IL CULTO APPROVATO DA DIO











ADORA IL SIGNORE DIO TUO E A LUI SOLO RENDI IL CULTO

(Matteo 4,10)





 

IL CULTO

 

 

 

ADORAZIONE, VENERAZIONE E SACRIFICIO DI LODE

 

La preghiera dei cristiani è rivolta al Padre (Matteo 6,6 e Matteo 6,9). Gesù stesso pregava il Padre, insegnò il Padre Nostro ed assicurò efficacia alle preghiere rivolte:

 

·        al Padre nel nome del Figlio (Giovanni 16,23  e Giovanni 15,16);

·        con fede perseverante (Matteo 7,7-11; Matteo 21,21-22; Luca 18,1-8; Filippesi 4,6-7; 1 Tessalonicesi 5,17)

·        dagli umili (Salmo 26,13; Salmo 33,18-19; Proverbi 3,34; Luca 18,9-14; Giacomo 4,6; 1 Pietro 5,5; Siracide 35,17) e

·        dai giusti (Salmo 34,15-16; Salmo 37,3-4; Salmo 84,11-12; Salmo 125,3; Salmo 145,18-20; Proverbi 2,7; Proverbi 15,29; Isaia 1,15; Giovanni 9,31; 1 Pietro 3,12);

·        secondo la volontà di Dio (Giacomo 4,2-3; 1 Giovanni 5,14).

 

Secondo la fede cattolica l'adorazione (latria) va pertanto rivolta solo a Dio in Spirito e Verità (Giovanni 4,24) e lo stesso Cristo ribadì, al diavolo che lo tentava, "adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo renderai il culto"; (Matteo 4,10). L'adorazione in Spirito e Verità richiede pertanto che il culto di adorazione:

1) sia rivolto solo a Dio;

2) avvenga in modo spirituale, evitando che il ritualismo cultuale e le tradizioni umane prendano il sopravvento sui precetti più elementari di amore per il prossimo e di giustizia sociale (Salmo 50,8; Isaia 1,11-16; Geremia 6,20; Amos 5,21; Osea 6,6; Michea 6,8);

3) proceda attraverso lo Spirito Santo (Romani 12,1; 2 Corinzi 3,17; Filippesi 3,3), che ci è stato donato (Atti 2,38; Romani 5,5; Romani 8,9; 2 Corinzi 1,22; Efesini 1,13; 1 Giovanni 4,13) e che abita nei singoli cristiani e in tutta la Santa Chiesa (1 Corinzi 3,16; 1 Corinzi 6,19; 2 Corinzi 6,16; Galati 4,6).


 

La Madonna e i Santi vengono invocati dai cattolici e dagli ortodossi affinché preghino il Padre per i vivi e per i morti e solo forme di venerazione sono possibili nei loro confronti (dulia per i Santi ed iperdulia per la Madonna). Tale convinzione è fondata su un versetto dell’Antico Testamento in cui il popolo ebreo si prostrò davanti a Dio e al re. Sta infatti scritto: "Davide disse a tutta l'assemblea: «Su, benedite il Signore vostro Dio!». Tutta l'assemblea benedisse il Signore, Dio dei suoi padri; si inginocchiarono e si prostrarono davanti al Signore e al re (1Cronache 29:20).  Evidentemente, in questa occasione, a Dio venne reso un vero e proprio culto, mentre il re fu oggetto solo di venerazione e di omaggio. Inoltre è forse il caso di osservare come Cristo non regni e non regnerà da solo ma insieme a tutti i suoi santi. Egli verrà nella gloria del Padre, con gli angeli ed i santi a giudicare il mondo (Daniele 7,27; Zaccaria 14,5; Marco 8,38; Luca 9,26; Luca 22,28-30; 1 Corinzi 6,2; 1 Tessalonicesi 3,13). Inoltre martiri e santi saranno un regno e sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni (Apocalisse 1,6; 5,10 e 20,6). Allora il regno, il potere e la grandezza di tutti i regni che sono sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell'Altissimo, il cui regno sarà eterno e tutti i regni lo serviranno ed obbediranno (Daniele 7,27). D'altra parte, la venerazione e l'intercessione dei Santi e della Vergine non esclude né limita le possibilità dei credenti di rivolgersi direttamente a Dio. A tal proposito è il caso di notare come sia chiaramente ribadito dalla Sacra Scrittura il pieno e diretto accesso di tutti gli uomini al trono di Dio, soprattutto dopo la venuta di Gesù Cristo. Sta infatti scritto "Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno (Ebrei 4,16). .

