Malattie dell'Orecchio e dell'Occhio del Cane
Otite esterna
Le cause più comuni dell'Otite sono rappresentate da traumi, grosse quantità di cerume, umidità, corpi estranei (semi di piante), neoformazioni tumorali, batteri.
Il cane colpito da otite esterna presenta dei segni tipici e indicativi, tiene l'orecchio abbassato, scuote di continuo la testa che mantiene inclinata dal lato malato, può strofinare l'orecchio e grattarlo causando la formazione di un ematoma (otoematoma) del padiglione auricolare.
L'orecchio esterno è dolente, arrossato e presenta una eccessiva secrezione di cerume che tende a fuoriuscire dall'orecchio e può occludere completamente il meato. L'aspetto del cerume è bruno nerastro se determinato da Stafilococchi, giallo nerastro quando è causato da Pseudomonas. La diagnosi si basa sull'esame accurato del meato uditivo esterno mediante l'otoscopia, che ci permette di identificare l'eventuale presenza di corpi estranei o di acari. Un esame colturale del cerume associato ad un antibiogramma consente al veterinario di fare una diagnosi e una terapia corretta.
Il primo approccio terapeutico nel caso si tratti di otite batterica, consiste nel pulire dai detriti e dall'essudato infiammatorio il meato uditivo con irrigazioni tiepide di soluzione fisiologica e sostanze germicide. A ciò si associa una terapia sistemica a base di anti-infiammatori e antibiotici da iniziare immediatamente e proseguire per circa una settimana.
Se non si è eseguito un antibiogramma, ma si è adottata una terapia antibiotica ad ampio spettro, il cane dovrà essere controllato prima di una settimana , eventualmente si potrà cambiare antibiotico se il primo non risultasse efficace.
Il controllo settimanale è importante per escludere che la patologia cronicizzi, rendendo inevitabile l'intervento chirurgico.
Le otiti micotiche sono determinate da Pityrosporum canis Monilia, Malassezia, candida albicans, questi agenti invadono il meato specialmente nelle orecchie con infezioni batteriche. Il trattamento consiste nell'areare l'orecchio, magari fissando le orecchie sopra la testa. Unguenti fungicidi devono essere utilizzati per controllare questo tipo di otiti.
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Malattie Parassitarie del Cane
Filariosi
Malattia cardio-polmonare del cane e del gatto con interessamento cutaneo.
Con il ritorno del caldo ecco riappare il problema zanzare e con loro lo spettro della filaria.
Che cos'è la filaria e che danni comporta per il nostro amico a quattro zampe?
La filariosi cardiopolmonare è una malattia grave provocata da un verme parassita, la Dirofilaria immitis, trasmessa dalla puntura di zanzare infette.
Le zanzare si infettano succhiando sangue da cani infetti e, tramite la puntura a cani sani, trasmettono le microfilarie.
Le microfilarie una volta raggiunto il torrente sanguigno crescono e i vermi adulti si localizzano nell'arteria polmonare e nell'atrio destro del cuore. La localizzazione cardiopolmonare avviene 4-5 mesi dopo la puntura della zanzara.
Il proprietario si accorge che il cane si affatica e si stanca facilmente e può presentare tosse e difficoltà respiratoria.
L'esame del sangue, eseguito dal veterinario, serve per confermare il sospetto diagnostico. La terapia per questa malattia è molto costosa e molto rischiosa e la maggior parte delle volte si rischia di perdere l'animale.
La parte del leone la svolge la prevenzione. Con una corretta profilassi possiamo essere sicuri che i nostri amici pelosi non prenderanno la malattia.
Come si svolge la prevenzione?
Basterà portare il cane dal veterinario e chiedergli di eseguire il test per la filaria. Il test è molto semplice, bastano poche gocce di sangue, ed entro pochi minuti avrete il responso.
Se il soggetto è negativo, il collega vi prescriverà un prodotto da somministrare una volta al mese, solitamente sotto forma di compresse, per tutto il periodo estivo (al nord Italia da aprile/maggio fino a ottobre/novembre).
Con questi accorgimenti potrete stare sicuri che il vostro amato cane non prenderà la filaria e vi regalerà lunghi anni di amore e soddisfazioni.
a cura di: Dr. Edmondo Vatta
Parassiti esterni :(pulci, pidocchi, zecche)
Succhiano il sangue e provocano danni locali con irritazione e prurito. Possono trasmettere anche malattie.
Parassiti interni:
le più comuni parassitosi del cucciolo sono quelle dovute a vermi rotondi (nematodi) intestinali (ascaridi), da cui i cuccioli sono quasi sempre colpiti.
Parassitosi intestinale
Le verminosi del cane sono imputabili a numerosi tipi di parassiti: li suddivideremo in due categorie, a ciclo diretto, che passano cioè direttamente da animale ad animale, e a ciclo indiretto, quando prima di infestare nuovamente il cane avviene un passaggio su un cosiddetto ospite intermedio (coniglio, pecora, pulce ecc.) su cui compiono una parte
del loro ciclo vitale.Tra i più diffusi si annoverano gli ascaridi che sono grossi vermi bianchi che vivono nell'intestino tenue.Esistono due vie di infestazione: una è rappresentata dall'uovo del parassita che si trova nel terreno, l'altra dalla larva migrante attraverso la cute.
