Percorsi di Fede

HOMEPAGE

 

 

Il Tempo Liturgico di Avvento e Natale

 

Michelangelo Buonarroti - Creazione dell'Uomo - Città del Vaticano: Cappella Sistina

 

L'Avvento è il tempo privilegiato per riflettere sulla venuta storica del Figlio di Dio fatto uomo,

sulla sua venuta liturgica annuale, sulla venuta quotidiana in ogni essere umano

creato ad immagine e somiglianza di Dio e sulla venuta definitiva alla fine della storia del singolo e dell'umanità

La prima Domenica d’Avvento avvia un nuovo anno liturgico (Anno B). Nelle domeniche del tempo ordinario si leggerà il Vangelo secondo Marco. Con le prime comunità cristiane diciamo nella speranza: “Vieni, o Signore Gesù!”; e Lui risponde: «Sì, vengo presto!». Amen (cf. Ap 22,20; 1Cor 16,22: “Maràna thà!” = “Signore, vieni!”)

 

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3 Dicembre: Prima Domenica di Avvento - Anno B

 

Tema: Attendiamo vigilanti la venuta del Signore

 

Letture: Isaia 63,16b-17.19b; 64,2-7; Salmo 80(79),2-3.15-16.18-19; 1 Corinti 1,3-9; Marco 13,33-37

 

Prima Lettura: Isaia 63,16b-17.19b; 64,2-7. Il testo appartiene alla terza parte di Isaia, al periodo di ricostruzione della città di Gerusalemme e del Tempio (Isaia cc. 56-66). La prima parte del brano odierno esprime la preghiera accorata del popolo rivolta al Dio dell'Alleanza perché torni per amore ad abitare in mezzo al suo popolo; la seconda parte è una presa di coscienza dei peccati del popolo ma al tempo stesso della paternità di Dio: "Tu sei nostro Padre... tutti noi siamo opera delle tue mani (64,7)

Salmo Responsoriale: Il Salmo 80(79),2-3.15-16.18-19: preghiera per la rinascita d'Israele. E' un invito al Pastore d'Israele perché venga in aiuto del suo popolo, della vigna da lui piantata e coltivata. L'impegno del popolo è la promessa di fedeltà: "Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome".

Seconda Lettura: 1 Corinti 1,3-9. San Paolo è cosciente della fedeltà di Dio e dei suoi ricchi doni elargiti attraverso la Pasqua del suo Figlio Gesù Cristo che hanno fatto di lui un annunciatore coraggioso della grazia di Dio: "Nessun dono di grazia vi manca...nell'attesa del ritorno del Signore nostro Gesù Cristo (Parusia=venuta definitiva del Figlio di Dio)". Gesù, che agisce specialmente nei sacramenti, può renderci saldi sino alla fine (3,8): Egli è con noi sino alla fine di tutte le  cose

Il Vangelo: Marco 13,33-37. E' l'ultima parte del discorso sulla fine della vita e del mondo (capitolo 13; fine Vangelo 16,1-20). Gesù esorta alla vigilanza, attiva nel compiere il bene verso tutti, perché l'amore verso Dio e verso il prossimo sia manifestato in tutte le opere compiute da chiunque crede nel ritorno glorioso del Figlio dell'uomo (Daniele 7,13-14)

 

Venerdì 8 Dicembre 2017

Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

 

Tema: Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te

 

Letture: Genesi 3,9-15.20; Salmo 98(97),1-4; Efesini 1,3-6.11-12; Luca 1,26-38

 

Prima Lettura: Genesi 3,9-15.20. Un richiamo esplicito al peccato originale che ha fatto espellere l'umanità dall'Eden e dalla possibilità di accesso all'albero della Vita (=immortalità fisica) e dalla intimità con Dio (=Eden). Sarà il libro dell'Apocalisse a prometterli come dono a chiunque risponde all'Amore di Dio con il servizio verso Dio e il prossimo, grazie alla Pasqua dell'Agnello di Dio, Cristo Gesù. Eva è la madre di tutti i viventi (v. 20) che nascono col peccato originale e necessitano del Sacramento del Battesimo; Maria è la madre della nuova creazione, senza macchia di peccato originale in vista dei meriti del Figlio di Dio che in lei si fa vero uomo per recuperare l'intimità con Dio (=Eden)

Salmo Responsoriale: Il Salmo 98(97),1-4: il giudice della terra. Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio. Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni!

