Escursioni nel delta del Po


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mare e laguna

Il mare

Il mare, le spiagge gli scanni: zone incontaminate ed uniche dove la brezza del mare, il rumore delle onde, il fruscio delle canne e il melodioso canto degli uccelli ne fanno da sovrani.
Sterminati cordoni e dune di sabbia che si perdono a vista d'occhio dove le uniche impronte sono le increspature sulla sabbia lasciate dal vento e le orme degli uccelli che in colonie passano la notte formando dormitori.
Gli scanni, formati da sabbie fini, sono costellati da una miriade di svariate conchiglie che il mare continuamente deposita sulla battigia.
Zone molto fragili dove bisogna scendere in punta di piedi nel rispetto della flora e della fauna. In questi siti, scelti prima di noi dall'avifauna migratoria, vengono a riprodursi specie come: fraticelli, beccacce di mare, fratini, avocette, sterne e gabbiani.
Passeggiando lungo il bagnasciuga e facile trovare tronchi e radici trasportati dal Po fino alla foce con le piene; queste sono vere opere d'arte levigate dal mare.
Tuffarsi in quet'ambiente è come perdersi nell'infinito.


La laguna
Nell'estremo Delta, dove si abbraccia il fiume con il mare,prendono forma: lagune, sacche, spiagge, scanni, buse, barene e bonelli. Queste zone , essendo quasi inaccessibili all'uomo, mantengono quasi intatte le loro peculiarità naturalistiche e di biodiversità. Unico mezzo per addentrarsi è la barca e un buon senso dell'orientamento. Questo è il mio habitat, visto che gran parte della giornata la trascorro tra questi ambienti sia esercitando il mio mestiere di pescatore che guida naturalistica.
Per chi come me è nato in laguna, col passare del tempo e l'esperienza, ti accorgi che non devi mai dare nulla per scontato; quest'ambiente ti meraviglia e stupisce continuamente.
La Sacca degli Scardovari è la più grande laguna del Delta (3200 ha) ed è una sorta di bacino costiero di acqua salmastra e bassi fondali con caratteristiche fisiche e morfologiche idonee per la molluschicoltura e venericoltura, mentre l'itticoltura si esercita per lo più nelle valli da pesca.
La laguna è separata dal mare da cordoni di sabbia litoranei, gli scanni, interrotti da bocche di accesso per il ricircolo delle acque con il cambio delle maree. Queste lingue di sabbia traggono origine dagli accumuli di materiale inerte trasportato dalle correnti marine in prossimità delle foci dei rami fluviali. La loro morfologia muta continuamente tanto da definirsi "l'isola che non c'è".
Qui vivono in simbiosi specie ittiche eurialine come: gò, latterini, l'anguilla, il branzino o spigola, cefali, passere, sogliole, seppie, gamberetti, schille, masenete e moleche. Le acque della laguna ospitano un vasto strato di zostera, erba marina con foglie lunghe e sottili a forma di nastro, oltre ad un alga comune denominata Ulva o lattuga di mare, che nel periodo estivo prolifera in gran quantità assieme all'alga rossa (agar-agar) e la ruppia.
Sugli scanni crescono le prime piante pioniere, che con il loro apparato radicale vanno a compattare le sabbie delle prime dune embrionali. Tali piante hanno caratteristiche uniche perché riescono a tollerare la sabbia (psammofile) e l'elevato grado di salinità (alofile) come la ruchetta di mare, lo sparto pungente, la gramigna delle spiagge, la nappola italiana, il convolvolo, l'eringio di mare, il finocchio di litorale, l'enula bacicci, la salsola kali, il limonio di mare e nel periodo tardo estivo le salicornie tappezzano di un rosso porpora le barene.
Tutto questo coronato dall'avifauna nidificante-estivante, svernante di passo e stanziale.

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