Parassiti a ciclo indiretto
Tra i vermi detti piatti si annoverano le tenie. Va premesso che non si trasmettono direttamente da cane a cane, poichè possiedono un ciclo indiretto passando attraverso un ospite intermedio. Il parassita adulto vive nell'intestino del Cane ed emette delle proglottidi (segmenti ben visibili nelle feci) che contengono delle uova. Se queste sono ingerite dall'ospite si sviluppano su di esso, diventano larve e a questo punto possono infestare il cane. I cani sono infestati principalmente dalle tenie pisiforme,cucumerina ed eccezionalmente dall'echinococco.Mentre per le prime due il ciclo è rappresentato rispettiva mente da coniglio-cane e da pulce-cane, per I'echinocco si realizza attraverso I'ingestione di carni bovine e ovine infestate. Anche l'uomo può essere colpito da echinococcosi con gravi conseguenze.La prevenzione delle teniasi può essere attuata evitando di somministrare al cane viscere di coniglio o lepre (tenia pisiforme),disinfestandolo periodicamente dalle pulci (tenia cucumerina), utilizzando carni cotte (tenia echinococco).A proposito di questultima, stante la sua pericolosità per l'uomo, sarà opportuno, nelle zone infette, anche una profilassi diretta sull'animale con la periodica somministrazione di farmaci.
Parassiti a ciclo diretto
L'uovo ha un guscio resistente che gli consente di sopravvivere per anni; inoltre aderisce, perché appiccicoso, al pelo e alle zampe del cane che 10 assume leccandosi.Le larve che nascono dalle uova ingerite migrano attraverso i tessuti e come tali rimangono così somatizzate.Se una femmina infestata è gravida, le larve migranti raggiungono il cucciolo per via placentare alla quarta settimana di gravidanza.
Dopo la nascita gli ascaridi maturano nell'intesti no del neonato e successivamente iniziano a deporre le uova .Poiché non tutte le larve migrano da una cagna, questa può infettare cucciolate successive con la stessa modalità Finche dispone di larve infestanti.Alcune di esse migrano attraverso le ghiandole mammarie e di qui infestano nuovamente i cuccioli che vengono allattati. I vermi sono innocui se si trovano in numero limitato, ma infestazioni numerose producono effetti generali notevoli quali diarrea, addome gonfio, inappetenza. È abbastanza facile eliminare i parassiti dalI'intestino del cane mentre è ancora impossibile distruggere le larve somatizzate; per questa ragione una cagna potrà trasmettere ascaridi ai propri cuccioli anche se I'esame delle feci risulta negativo.Esistono dei parassiti molto più pericolosi questi e cioè gli ancilostomi e le uncinarie Piccoli e brevi, possiedono dei denticoli coi quali tranciano i villi intestinali per nutrirsi ( del sangue dell'ospite, portando a morte talvolta intere cucciolate a causa della notevole anemizzazione e delle emorragie prodotte nei soggetti colpiti.L'infestazione da tricocefali avviene per via orale e i soggetti adulti vivono nel cieco e nel colon. In caso di massicce infestazioni si manifestano gravi disturbi intestinali con diarrea emorragica, anemia, apatia, dimagrimento nonché scarso rendimento nei cani da caccia e da lavoro. La razza più sensibile a questa parassitosi è I'epagneul breton e non sono infrequenti decessi provocati da infestazioni massicce.
Per la prevenzione delle infestazioni da parassiti a ciclo diretto è essenziale I'igiene ambientale poichè l'animale assume le uova disseminate con le feci.Uno dei mezzi più efficaci per distruggerle è il calore. L'impiego di lanciafiamme è indicato sui pavimenti di cemento o di mattone, sul terreno è poco efficace. Per i cani che vivono in parchi, giardini o appartamenti si consiglia un esame periodico delle feci (due-tre volte l'anno) in modo da poter intervenire prima che la parassitosi provochi seri danni.
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Parassiti intestinali
Ascaridi
Sono i parassiti intestinali che maggiormente colpiscono i cani. Vivono nell'intestino privando l'animale di nutrimento e dando luogo a coliche, vomito e diarrea. Possono essere osservati nelle feci (vermi biancastri lunghi in media da 5 a 10 centimetri a forma di spaghetto rotondi) che ne rappresentano il veicolo di trasmissione: le uova ingerite raggiungono l'intestino e passando nel fegato; da qui, per via circolatoria, raggiungono i polmoni e la faringe ritornando, da vermi adulti, nell'intestino. E' molto importante "sverminare" il cane il prima possibile e sottoporlo poi a periodici controlli delle feci, nonché raccogliere e distruggere queste ultime onde evitare la trasmissione all'uomo e ad altri animali.
Ancilostomi
Parassiti intestinali filiformi, bianco-rossastri , più piccoli degli ascaridi, succhiatori di sangue che causano anemie. I sintomi sono: vomito, nausea, dolori addominali, diarrea (questa può essere nerastra per la presenza di sangue digerito). Le larve, che nascono da uova eliminate tramite le feci, possono essere ingerite o penetrare attraverso la pelle dell'addome e dei cuscinetti plantari. Anche in questo caso è bene sverminare l'animale da cucciolo ed effettuare controlli periodici; distruggere le feci appena evacuate costituisce inoltre un sistema per evitare la trasmissione.