Seconda Lettura: Efesini 1,3-6.11-12. Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo... ed eredi, quale lode della sua gloria

Il Vangelo: Luca 1,26-38. Il brano dell'annunciazione richiama la Festa del 25 Marzo come prima tappa della realizzazione del progetto salvifico sull'egoismo dell'umanità. Maria è invitata a rallegrarsi per la sua elezione ad essere la Madre di Dio nel concepimento verginale del Figlio stesso unigenito di Dio

 

Nota storica: Il fatto che la Beata Vergine Maria sia stata preservata dal peccato originale, per poter essere luogo dell'incarnazione del Figlio di Dio, seconda persona della SS. Trinità, fin dal grembo della madre Anna, fa parte della convinta Tradizione della Chiesa (Concilio di Efeso del 431: Maria madre di Dio) ed ha avuto alcune tappe significative: 1. Sant'Efrem della Siria nel IV secolo (+ 373) ha scritto: «Tu solo (o Gesù) e tua madre siete di una bellezza che supera tutti: perché in te non c’è macchia alcuna e nessun’ombra nella tua madre» (Carmi nisibeni (da Nisibis suo luogo di nascita), 27,8, CSCO 219,76) - 2. Nel medioevo il Beato francescano scozzese Giovanni Duns Scoto (+ 1308-2008: 7° Centenario della morte) - 3. La rivelazione della Madonna nel 1830 a Parigi, Rue Du Bac, allora casa del Noviziato dell'Istituto, a Santa Caterina Labouré, novizia delle Figlie della carità di San Vincenzo De' Paoli e santa Luisa de Marillac, con la Medaglia miracolosa - 4. Il dogma di fede proclamato nel 1854 dal Beato Pio IX (Costituzione Apostolica "Ineffabilis Deus") - 5. La conferma del privilegio concesso alla Beata Vergine Maria, nel 1858 a Lourdes durante la 16a apparizione avvenuta il Giovedì 25 Marzo (Festa dell'Annunciazione) di quell'anno.

Approfondimenti: vedi sul web "La Vergine Maria icona della spiritualità dell'Oriente"; "Duns Scoto e l'Immacolata concezione" di René Laurentin

 

 

10 Dicembre: Seconda Domenica di Avvento - Anno B

 

Tema: Preparate la via del Signore che viene

 

Letture: Isaia 40,1-5.9-11; Salmo 85(84),9-14; 2 Pietro 3,8-14; Marco 1,1-8

 

Prima Lettura: Isaia 40,1-5.9-11. I capitoli da 40 a 55 di Isaia descrivono la situazione del periodo di esilio a Babilonia e l'annuncio della prossima liberazione. E' il "Libro della Consolazione" d'Israele che comprende tutti e quattro i Canti del Servo di Jahwè applicati dalla Chiesa primitiva a Gesù stesso al quale fanno riferimento profetico. Sono descritte immagini di umiltà e conversione al Signore (nel deserto preparate la via al Signore, v. 3; il terreno accidentato si trasformi in piano, v. 4). Con il medesimo linguaggio usato in Ezechiele 34 si parla di Dio come di un Pastore che ha cura del suo gregge (immagine sul Pastore ideale ripresa da Gesù nel Vangelo di Giovanni al Capitolo 10)

Salmo Responsoriale: Il Salmo 85(84),9-14: preghiera per la pace e la giustizia. La salvezza è vicina a chiunque teme il Signore. Amore e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia s'affaccerà dal cielo (v. 11s).

