CREMONA

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La città di Cremona viene fondata nel 218 a.C., mediante la deduzione di una colonia romana, su un rialzo del terreno adiacente il fiume Po che si suppone essere stato il sito di precedenti insediamenti, con ogni probabilità celtici (il luogo era infatti situato nel territorio dei cenomani). La nuova città dopo avere svolto, assieme a Piacenza un ruolo importante, quale città fortificata, nel corso della seconda guerra punica, ed essere diventata municipio nel 90 a.C., assunse sempre maggiore importanza nel mondo romano, essendo uno dei gangli dei collegamenti viari sia tra il nord ed il sud (zona renana e lazio) sia tra est ed ovest (zona della odierna provenza e province illiriche).
La decadenza della città iniziò con il sacco cui venne assoggetata da parte delle truppe di Vespasiano nel 69 d.C., durante la guerra contro Vitellio per la conquista del trono imperiale.
La città divenne sede vescovile fin dal IV secolo d.C. Successivamente coinvolta nel crollo dell'Impero Romano d'Occidente fece parte del regno gotico di Teodorico, venne in seguito riconquistata dai Bizantini, nel corso della guerra greco-gotica, salvo poi cadere sotto il dominio dei nuovi invasori i Longobardi. Con la conquista del nord-italia operata da Carlo Magno e la costituzione del Sacro Romano Impero, Cremona entrò a fare parte di questa realtà sovranazionale legata al ricordo dell'impero romano ed al ruolo unificante del cristianesimo.
Con la spartizione del regno franco avvenuta tra i figli di Carlo Magno, Cremona venne a fare parte del Regno d'Italia sotto Lotario e ne seguì il destino.
Con Ottone I e la creazione del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica, l'imperatore divenne anche Re dei Romani, sommando nella propria figura anche quella di re d'Italia e portando quindi all'unificazione, in pratica, dei due regni. Nel nord italia comunque, al contrario della Germania ove il potere era nelle mani dei nobili, primeggiavano le realtà legate all'autonomia delle singole comunità locali ossia i Comuni, ciò assieme alla diversa storia dei due paesi ed alle ingerenze papali, contribuì a creare una diversa realtà politica che in buona sostanza impedì, salvo brevi parentesi, un saldo controllo imperiale sulla pianura padana.
Cremona si costituì in libero comune nel 1098 e si mantenne quasi costantemente fedele alla causa imperiale. I cremonesi appoggiarono Federico Barbarossa nell'assedio di Milano e contribuirono efficacemente alle opere di demolizione successive alla resa ambrosiana (1162). Nel 1167 la città entrò a fare parte della Lega Lombarda e contribuì alla sconfitta imperiale di Legnano (1176).
Cremona, riottenuti i privilegi sovrani di cui si era riappropriato Federico I (Roncaglia 1158) aveva quindi rioccupato il suo posto tradizionale tra le città filo-imperiali (ghibelline) del nord-italia (tra le quali possiamo ricordare: Pavia, Verona, Parma e Pisa) ed aveva appoggiato il nipote del Barbarossa, Federico II di Svevia (1194 - 1250).
Nel corso del XIII e XIV secolo i cremonesi combatterono in più occasioni con i vicini comuni di parte guelfa, in primo luogo Milano. In questo periodo vennero anche edificati o quantomeno iniziati i maggiori monumenti artistici della città (duomo, battistero, torrazzo, comune, etc.).
A questo periodo di splendore seguì il declino che portò alla incorporazione della città nel ducato di Milano ad opera di Azzone Visconti (1334).
Cremona da quel momento seguì il destino del milanese per tutto il seguito della storia subendo quindi l'occupazione prima spagnola, quindi austrica (lombardo-veneto) arrivando quindi all'unità d'Italia a seguito della seconda guerra d'indipendenza (1859 - 1860).
Cremona anche se non ebbe più importanza fondamentale a livello politico la ebbe a livello culturale, infatti diede i natali a famosi liutai (Andrea e Niccolò Amati, Antonio Stradivari e Giuseppe Antonio Guarneri) ed a geniali compositori (Claudio Monteverdi e Amilcare Ponchielli).