Tenie
Parassiti intestinali conosciute come "verme solitario", di colore rosa-biancastro, piatte, con lunghezza da pochi centimetri a 1-2 metri. Vivono sulla superficie dell'intestino liberando le proglottidi (frammenti del verme che contengono le uova) tramite le feci che si presentano come chicchi di riso. La tenia che più frequentemente colpisce il cane è la "Diphylidium Caninum" che ha nella pulce il suo vettore intermedio. I sintomi, talora siano visibili, sono : appetito smisurato e dimagrimento; disappetenza, nausea, dolori addominali, diarrea. L'animale colpito tende a sfregare l'ano per terra, a leccarsi, a girarsi di scatto. La diagnosi viene emessa dopo un esame delle feci.
Tricocefali
Parassiti intestinali lunghi dai 4 ai 7 centimetri filiformi, difficili da vedere nelle feci, che si insediano nell'intestino cieco e nel colon cibandosi di sangue. Le uova, eliminate tramite le feci, possono essere attive per periodi molto lunghi. Le larve possono subito reinfestare l'animale irritando ed infiammando il lume intestinale, causando diarrea mucosa mista a sangue. Anche in questo caso è consigliato un controllo periodico delle feci dal medico veterinario nonché la distruzione immediata di queste.
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Malattie della pelle di origine parassitaria
Pulci
Sono insetti succhiatori di sangue che vivono sull'animale. Possono vivere dai 6 agli 8 mesi depositando, le femmine, alcune centinaia di uova, non sull'animale ma nell'ambiente. La loro presenza, anche se la permanenza sull'animale è di 4-5 ore al giorno, è caratterizzata dagli escrementi simili a granelli di sabbia, situati alla base del pelo sulla testa, sul collo e sul dorso dell'animale. Il soggetto tende a d essere nervoso, si morde, si gratta. La saliva della pulce può causare allergia con sintomi tipici a quelli dell'orticaria : il pelo inizia così a cadere e compaiono croste sul dorso, sulla schiena e alla base della coda. L'azione per debellarle deve essere duplice:
a) verso l'animale: con bagni, spugnature, shampoo, spray, gocce, compresse etc;
b) verso l'ambiente: con disinfezione dei luoghi dove l'animale vive (cuccia, poltrone) nonché
tappeti, zerbini, pattumiere ,etc.
Pidocchi
Parassiti succhiatori di sangue, biancastri, che si nutrono di detriti e materiali vari che si trovano sulla cute dell'animale. Non possono attaccare l'uomo. Misurano circa 1-2 millimetri e producono uova che aderiscono l pelo dell'animale, il quale presenta prurito, untuosità del pelo, crosticine sulla pelle.
Zecche
Parassiti succhiatori di sangue esistenti in diverse specie. Si localizzano soprattutto sulla testa (fronte, orecchie, labbra, palpebre), sul collo e negli spazi interdigitali. Principalmente si trovano due tipi di zecche: il primo e rappresentato da parassiti che compaiono dai mesi primaverili a quelli estivi con maschi di colore rosso-marrone scuro, lunghi 2-3 millimetri con corpo piatto e 8 piccole zampe mentre le femmine sono più grandi (4-10 millimetri), grigiastre.
Il secondo tipo, mene frequente, con parassiti molto piccoli (1-2 millimetri al massimo), di colore violaceo.
Ogni femmina può deporre da 3000 a 5000 uova che dopo l'incubazione si trasformano in larve che possono svilupparsi solo su un ospite intermedio: dopo un pasto di sangue, che va di 3 ai 6 giorni, la larva cade e diventa una ninfa octopode. Un altro ospite intermedio è necessario perché si trasformi in adulto sessuato dove avverrà anche l'accoppiamento.
Per staccare le zecche dal corpo dell'animale bisogna prima anestetizzarle con un batufolo di cotone imbevuto di alcool per alcuni secondi, quindi con una pinzetta estrarla girandola in senso antiorario. Quando estratta è opportuno bruciarla subito, non schiacciarla per terra perché questo consentirebbe alla zecca di continuare il suo ciclo naturale.
La profilassi sanitaria necessita di un'azione antiparassitaria sull'animale (spray, polveri, bagni antiparassitari, ecc.) e nei luoghi contaminati.
La zecca trasmette diverse malattie tra le quali: la Babesiosi o Piroplasmosi, malattia del sangue dovuta alla "Babesia Canis", protozoo parassita dei globuli rossi che li distrugge per moltiplicarsi, causando anemie , in alcuni casi, porta alla morte. I sintomi della malattia sono caratterizzati anche da difficoltà nella coagulazione, insufficienza renale e turbe nervose, nonché grande spossatezza, febbre, urine scure, turbe visive.
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Malattie dell'Apparato Respiratorio del Cane
L'apparato respiratorio del cane presenta una caratteristica singolare.