Seconda Lettura: 2 Pietro 3,8-14. Il Signore è paziente con tutti poiché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiamo modo di pentirsi (v. 9). Nell'attesa della fine del tempo presente occorre lavorare in modo che Dio ci trovi in pace, senza peccati, nella santità del comportamento e nelle preghiere, per offrirci Cieli nuovi e terra nuova nei quali abiti stabilmente la giustizia (v. 13; Isaia 65,17; Apocalisse 21,1)

Il Vangelo: Marco 1,1-8. Il Vangelo di Marco inizia con un atto di fede nel Messia, Cristo, Figlio di Dio e ci presenta Giovanni il Battista, voce di uno che grida nel deserto,  che invita a preparare la via al Messia=mutare lo stile di vita egoistico. Egli vuol farsi identificare come l'Elia che doveva venire: infatti è vestito come il profeta Elia (2 Re 1,8: "era un uomo peloso e una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi"; Mc 9,11-13) e manifesta una vita penitenziale esemplare per esprimere il rifiuto del peccato e aprirsi all'amore di Dio e del prossimo. Giovanni è come un leone che domina con la sua voce il deserto (vedi Simbolismo di questo evangelista in Sant'Ireneo di Lione) e invita alla conversione a Dio. E' Lui che viene a salvarci nel suo Figlio diletto (il più forte del Battista, v. 7) mediante un battesimo nello Spirito Santo, frutto della sua Pasqua, quale Agnello di Dio che, solo, può togliere il peccato del mondo (Gv 1,29.36)

 

 

17 Dicembre: Terza Domenica di Avvento - Anno B - Domenica "Gaudete in Domino"

è la Domenica della Gioia anticipata del Santo Natale annunciata dall'antifona d'ingresso e dal Salmo responsoriale:

"Rallegratevi sempre nel Signore" (Filippesi 4,4); "La mia anima esulta nel mio Dio" (Luca 1,46)

 

Tema: Venne un uomo mandato da Dio, il suo nome era Giovanni

 

Letture: Isaia 61,1-2.10-11; Salmo: Luca 1,46-54; 1 Tessalonicesi 5,16-24; Giovanni 1,6-8.19-28

 

Prima Lettura: Isaia 61,1-2.10-11. I capitoli da 56 a 66 di Isaia si riferiscono al periodo del ritorno dall'esilio babilonese e della ricostruzione di Gerusalemme e del suo Tempio. Il brano da considerare riguarda la vocazione di un profeta e i primi due versetti sono letti da Gesù stesso nella Sinagoga di Nazareth all'inizio del suo ministero pubblico (Luca 4,18-19); i versetti 10-11 sono un richiamo al Magnificat della Madre di Gesù durante la visita alla cugina Elisabetta (Luca 1,46s) e della madre di Samuele, Anna, che riconosce il dono del figlio come esaudimento delle sue preghiere (1 Samuele 2,1). Il tutto rimanda al compimento del disegno di liberazione che Dio realizzarà e che ha una dimensione universale: "...così il Signore farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti" (Isaia 61,11)  

Salmo Responsoriale: Il Salmo da Luca 1,46-54 riprende il cantico del Magnificat che esalta l'elezione degli umili e rivela la fragilità dei potenti della terra. Il Signore predilige coloro che lo riconoscono qual è realmente: creatore e redentore di quanti credono in Lui e sanno attendere la Sua infallibile liberazione, poiché "niente è impossibile a Dio" (Luca 1,37)

Seconda Lettura: 1 Tessalonicesi 5,16-24. Nell'attesa del ritorno del Signore Gesù dobbiamo in ogni cosa rendere grazie. Non spegnere lo Spirito né disprezzare le profezie. Vagliare ogni cosa e tenere ciò che è buono. Astenerci da ogni specie di male così che il Dio della pace possa realizzare la nostra santificazione e renderci degni di Lui che è "il Santo" ("Siate Santi perché io sono Santo" Levitico 19,2; Ebrei 12,14; 1 Pietro 1,16) 

Il Vangelo: Giovanni 1,6-8.19-28 Il prologo del quarto Vangelo annuncia il mistero dell'incarnazione del Verbo di Dio e della effusione su chiunque ha fede in Lui, di grazia su grazia. Giovanni il Battista è preannunciato nei vv. 6-8 come "testimone della Luce" che è Gesù stesso ("Io sono la luce del mondo" Giovanni 8,12). Nei versetti 19-28 Giovanni viene interrogato da alcuni sacerdoti e leviti (addetti al Tempio di Gerusalemme) inviati dai capi Giudei. Egli risponde confermando la superiorità del Messia-Cristo (Unto-Consacrato per eccellenza, inviato da Dio stesso a compimento delle profezie dell'Antica Alleanza con il suo popolo) e la necessità di prepararsi alla sua venuta con uno stile di vita "penitenziale" che esprima il rifiuto dell'egoismo e dell'individualismo per aprirsi all'amore di Dio e del prossimo. Soltanto Gesù di Nazareth è il Messia-Cristo; il Profeta e nuovo Mosè (Deuteronomio 18,18). Quell'Elia che deve venire è Giovanni il Battista (Matteo 11,14; 17,12; Siracide 48,10; Malachia 3,1.23-24) 