 

Critici nei confronti delle varie forme di omaggio tributate ai Santi ed alla Vergine sono i protestanti, che traggono le proprie argomentazioni dalla devozione sregolata (e talora un po' pagana), tributata in passato a beati, santi, martiri, madonne, icone e reliquie, complice anche la religione popolare, l'ignoranza e la superstizione. Qualunque cosa si possa pensare di queste forme di devozione va comunque detto che i Santi  e la Madonna non sono adorati,  non sono seduti sul trono di Dio e non ricevono lode, signoria, potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione. Essi sono piuttosto coloro che insieme agli angeli, agli arcangeli, ai patriarchi e ai profeti si prostrano (Salmo 45,12; Apocalisse 4,4-11; Apocalisse 5,13-14) davanti a Dio ed al suo trono (su cui siede Cristo). Quanto poi all’utilizzo cultuale di sante icone, se è vero che Jahvé comandò a Mosé di non adorare immagini, idoli e sculture (Esodo 20,4-5) è anche vero che Dio ordinò allo stesso Mosé di realizzare due cherubini d’oro da collocare sopra l’arca dell’alleanza (Esodo 25, 18-20) ed accettò senza sdegno (1 Re 8,10) che nel tempio di Salomone fossero presenti sculture di leoni, buoi, cherubini, palme e ghirlande (1 Re 7, 25-36).  

 

La preghiera e l’adorazione di tutte le creature verso Dio assumono poi la forma del sacrificio di lode. Nell’Antico Testamento sta, infatti, scritto: Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli all’Altissimo i tuoi voti (Salmo 50,14 e Osea 14,2-3). Nel Nuovo Testamento è poi detto che Cristo ha fatto di noi un regno e sacerdoti per il suo Dio e Padre (Apocalisse 1,6) e che noi veniamo impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo (1 Pietro 2,5). Per mezzo di Cristo dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome (Ebrei 13,15) e per la misericordia di Dio veniamo esortati ad offrire i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; ed è questo il nostro culto spirituale (Romani 12,1).

 

 

 

MEDIAZIONE UNICA ED INTERCESSIONE CONDIVISA

 

Si noti come, pur rimanendo ferma l'unica mediazione di Gesù Cristo uomo tra Dio Padre e l'umanità "Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti" (1 Timoteo 2,5-6), la Bibbia non escluda varie forme di intercessione dei vivi, dei morti, dei giusti e dei profeti. L'unica mediazione salvifica, svolta da Gesù Cristo come uomo (tra Dio Padre e gli uomini) non esclude e non è in contraddizione con intercessioni parallele (tra Dio e gli uomini) oppure intermedie (tra gli uomini e Gesù Cristo), esercitate dagli Angeli e dai Santi.

Di fatto, la mediazione si riferisce ad un patto unico ed eterno, mentre l'intercessione riguarda solo le preghiere e le invocazioni quotidiane. Gesù Cristo è stato prima di tutto il mediatore unico di un nuovo patto (1 Timoteo 2,5; Ebrei 8,6; Ebrei 9,15; Ebrei 12,22) ma vivendo in eterno può intercedere sempre presso il Padre a favore di chi lo invoca (Romani 8,34; Ebrei 7,25; 1 Giovanni 2,1). La mediazione tra Dio e l'umanità è opera solo di Cristo, mentre l'intercessione, come la regalità, la venuta finale ed il giudizio, è condivisa da Cristo con tutti i santi (Daniele 7,27; Zaccaria 14,5; Marco 8,38; Luca 9,26; Luca 22,28-30; 1 Corinzi 6,2; 1 Tessalonicesi 3,13). A proposito di reali intercessioni esercitate da amici di Dio, da uomini santi e da profeti, si veda:

 

·        Genesi 18,16-33 (Abramo intercede presso Dio a favore di eventuali giusti in Sodomia e Gomorra);

·        Esodo 9-10 (Faraone riconosce più volte di aver peccato contro il Signore, chiede perdono e rivolge a Mosé e ad Aronne la supplica di pregare Dio perché allontani da lui le varie piaghe);

·        Esodo 32,11 (Mosé intercede a favore del popolo che si è fabbricato il vitello d'oro);