Il cane possiede sul corpo poche ghiandole sudoripare, che normalmente eliminano acqua e sali, per cui il fenomeno traspiratorio cutaneo è irrilevante. Si verifica perciò un'eliminazione di compenso attraverso la via respiratoria. Le variazioni termiche ambientali, le condizioni di umidità i fatti emotivi condizionano in maniera sensibile il ritmo e la frequenza degli atti respiratori . È molto comune vedere d'estate cani che con la lingua pendula respirano a mantice lasciando cadere al suolo gocce di saliva. Questo meccanismo serve a mantenere costante la temperatura interna dell'organismo.Se il cane viene lasciato in un'automobile completamente chiusa, I'appannamento dei vetri del veicolo si verifica in pochi minuti per la gran massa di vapore che viene eliminata dall'animale. In estate lasciare un cane con il veicolo al sole e i finestrini chiusi vuoi dire esporre l'animale al colpo di calore. Accade spesso che le affezioni dell'apparato polmonare si manifestino o coesistano con affezioni dell'apparato cardiocircolatorio.
Non sempre la tosse è di origine polmonare e nei cani anziani, ad esempio, è collegata spesso ad alterazioni funzionali del cuore.Le affezioni più comuni riguardano le prime vie respiratorie, laringiti e tracheiti, cui fanno seguito bronchiti e broncopolmoniti. I componenti essenziali nella genesi di queste affezioni sono l'esposizione al freddo, alle correnti d'aria, specie per cani non abituati a vive!e all'aperto. Il fenomeno è dovuto alla virulenza di germi saprofiti o al contagio ad opera di altri cani, come nel caso della cosiddetta tosse dei canili, simile alla pertosse dei bambini per il suo carattere insistente e stizzoso. Altre volte la tosse è accompagnata da alterazioni del ritmo respiratorio a causa di neoplasie.
Esistono attualmente mezzi diagnostici, come esami del sangue, radiografie, esami colturali dei secreti, che permettono al veterinario di curare meglio certe affezioni e di emettere con maggiore certezza una prognosi.
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Malattie Pelle del Cane
Rogna
La rogna o scabbia, è una dermatite pruriginosa di tipo papulo-crostosa, determinata da un acaro "Sarcoptes-Scabiei, var. Canis". La rogna sarcoptica è molto contagiosa e può infestare cane, gatto, coniglio e volpe. Viene trasmessa per contatto diretto e occasionalmente può provocare delle lesioni cutanee anche nell'uomo che vive a contatto diretto con animali ammalati.
L'acaro adulto, invisibile ad occhio nudo, ha una forma rotondeggiante ed è munito di quattro paia di arti. Il ciclo vitale ha quattro stadi: uovo - larva - ninfa - adulto e lo compie in 15 - 21 giorni interamente sull'ospite deponendo le uova in gallerie scavate nella pelle dalle femmine gravide; solo le ninfe e l'adulto hanno quattro paia d'arti mentre le larve ne hanno tre. La rogna è trasmissibile per contatto diretto e le lesioni sono visibili dopo 2 - 6 settimane dall'infestazione e dipendono dal numero di acari presenti sulla pelle, dalla regione del corpo colpita e dalla sensibilità cutanea dell'ospite. Il parassita adulto vive 4 settimane circa. I segni clinici sono rappresentati da un prurito intenso; gli animali si grattano, si mordono, sfregano la parte colpita al punto di provocare delle autolesioni sulle quali si possono verificare delle infezioni secondarie batteriche. Le regioni anatomiche più colpite sono: l'addome, lo sterno, il muso, i padiglioni auricolari, la base della coda e i gomiti.
Queste regioni presentano delle eruzioni cutanee eritematose, quindi papule, dalle quali si distaccano delle croste. Le lesioni croniche sono caratterizzate da una alopecia estesa. La diagnosi si ottiene eseguendo dei raschiati cutanei superficiali nelle aree dove si riscontrano le papule eritematose asportando con la lama del bisturi in modo energico le croste. Queste vengono trasferite dalla lama su un vetrino aggiungendo un paio di gocce di KOH al 18%, quindi si esegue un esame microscopico a basso ingrandimento (40x). A volte gli acari adulti non si vedono. E' comunque sufficiente rinvenire le grosse uova di forma ovale per emettere diagnosi di scabbia. Gli animali colpiti dovrebbero essere tosati e lavati con prodotti molto specifici.
L'Amitraz è un ectoparassicida per contatto efficace contro tutti gli stadi di larva, l'impiego è controindicato nei soggetti al di sotto dei quattro mesi d'età, durante la gravidanza, nella razza Chihuahua, nel gatto e in tutti i soggetti debilitati. Si consiglia un lavaggio completo ogni sette giorni per almeno tre volte utilizzando cinque ml di prodotto per litro d'acqua (0,25 mgr /ml), fare bagni, non risciacquare, asciugare bene. Il Triclorfon è un antiparassitario per uso esterno che si utilizza sciogliendo 2 gr di prodotto per litro d'acqua (soluzione 0,2%). L'Ivermectina è molto efficace alla dose di 0,3 mg/kg per tre somministrazioni distanziate ogni 15 giorni (P.O. o S.C.), questo farmaco è consigliabile nei cani di razza Collie, pastore delle Shetland. Sarebbe opportuno trattare tutti i cani che vivono con l'animale infestato e i locali in cui soggiornano dal momento che gli acari vivono alcuni giorni lontano dal cane. Questi locali (canili, negozi, toelettature), si possono disinfestare utilizzando esteri solforici (Malathion).
