rossa già del 182° Rgt.Cor.Garibaldi.

Relazione del Magg. Augusto Sifola  comandante dell'XI batt. ciclisti sui fatti del 15 maggio 1916

Teatri operativi del battaglione
Villesse, dal 29 maggio al 7 giugno 1915; San Lorenzo di Mossa, Lucinico, dall'8 al 10 giugno 1915;
Ponte di Sagrado, dal 1° al 18 luglio 1915; Monte San Michele (quota 70) dal 19 al 20 luglio 1915;
Trincea delle Frasche, dal 1° al 17 novembre 1915; Vermegliano, dal 18 dicembre 1915 al 1° gennaio 1916, dal 14 al 30 gennaio 1916; dal 26 febbraio al 22 aprile 1916;

Monfalcone (quote 12 e 93) dal 16 al 27 maggio 1916; Vermegliano, dal 28 maggio al 5 agosto 1916; Monfalcone (quota 85) dal 7 al 10 agosto 1916;
Doberdò (quota 144) dal 16 al 22 settembre e dal 9 al 15 ottobre 1916; Monfenera, dal 22 novembre al 6 dicembre 1917;
Molino della Sega, Ghiaione Rolando, dal 27 dicembre 1917 al 18 gennaio 1918; Monte Grappa, dal 19 settembre al 27 ottobre 1918.

Partimmo da Terzo verso Aris il giorno dopo l'iniezione antitifica per metterci a disposizione della Divisione di Cavalleria appiedata (7a-8a Brigata). Presa posizione al sottopassaggio della stazione ricevemmo l'ordine di rinforzare le Guide che erano arretrate da quota 93 sulla seconda linea di trincee (giorno 16). Anche la Stazione di Monfalcone era stata occupata. A conferma anche l'intervento di due compagnie del Capitano Montemurro che finirono nella relazione del IV ciclisti. Il L e LI battaglione del 15° Reggimento dovevano dar manforte al Nizza e Vercelli ed in caso estremo alle Guide come in effetti avvenne". Il giorno successivo (17) eravamo di nuovo sulle vecchie linee e anche oltre (quota 121). Alle 3 del 18 dopo aver rintuzzato un attacco di pattuglie i Bersaglieri venivano sostituiti in linea dal 76° Fanteria. Le perdite complessive ammontavano a circa 250 uomini Il comandante del IV era andato giù pesante col comportamento dei cavalieri, facendo insorgere il rischio di una inchiesta disciplinare sulla catena di comando e sugli ordini emanati prontamente assopita dal comandante dell'8a brigata (Barattieri). Se i Bersaglieri volevano prendersi l'onore di aver salvato la situazione i cavalieri cercarono di non metterla sul tragico. "Nessun cavalleggero si era sbandato..c'era stato un intenso trasporto feriti con un numero un pò alto di accompagnatori.. forse fu l'eccitazione del momento fra lo scroscio del bombardamento  o forse fu il bello dello spirito di corpo ad esagerare il concorso dato nell'azione......"

Comandanti dell'XI° Batt. Bersaglieri Ciclisti
Tenente Colonello CECCHERINI Santi dal 24.05 al 1.9.1915
Maggiore RONCA Alessandro dal 13.09.1915 all'1.11.1915;
Capitano SIFOLA Augusto dal 2.22.1915 al 2.11.1915;
Capitano PEANO Ottavio dal 3.11.1915 al 9.11.1915;
Maggiore RONCA Alessandro, dal 10.11.1915 al 22.2.1916;
Maggiore SIFOLA Augusto dal 23.2.1916 al 6.8.1916;
Maggiore BOARO Enrico dal 16.08.\916 al 18.09.191;
Capitano MASSUCCO Dante al 19.09.1918 al termine della guerra.

Comandanti dell'11° Reggimento Bersaglieri ordinativamente suo superiore
Colonnello BARBIANI Giuseppe dal 25.05.1915 al 1.12.1915;
Colonnello BERUTO Giovanni, dal 3.12.1915 al 13.01.1917;
Tenente Colonnello CAPOANI Giovanni dal 19.01.1917 al 15.02.1917;
Colonnello GRAZIANI Gino dal 10 marzo 1917 al termine della guerra (foto a fianco).
http://www.regioesercito.it/articolivari/bici2agm.htm

 

 

MEDAGLIERE DEI CICLISTI    FATTO STORICO                                        
Oro al III  Per i combattimenti a Vermegliano, Sei Busi, q.85 1915/16
Argento XI  Per i combattimenti sul S. Michele 20/21 luglio 1915
Argento XI  Per i combattimenti a Monfalcone 14/15/16 Settembre 1916
Argento XI  Per i combattimenti a Monfalcone 6 agosto 1916/30 ottobre 1918
Argento II  Per i combattimenti a Oslavia Monte Santo 1916/17
Argento III  Per i combattimenti a Monfalcone q.144 16 Settembre 1916
Argento IV  Per i combattimenti a Monfalcone  6 agosto 1916
Argento V  Per i combattimenti a Monfalcone  q.144 14/15/16 Settembre 1916
Bronzo al Per i combattimenti dell'Alpe di Cosmagnon 10 Ottobre 1916
Bronzo al VIII  Per i combattimenti sul San Michele 21 luglio 1915

Torna