·        Giobbe 5,1 e 33,23 (parla della mediazione degli angeli a favore dell'uomo);

·        Giobbe 42,8 (su invito dello stesso Dio, Giobbe intercede a favore dei suoi amici);

·        2 Maccabei 15,12-16 (il profeta Geremia defunto ed il sommo sacerdote Onia assassinato pregano per il popolo ebraico);

·        Giovanni 2,1-5 (Maria, madre di Gesù Cristo, intercede presso il figlio perché trasformi l'acqua in vino alle nozze di Cana in Galilea);

·        1 Timoteo 2,1-4 (l'apostolo Paolo raccomanda a Timoteo che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità, affermando che questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità);

·        Giacomo 5,16 (l'apostolo Giacomo invita a confessare i peccati gli uni agli altri e a pregare gli uni per gli altri per essere guariti, sottolineando come molto valga la preghiera del giusto fatta con insistenza);

·        Apocalisse 6,11 (narra come ai tempi delle persecuzioni romane le anime dei martiri sotto l'altare pregassero, gridassero vendetta, chiedessero giustizia a Dio, ricevessero una veste bianca, dialogassero con il Signore ed attendessero con pazienza la fine della prova dei loro fratelli);

 

 

 

PREGHIERA ED EQUILIBRIO

 

Nei secoli passati, nei confronti della preghiera l’atteggiamento di molti credenti non è stato, purtroppo, sempre equilibrato. Di fatto, tuttora, convivono, anche all’interno della Chiesa cattolica, posizioni magiche e fideistiche (che vedono nella preghiera la via maestra per forzare la mano a Dio, per ottenere continui miracoli, per sovvertire il mondo e la realtà) con atteggiamenti razionalisti ed intimisti (secondo cui la Divinità non ascolterebbe quasi mai le suppliche degli uomini, raramente difenderebbe gli oppressi, si interesserebbe limitatamente alla realtà ed alle sofferenze degli uomini, limitandosi a dispensare quantità, peraltro limitate, di forza, coraggio, saggezza e Spirito Santo ai suoi fedeli). Purtroppo i due atteggiamenti estremi sono spesso legati anche a concezioni radicali della missione salvifica della Chiesa. Da un lato, alcuni vorrebbero una Chiesa politicizzata, gloriosa e trionfante già qui sulla terra, poco disposta a soffrire ma molto propensa a far soffrire innocenti, peccatori, infedeli ed eretici, mentre dall’altro lato molti desidererebbero una Chiesa esaltatrice della rinuncia, del dolore, della sofferenza, della persecuzione e della “croce a tutti i costi”. Evidentemente, in Cristo, croce e resurrezione, sofferenza e gloria, umiliazione ed esaltazione sono indissolubilmente legate. Anche per il cristiano sono pertanto possibili gioie e sofferenze, sconfitte e vittorie, martirii e trionfi: sicuramente utopistica è l’opinione che il cristianesimo metta i credenti al riparo dalle prove della vita (Salmo 34,20), ma certamente blasfema è la convinzione che Dio non si prenda cura di noi (Salmo 55,22; Salmo 65,2; Salmo 84,11-12; 1 Corinzi 10,13; 1 Pietro 5,7; 2 Pietro 2,9).

 

La verità più profonda ed equilibrata contenuta nella croce e nella partecipazione del cristiano alle sofferenze di Cristo per l'annuncio del Regno di Dio (Luca 8,1; Luca 9,2; Luca 9,11; Luca 12,31; Atti 1,3; Atti 8,12; Atti 19,8; Atti 28,31) e per la costruzione della Chiesa (Colossesi 1,24) sembra comunque risiedere, più che in posizioni estreme e poco equilibrate, nell’umile quotidianità (Matteo 10,38), cioè nella progressiva crocifissione delle opere morte della carne (Galati 5,18-21) e nella contemporanea graduale crescita dell’uomo nuovo (Efesini 4-5) e dei suoi frutti nello Spirito Santo (Galati 5,22-29). Il mistero della sofferenza, a questo punto, potrebbe perdere larga parte di quel carattere casuale e stocastico oggi tanto spesso invocato e sbandierato: la missione della Chiesa e dei credenti sarebbe non tanto quella di indicare colpevoli ed innocenti, misteri ed enigmi, dubbi ed interrogativi ma piuttosto quella di riflettere e di far riflettere sulla possibilità che molti mali che oggi affliggono l’umanità non siano solo frutto della malvagità e della stoltezza ma anche dell’incapacità di crescere e di portare frutti di salvezza. Non è forse un caso che, nel Vangelo di Luca, la parabola del fico sterile (Luca 13, 6-9) segua immediatamente gli inviti alla conversione, dopo gli inspiegabili massacri di Pilato e l’incomprensibile caduta della torre di Siloe sui giudei innocenti (Luca 13,1-5).