L'uomo colpito dalla scabbia presenta delle lesioni simili a quelle descritte precedentemente, pruriginose, queste si riscontrano sul collo, braccia, ascelle, torace e addome.
La rogna Demodettica (Rogna Rossa) : è causata dall'acaro "Demodex Canis" che colonizza i follicoli del pelo e trasmette alcuni batteri patogeni. Il cane presenta un appetito a volte aumentato, un senso di disagio e nervosismo nonché un arrossamento della pelle sopra i gomiti, nei garretti, sulle labbra, accompagnato da crosticine e pustole. E' una malattia dovuta a difetti immunitari ereditari e, in molti casi, dopo la guarigione possono verificarsi delle ricadute. E' una malattia poco contagiosa sia per l'uomo che per l'animale in buone condizioni di salute.
La Rogna Sarcoptica ( Scabbia ): è una malattia parassitaria molto contagiosa, caratterizzata da forte prurito e croste cosparse su tutto il corpo del cane. E' trasmissibile sia per via diretta, da soggetto ammalato a quello sano, che per via indiretta, da ambiante contaminato. Viene curata abbastanza facilmente ed è consigliabile attuare una massiccia disinfestazione dei luoghi contaminati.
La Rogna Otodettica (Rogna dell'orecchio): l'acaro che la causa è l'"Otodectes Cynotis" che infesta l'interno dell'orecchio e il padiglione auricolare esterno, cibandosi di cellule desquamate e siero. Porta fastidio, prurito e conseguente arrossamento nonché la formazione di cerume nerastro. Si cura tramite specifici prodotti antiparassitari nel canale auricolare.La r
Micosi
Più frequentemente nel gatto che nel cane compaiono affezioni dovute a funghi della pelle, organismi vegetali, localizzati sulla pelle e sul pelo dei cani, trasmissibili all'uomo. Si possono distinguere 3 situazioni:
- forma localizzata: caduta di pelo a forma di chiazze circolari ,sulla testa, sul lato esterno dell'orecchio, sugli arti anteriori, etc. Può presentarsi una desquamazione della pelle.
- Forma diffusa: differente dalla prima per un maggiore coinvolgimento della pelle e del pelo.
- Forma asintomatica: nessun segno clinico ne rivela la presenza. Solo un esame con coltura può diagnosticarla.
Le lesioni sono in genere caratterizzate da aree alopeciche con rottura dei peli e aspetto squamoso. Esami di laboratorio e microscopici confermano il sospetto diagnostico offrendo così l'opportunità di suggerire una terapia locale o generale. I casi di micosi sono sempre più numerosi e richiedono attenzione per la possibilità di contagio alle persone.La prevenzione delle malattie cutanee dovute a parassiti o funghi avviene in due modi: evitando il contatto con soggetti colpiti, curando le condizioni igieniche dell'ambiente e della cute dell'animale.
Tumori della pelle
Esistono numerosi tumori della pelle: verruche, papillomi, lipomi, fibromi, eccetera. Dopo I'asportazione sarebbe consigliabile far praticare lesame istologico per avere la certezza di non trovarsi di fronte a neoplasie maligne che hanno la tendenza a disseminarsi in altre sedi.
Dermatiti
Nel cane sono dovute a infezioni locali provocate da germi o virus.Le più frequenti sono I'acne, le foruncolosi, le ulcere cutanee, le piodermiti , gli ascessi interdigitali e I'intertrigine .
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Malattie dell'Apparato Riproduttivo del Cane
L'incidenza delle malattie è molto meno elevata nei maschi che nelle femmine: infatti e l'apparato genitale femminile che sopporta il maggior onere della funzione riproduttiva.
Le parti più comunemente colpite sono le mammelle e I'utero. A carico delle mammelle rileviamo soprattutto mastiti e tumori; a carico dell'utero infezioni di solito purulente.
Le mastiti sono infiammazioni delle ghiandole mammarie che intervengono durante la lattazione, in seguito a mancata suzione da parte dei cuccioli o a gravidanze immaginarie. Le mammelle colpite appaiono calde e dolenti; alla compressione cola un liquido di colore variabile dal rosso al verdastro a seconda dei germi.
La febbre è elevata e permane sino che le mammelle non si sono svuotate e decongestionate. Le mastiti rendono difficoltoso I'allattamento dei cuccioli e talvolta è necessario ricorrere all'allattamento artificiale.
Ad una certa età sia le cagne che hanno partorito sia le nullipare presentano non infrequentemente tumori mammari benigni, maligni, talvolta misti. I tumori maligni tendono ad aumentare di volume rapidamente, ulcerarsi e soprattutto a dare metastasi agli organi interni. È chiaro che I'asportazione precoce e l'esame istopatologico offrono l'opportunità di emettere la prognosi ed eventualmente iniziare un'opportuna terapia.
L'utero può essere affetto da endometrite o da piometra:
- La endometrite, determinata di solito da un'infezione da parto, comporta continue perdite di materiale purulento che imbratta i genitali esterni e le aree circostanti. È accompagnata da febbre, appetito scarso, notevole aumento della sete.
