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La
sua prima dichiarazione arrivato a Napoli è bellicosa: "Sono
venuto a Napoli per fare gol: ne farò più di Angelillo" (che ne
realizzò 33, ndr). José Luis Calderón, il secondo attaccante
argentino del Napoli dopo Maradona, vice-capocannoniere con l'Indipendiente
e nel giro della nazionale biancoceleste, vuole far capire che quei 7
miliardi e mezzo di lire li vale tutti. Ma le cose per il Napoli in
quella famigerata stagione 97/98 prendono una piega diversa: a fine
stagione retrocede con il record negativo di due vittorie, otto
pareggi e ventiquattro sconfitte: in tutto 14 punti. Calderon segna
uno zero tondo tondo nella classifica marcatori, con la miseria di sei
presenze in serie A. A gennaio viene rispedito all'Indipendiente.
Del suo glorioso periodo sul golfo resta solo una traccia: una rete
segnata al Leffe in precampionato.
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