SOCRATES


Socrates Alto, elegante, nazionale brasiliano, grande colpitore di tacco, perfino laureato: quando nella stagione 84/85 venne annunciato l'acquisto di Socrates i tifosi della Fiorentina vissero il classico sogno estivo di trionfi e scudetto. In effetti le credenziali del "Dottore" (soprannome legato alla laurea in medicina che arricchiva il suo curriculum) erano di prim'ordine: 3 titoli del campionato paulista con il Corinthias, titolare fisso della nazionale verdeoro (quella dell'82 dove giocavano gente come Zico, Falcao, Cerezo), piedi raffinati, visione di gioco, propensione al gol.
Quello che i tifosi non potevano sapere era che Socrates non aveva la minima voglia di sbattersi e sudare dietro un pallone. Il "Dottore" non sopportava allenamenti e ritiri, ma in compenso fumava un pacchetto di sigarette al giorno, amava bere, tirare tardi e discutere di politica. Nel Corinthias aveva instaurato un regime di autogestione della squadra passato alla storia come "Democracia Corinthiana" secondo cui i giocatori partecipavano a tutte le decisioni e all'occorrenza mandavano in ritiro l'allenatore.
Il look da descamisados, le chiacchiere sui problemi del mondo con la sigaretta in mano, le abitudini di vita non esattamente da atleta gli sarebbero state probabilmente perdonate se all'impegno civile Socrates avesse accompagnato quello sul campo.
Putroppo la domenica il "Dottore" riposava: al massimo faceva un po' di footing. Nessuno a Firenze ricorda uno scatto o un tackle del "brasiliano con lode"; la leggenda vuole che la sua maglia al termine della partita conservasse le pieghe della stiratura. La sua più grande impresa, alcuni pensano fosse addiritura una sfida, fu di riuscire a segnare 6 gol in campionato, sempre e soltanto camminando.
Ben presto il "tacco di Dio", un altro dei suoi soprannomi, divenne fonte inesauribile di incazzature e bestemmie per i tifosi viola.
I baristi smisero di fargli credito, i tabaccai di fronte alle sue richieste fingevano di avere esaurito le Marlboro, gli intellettuali che prima facevano a gara per invitarlo gli chiusero le porte dei salotti. Zeffirelli, perso ogni rispetto, gli fece pesanti avances sessuali.
Insomma per Socrates la vita a Firenze divenne un inferno.
A fine stagione tornò in Brasile. Giocò ancora nel Flamenco, Santos, Botafogo e ai Mondiali del 1986 contribuendo con un rigore sbagliato alla eliminazione della Selecao nei quarti contro la Francia. Dopo essersi ritirato nel 1990, ha iniziato la carriera di commentatore sportivo. Sta ancora seguendo i corsi di specializzazione della facoltà di medicina. Quando uno è lento è lento in tutto.

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