- La piometra consegue spesso a turbe ovariche e compare nella cagna in genere dal 6° anno in avanti, eccezionalmente anche prima. Dopo una saltuaria perdita di muco purulento e successiva chiusura del collo uterino, si determina una raccolta tale da simulare a volte la gravidanza. Questo materiale purulento provoca un quadro tossico dovuto al riassorbimento nel torrente circolatorio. Compare quindi sete intensa, dimagrimento e, nei casi più gravi, diminuzione e scomparsa dell'appetito. Poiché le terapie mediche non danno risultati degni di considerazione, I'intervento chirurgico resta il rimedio più efficace e risolutivo.
L 'apparato genitale maschile è raramente colpito da affezioni di rilevanza clinica. Da ricordare la malattia detta sarcoma venereo di Stricker, di genesi virale, e quindi trasmissibile da soggetto a soggetto. Rari invece i tumori. Più frequenti i traumi provocati dal coito.
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Malattie Virali del Cane
Cimurro
Grave malattia infettiva causata dal virus "Paramyxovirus" scoperto nel 1905. Può essere contratta a qualsiasi età tramite contagio diretto da un cane ammalato, ma anche dall'ambiente in cui si trovino materiali patologici infetti (saliva, feci, urina, ecc.).
E' una malattia virale molto contagiosa che può colpire tutti i canidi (cani, volpi, lupi). L'agente patogeno è un paramixovirus simile a quello che nell'uomo provoca il morbillo: è termolabile, sensibile alla maggior parte dei disinfettanti ed inoltre muore fuori dall'ospite. L'infezione avviene per via aerea mediante le goccioline emesse dalla bocca e dal naso da animali infetti che possono continuare ad eliminare il virus per parecchi mesi. I primi sintomi sono rappresentati da febbre elevata 40°/ 40,5° per i primi 2/3 giorni.
Successivamente la temperatura si abbassa per aumentare di nuovo per una o due settimane.
Dopodiche compaiono i primi veri segni clinici caratterizzati dalla presenza di un materiale mucopurulento sul canto mediale degli occhi e uno scolo nasale purulento.
i sintomi della malattia possono essere :
- digestivi (vomito, diarrea, stomatite, tonsillite);
- respiratori (tosse, scolo catarrale dalle narici);
- oculari (lacrimazione intensa, congiuntivite purulenta);
- cutanei (pustole, esantemi sotto le ascelle e sul ventre);
- nervosi (convulsioni, paralisi, meningiti, encefaliti, tic
I sintomi nevralgici sono gli ultimi a comparire e consistono in spasmi muscolari a carico degli arti o della faccia, atassia, paresi e paralisi progressiva a partire dal posteriore fino all'anteriore, crisi convulsive con salivazione frequente, masticazione immaginaria, che porta il cane a mordersi le guance e la lingua, movimenti in circolo, incontinenza urinaria e fecale.
Queste manifestazioni possono permanere anche per diverse settimane, a volte con remissione e ricomparsa dei sintomi.
In certi casi si può può avere la guarigione completa.e infezioni batteriche a carico dell'apparato gastroenterico e respiratorio sono sempre una conseguenza della malattia virale. E' bene verificare il sospetto di cimurro in tutti i casi di manifestazioni febbrili che colpiscono i cuccioli e ogni qualvolta si rilevi in questi, mediante un esame coprologico, la presenza di coccidi.
La diagnosi certa si ottiene mediante l'esecuzione di test sierologico oppure con un tampone tonsillare o con un esame citologico da un raschiato vaginale.
Dobbiamo ricordare che il virus viene sempre eliminato dal cane infetto mediante i secreti e gli escreti.
La terapia si basa esclusivamente sulla somministrazione di antibiotici a largo spettro per controllare tutte le infezioni in corso e sul ripristino dell'equilibrio elettrolitico mediante soluzioni endovenose.
I sintomi neurologici devono essere controllati con farmaci che impediscano al cane di autolesionarsi (antispastici e sedativi). La malattia può essere prevenuta con successo mediante un piano vaccinale nei primi mesi di vita del cucciolo per continuare poi annualmente fino ad età avanzata,anche per tutta la vita..
E' buona norma vaccinare la madre nel primo mese di gravidanza per fornire al cucciolo una buona dose di anticorpi materni mediate l'assunzione del colostro nei primi giorni di vita.
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Gastroenterite Virale Canina
E' una malattia altamente contagiosa che colpisce i cani di tutte le età, sebbene l'incidenza maggiore si riscontri nei cuccioli tra la 6a - 26a settimana di età.
L'agente eziologico è un CORONAVIRUS simile a quello che nel gatto determina la Peritonite infettiva e la Panleucopenia. L'infezione avviene mediante l'ingestione di materiale fecale di cani infetti, che possono eliminare il virus con le feci per 2 - 3 settimane circa. Il virus sopravvive nell'ambiente esterno per molto tempo (anche anni), perciò è molto importante eliminare le deiezioni dei cani colpiti da questa malattia.