 

 

 

PREGHIERA E FIDUCIA IN DIO ..... NELLA TERRA DEI VIVENTI

 

Salmi 5,12 Tu, o SIGNORE, benedirai il giusto; come scudo lo circonderai con il tuo favore.

 

Salmi 10,17-18 O SIGNORE, tu esaudisci il desiderio degli umili; tu fortifichi il cuor loro, porgi il tuo orecchio per render giustizia all'orfano e all'oppresso, affinché l'uomo, che è fatto di terra, cessi d'incutere spavento.

 

Salmi 25,10 Tutti i sentieri del SIGNORE sono benignità e verità per quelli che osservano il suo patto e le sue testimonianze.

 

Salmi 27,13 Sono certo di contemplare la bontà del SIGNORE nella terra dei viventi.

 

Salmi 33,18-19 Ecco, l'occhio del SIGNORE è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benevolenza, per liberarli dalla morte e conservarli in vita in tempo di fame.

 

Salmi 34,15-16 Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido. Il volto del SIGNORE è contro quelli che fanno il male per cancellar dalla terra il loro ricordo.

 

Salmi 37,3-4 Confida nel SIGNORE e fa' il bene. abita il paese e pratica la fedeltà. Trova la tua gioia nel SIGNORE, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore.

 

Salmi 55,22 Getta sul SIGNORE il tuo affanno, ed egli ti sosterrà. egli non permetterà mai che il giusto vacilli.

 

Salmi 65,2 A te, che esaudisci la preghiera, verrà ogni creatura.

 

Salmi 84,11 Perché Dio, il SIGNORE, è sole e scudo. il SIGNORE concederà grazia e gloria. Egli non rifiuterà di far del bene a quelli che camminano nell'integrità.

 

Salmi 84,12 O SIGNORE degli eserciti, beato l'uomo che confida in te!

 

Salmi 125,3 Lo scettro dell'empio non rimarrà per sempre sull'eredità dei giusti, affinché i giusti non tendano le loro mani verso il male.

 

Salmi 145,18 Il SIGNORE è vicino a tutti quelli che lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero.

 

Salmi 145,19 Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido, e li salva.

 

Salmi 145,20 Il SIGNORE protegge tutti quelli che l'amano, ma distruggerà tutti gli empi.

 

Proverbi 3,34 Dei beffardi egli si fa beffe ma agli umili concede la grazia.

 

Proverbi 2,7 Egli tiene in serbo per gli uomini retti un aiuto potente, uno scudo per quelli che camminano nell'integrità.

 

Proverbi 15,29 Il SIGNORE è lontano dagli empi, ma ascolta la preghiera dei giusti.

 

Siracide 35,17 La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta.

 

Isaia 1,15 Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi. anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto. le vostre mani sono piene di sangue.

 

Isaia 59,1-2 Ecco, la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto.

 

Michea 3,4 Allora grideranno al SIGNORE, ma egli non risponderà loro; in quei giorni, egli nasconderà loro la sua faccia, perché le loro azioni sono state malvagie.

 

Luca 18,14 Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato

 

Giovanni 9,31 Si sa che Dio non esaudisce i peccatori. ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce.

 

Giovanni 16,23 In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

 

1Corinzi 10,13 Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana. però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze. ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare.

 

1Pietro 3,12 perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro preghiere. ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male.

 

1Pietro 5,5 Così anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili.

 

1Pietro 5,6-7 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.

 

2Pietro 2,9 Il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per la punizione nel giorno del giudizio.

 

Giacomo 4,2 Voi bramate e non avete. Voi uccidete e invidiate e non potete ottenere. Voi litigate e fate la guerra. Non avete, perché non domandate. Chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri.

 

Giacomo 4,6 Anzi, egli ci accorda una grazia maggiore. perciò la Scrittura dice, «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili».

 

1Giovanni 5,14 Questa è la fiducia che abbiamo in lui, che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce.