4.1 Considerazioni geofisiche
Il lavoro descritto in questa tesi è stato realizzato in buona parte presso l’Istituto Nazionale di Geofisica. Una parte di esso, precisamente il rivelatore fine, può avere delle applicazioni nella strumentazione geofisica ed il lavoro è stato condotto tenendo presente le esigenze di questa seconda potenziale utenza.
Esiste una parte della geofisica che si occupa dello studio del movimento del suolo; i movimenti veloci sono il campo di indagine della sismologia, i movimenti più lenti della geodesia.
Entrambi questi campi di indagine sono stati caratterizzati, a partire dagli albori fino ai nostri giorni, da sistemi a leva ottica con registrazione su carta fotografica. Naturalmente i rivelatori di posizione si sono evoluti con la strumentazione e quella che era stata la regola diventa adesso una eccezione; tuttavia alcuni strumenti particolari pretendono ancora un sistema di rivelazione a leva ottica, ed il sistema oggetto di questa tesi si presta benissimo a sostituire il rivelatore a carta fotografica con un pratico sistema di registrazione digitale.
Home | Precedente | Successivo