Dopo l'ingestione il virus si localizza nei tessuti linfatici a livello dei villi intestinali del tenue dopo un periodo di viremia, invadendoli e distruggendo le cellule del loro epitelio. In conseguenza a ciò si avrà una necrosi dei villi, diarrea maleodorante, vomito, disidratazione, squilibrio elettrolitico, febbre e setticemia secondaria. Il periodo d'incubazione varia dalle 24 ore alla settimana e la presenza di feci liquide con sangue e maleodoranti, può rappresentare il primo segno di malattia. Un indice di laboratorio molto importante è la marcata LEUCOPENIA (diminuzione dei globuli bianchi): da 500 a 2000 leucociti. I cani colpiti da questa malattia possono morire oppure ristabilirsi completamente. La diagnosi definitiva si ha con l'isolamento del virus nelle feci (emoagglutinazione fecale) oppure con il ritrovamento delle IgM specifiche nei soggetti che non siano stati vaccinati nelle ultime 3 settimane.
La terapia consiste nel somministrare, mediante fleboclisi, antibiotici che riescono a controllare le infezioni batteriche secondarie e nel reidratare l'animale in maniera intensiva per 3 - 4 giorni onde evitare lo shock elettrolitico che può insorgere in seguito alla diarrea profusa. Durante il trattamento terapeutico i cani ammalati devono essere isolati da altri cani fino ad almeno una settimana dalla guarigione clinica, in quanto il virus è estremamente resistente a quasi tutti i disinfettanti in commercio. Dobbiamo considerare che i cuccioli possono essere vaccinati con vaccini spenti a 6 settimane di vita ottenendo un'efficace risposta anticorporale. Il vaccino va richiamato ogni 2 - 3 settimane fino a 18 settimane di vita. Non esistono vaccini che riescono a dare una copertura antivirale illimitata.
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LEPILESSIA
Lepilessia è una patologia purtroppo molto frequente nella clinica neurologica dei piccoli animali. Una crisi convulsiva è causata da un anomalo contatto tra le cellule del cervello e può essere determinata da alterazioni sia a carico del tessuto nervoso stesso, sia di altri organi quali reni o fegato, da patologie metaboliche (ipoglicemia) o infettive ( virus del cimurro nel cane) e, non ultime, da cause traumatiche (trauma cranico) e neoplastiche (masse tumorali). La crisi vera e propria può essere preceduta da alterazioni del comportamento quali: agitazione, tendenza a nascondersi, miagolii, movimenti in circolo.
Questa fase pre-convulsiva può durare da qualche minuto fino a delle ore; lo stadio successivo (crisi convulsiva) generalmente dura solo qualche minuto e la sintomatologia può essere molto violenta: lanimale ha contrazioni generalizzate, perde coscienza, può perdere involontariamente feci e urine.
Il ritorno alla normalità dopo la crisi è rapido, quasi come se lanimale non si fosse accorto di nulla. Spesso può permanere uno stato di disorientamento nei minuti successivi. Una singola crisi convulsiva, pur rappresentando un evento drammatico per il proprietario, non mette il cane o il gatto a rischio di vita; molto diversamente lo stato di male epilettico (crisi convulsiva che perdura per più di 30 minuti) o le cosidette crisi a grappolo (più di tre crisi nellarco di una giornata o più crisi nell arco di unora) pongono lanimale in stato di assoluta emergenza, richiedendo il tempestivo intervento da parte di un medico veterinario.
È molto importante ricordare di non mettere mai le mani in bocca ad un cane o un gatto in corso di crisi convulsiva, non preoccupandosi, come è opinione comune credere, che il nostro animale soffocherà ingoiando la lingua, poiché questo non è assolutamente vero.
Fondamentale da parte del proprietario è cercare di mantenere la calma, attendendo la fine della crisi. La terapia dellepilessia è primariamente volta alla risoluzione della causa scatenante qualora esistesse (insufficienza renale,epatica,traumi,ecc..) o al controllo delle crisi in caso di epilessia cosiddetta idiopatica o primaria (cioè dovuta ad anomalie probabilmente su base genetica del cervello). In questultimo caso il farmaco di elezione è rappresentato dal fenobarbitale, utilizzato da solo o in associazione al bromuro di potassio, solo ed esclusivamente sotto strettissimo controllo medico.
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Adenovirus
Il responsabile di questa malattia è l' "Adenovirus canino" (CAV 1), un virus che contagia il cane attraverso la via orale quando questo viene a contatto con sostanze infette (escrementi, saliva) e colpendo il fegato (epatite virale); se contratto respirando, il virus porta ad infezione delle prime vie respiratorie (laringo -tracheite virale). La sintomatologia, nel primo caso, si evidenzia nell'astenia, aumento eccessivo della temperatura corporea , vomito, diarrea e spesso ittero. Nel secondo caso il virus causa scolo dalle narici, tosse, arrossamento degli occhi e lacrimazione. Entrambe le forme, se si interviene prontamente, possono essere curate. La forma di prevenzione consigliata è la vaccinazione da ripetersi annualmente.
