Parte quarta
Democrazia greca e democrazia moderna
Il politologo Giovanni Sartori, analizzando il concetto di democrazia come forma di governo e facendo riferimento alla definizione di Aristotele, propone un confronto tra la democrazia greca e quella moderna.
Riteniamo utile proporre questo brano per due ordini di motivi:
approfondire alcuni aspetti della realtà politica greca riflessa nei testi;
confrontare le forme della democrazia greca con quelle della democrazia moderna.
“La democrazia greca, così come veniva praticata in Atene nel IV secolo a.C., incarna la massima approssimazione possibile del significato letterale del termine. Con ogni probabilità il demos [popolo] ateniese ebbe più kratos, più potere, di quanto ne abbia mai avuto qualsiasi altro popolo. Al tempo stesso la democrazia greca rappresenta il massimo concepibile ingrandimento di una micro-democrazia. Quando il demos si radunava in piazza, il sistema ateniese funzionava come una ‘assemblea cittadina’ nella quale alcune migliaia di cittadini esprimevano i loro sì e i loro no. (…) La sua parte sostanziale consisteva invece, secondo le parole di Aristotele, nel fatto che ‘tutti comandavano a ciascuno, e ciascuno comandava a sua volta a tutti’; vale a dire, in un esercizio del potere effettivamente e largamente condiviso mediante una rapida rotazione delle cariche pubbliche. L’esercizio condiviso del potere era una realtà anche perché affidato al caso: la maggior parte delle cariche pubbliche venivano sorteggiate. Per entrambi i suesposti motivi - l’autogoverno collettivo e il governare di ciascuno a turno - la democrazie greca era davvero, in sufficiente misure, una democrazia diretta fondata sulla effettiva partecipazione dei cittadini al proprio governo.
La democrazia moderna è tutt’altra cosa. Non è fondata sulla partecipazione, ma sulla rappresentanza; non presuppone l’esercizio in proprio del potere, ma la delega del potere; non è, insomma, un sistema di autogoverno, ma un sistema di controllo e di limitazione del governo. (…)
La democrazia greca e la democrazia moderna sono anche diversissime rispetto al problema della libertà politica. (…) La libertà del cittadino della polis consisteva nella sua frazione di sovranità. Punto e basta. Vale a dire che la sua libertà non era concepita come uno stato di sicurezza e di indipendenza individuale, come uno ‘spazio privato’ all’interno del quale ciascun individuo è protetto dai suoi ‘diritti personali’. L’individuo come tale era assorbito nel corpo collettivo, il polítes era chiamato ad esistere per la polis (mentre noi affermiamo l’opposto, che è lo Stato che esiste per servire i cittadini). Con il che non si vuol dire che i greci chiamassero libertà ciò che noi consideriamo oppressione; si vuole dire, piuttosto, che la loro libertà era interamente subordinata alla esistenza di una piccola comunità politica diffusa (in nessun modo equiparabile allo Stato nel senso contemporaneo del termine), tanto piccola da consentire che la libertà del singolo potesse essere affidata alla sua frazione di esercizio della sovranità”.
G. Sartori, Elementi di teoria politica, Il Mulino, Bologna 1987, pp. 37-38.
Esercizi:
Costruisci una tabella a due colonne per mettere a
confronto gli aspetti più importanti della democrazia greca e di quello
moderna, indicando gli elementi simili e le differenze.
Completa le seguente affermazione: “la libertà del cittadino della polis consisteva nella sua frazione di sovranità. Punto e basta”. La libertà del cittadino moderno, invece……. (rispondi con un testo di non più di cinque righe).