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Leptospirosi
Si tratta di una malattia infettiva di origine batterica, prodotta da diversi tipi di leptospira, molto diffusa in tutto il mondo. E' trasmissibile direttamente, da animale malato a sano, o indirettamente attraverso l'ingestione di acqua, alimenti o altro materiale contaminato (acqua di torrente, fiumi, canali e fognature). Agenti di diffusione sono soprattutto i roditori (topo nero, topo di fogna e porcospino) che non patiscono tale infezione ed eliminano le leptospire con le urine. Inizialmente i sintomi sono febbre, malessere generale, anoressia, tonsillite e vomito. Nel cane le leptospirosi si manifestano in tre forme cliniche: gastroenterite emorragica, ittero o nefrite. La prima (morbo di Stuggart o tifo canino) è dovuta alla "Leptospira Ictero-Haemorragiae" o alla "Leptospira Canicola"; presenta vomito emorragico, diarrea e insufficienza renale acuta. Anche la forma itterica è data da questo virus e presenta, oltre ai sintomi già descritti, ittero coloro giallo arancio e piccole macchie rosse sulle mucose. La nefrite è causata la "Leptospira Canicola" con forme renali molto gravi. Oltre ad essere molto pericolosa per il cane può essere trasmessa all'uomo (Zoonosi
) la profilassi consiste nella vaccinazione con richiamo annuale, mentre per i cani che sono più esposti degli altri all'infezione, è consigliabile ripetere il richiamo ogni sei mesi.
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Leishmaniosi
Questa malattia è causata da un protozoo, Leishmania Infantum, che penetra nell'organismo animale tramite un moscerino (flebotomo) ed in breve tempo raggiunge i diversi organi interni: il periodo di incubazione può arrivare a due anni. Può presentarsi in due forme:
Acuta: si manifesta con febbre, tremori muscolari e porta alla morte nel giro di pochi giorni. E' comunque una forma rara che colpisce soprattutto i cani giovani.
Cronica: più frequente della prima, interessa solo gli adulti ed associa sintomi che interessano la pelle, le mucose, le ghiandole, gli occhi, le viscere, il sistema nervoso e le articolazioni
I sintomi generali sono dati da prostrazione, dimagrimento, atrofia muscolare e ipertermia. I sintomi che interessano la pelle sono dati da lesioni cutanee, perdita della lucentezza del pelo e caduta di questo in zone localizzate (dita, dorso, coda, gomiti) e intorno agli occhi. A volte il tartufo diventa secco e screpolato e si può anche assistere ad una crescita smisurata delle unghie ( "unghie da grifone") . Si possono notare, inoltre, ulcerazioni alla bocca ed alle mucose respiratorie. Vi possono essere ingrossamenti delle ghiandole linfatiche, nonché dissenteria ed insufficienza renale. E' una malattia trasmissibile all'uomo (non dal cane, ma sempre tramite flebotomo) ma fino ad oggi non esiste un vaccino. La prevenzione in questo caso è basata sulla lotta ai propagatori (vedi prodotti utilizzati contro le zanzare ) e sulla distruzione dell'habitat a loro propizio.
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Rabbia
La rabbia è una malattia virale conosciuta fin dall'antichità, oggetto di studi e ricerche scientifiche (Pasteur nel 1885 applicò il primo trattamento antirabbico). Nel nostro continente è la volpe che funge da principale mezzo propagatore. Il virus della rabbia è un "Rhabdovirus" che si trasmette attraverso il morso di animali rabidici. Il periodo di incubazione va da 15 ai 60 giorni: si moltiplica in un primo tempo nel punto di inoculazione nelle cellule muscolari, poi colonizza l'intero sistema nervoso, risalendo fino ad arrivare al cervello che è la sede definitiva. Nel cane infetto la malattia si presenta in tre fasi: nella prima l'animale si mostra inquieto e come spaventato. Nella seconda (forma furiosa) presenta turbe nervose e può presentarsi una paralisi delle corde vocali con cambiamento dei latrati emessi. Possono presentarsi anche disturbi motori (forma paralitica: Rabbia muta) caratterizzati da paralisi; paralisi della mandibola inferiore ed incapacità di abbaiare; paralisi degli arti ( emiplegia, paraplegia ). L'evoluzione della malattia, qualunque sia la sua forma, va da tre a cinque giorni. E' consigliabile prevenire questa patologia dato che non esiste la possibilità di una terapia valida: la vaccinazione può essere fatta a partire dai 3 mesi nella specie canina ed è necessario rispettare la data per il richiamo annuale. In Italia tale forma di prevenzione è facoltativa, ma diventa obbligatoria in alcuni casi disposti dalla legge e nei concorsi. Qualora il cane avesse morso una persona o un altro animale, deve essere tenuto in osservazione veterinaria per un periodo di 10 giorni dalla data della morsicatura: questo controllo può essere effettuato anche presso il domicilio del proprietario.
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Malattia di Rubarth
E' un'epatite di origine virale (Adenovirus di tipo CAV 1). L'urina rappresenta la principale forma di contaminazione: dopo un'incubazione di 2 o 3 giorni la malattia si manifesta con problemi digestivi (vomito, diarrea). Da 10 a 15 giorni dopo l'infezione possono apparire disturbi agli occhi: la cornea si colora di blu ( edema corneale chiamato "cheratite blu"): questa malattia provoca in oltre gravi lesioni epatiche. Il virus, comunque, può generare manifestazioni cliniche indipendenti del fegato : turbe respiratorie (rino-tracheo-bronchite). Nella forma iperacuta colpisce maggiormente i cuccioli, i quali muoiono nel giro di poche ore senza aver presentato sintomi evidenti. La prevenzione, anche in questo caso, si basa sulla vaccinazione, a partire dai 2 mesi, con richiamo annuale.