 

 

24 Dicembre: Quarta Domenica di Avvento - Anno B

 

Tema: L'angelo Gabriele fu mandato da Dio a una Vergine

 

Letture: 2 Samuele 7,1-5.8b-12.14a.16; Salmo 89(88),2-5.27-29; Romani 16,25-27; Luca 1,26-38

 

Prima Lettura: 2 Samuele 7,1-5.8b-12.14a.16 Il profeta Natan, che ha avuto un colloquio con il re Davide circa la necessità di costruire un Tempio stabile a Dio, riceve da Dio stesso un annuncio profetico che si realizzerà con l'arrivo del Messia futuro: "Io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il tuo regno (v. 12)... La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre" (v. 16) 

Salmo Responsoriale: Il Salmo 89(88),2-5.27-29: inno e preghiera al Dio fedele. Esaltazione della fedeltà di Dio specialmente nella discendenza del re Davide che sarà stabilita per sempre. Dio instaura un clima di familiarità attraverso il suo Figlio prediletto che ci consentirà, con la sua Pasqua, di diventare figli di Dio nel suo Figlio. Con Gesù ora possiamo dire a Dio "Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza"

Seconda Lettura: Romani 16,25-27. E' la conclusione della lettera ai Romani che afferma il potere e la superiorità di Dio anche nel manifestare su di noi la sua presenza salvifica e trasformante, capace di renderci fedeli alla sua rivelazione attraverso il Figlio suo, annunciato da tutti i profeti per un Regno eterno. Lui solo infatti è sapiente e per mezzo di Gesù Cristo (=Messia/Unto/Consacrato da Dio stesso) degno di gloria nei secoli dei secoli. Amen

Il Vangelo: Luca 1,26-38 Il testo dell'Annunciazione all'Immacolata Vergine Maria trasmette 5 verità fondamentali: 1. Il progetto dell'Incarnazione del Figlio Dio annunciato dall'Angelo Gabriele 2. L'invito alla gioia per l'annuncio straordinario e di portata universale: "Rallegrati (greco: chàire), o piena di Grazia (greco: kecharitoméne=privilegiata/favorita)"; Egli "sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo" 3. La necessità per Maria di essere stata preservata dal peccato originale, in vista dei meriti del suo Figlio, per concepire "il Santo" (Vedi sopra: NOTA STORICA DELL'IMMACOLATA) 4. La sua realtà conseguente di essere Madre del Figlio di Dio e quindi di Dio stesso 5. Il suo consenso personale che ha favorito il concepimento per opera dello Spirito Santo.

 

Il Tempo Liturgico di Natale

 

24-25 Dicembre 2017

 

 Solennità "Natale del Signore"

 

Oggi il Figlio di Dio s'è fatto uomo !

 

 

 

   Viaggio in Israele: http://www.easyviaggio.com/israele/betlemme-1824  

La situazione storica di Betlemme dal secolo XVI in poi - La custodia

    La stella ben visibile: "HIC DE VIRGINE MARIA IESUS CHRISTUS NATUS EST" 1717   

 

MESSA VESPERTINA  NELLA VIGILIA

LETTURE: Is 62,1-5 Dopo l'esilio babilonese cc. 56-66; Sal 89(88),4-5.27.29.16-17; At 13,16-17.22-25; Mt 1,1-25

MESSA DELLA NOTTE

LETTURE: Is 9,1-6 dal Libro dell'Emmanuele cc. 6-12, prima dell'esilio babilonese; Sal 96(95),1-2a.2b-3.11-13; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14 

MESSA DELL' AURORA

LETTURE: Is 62,11-12 Dopo l'esilio babilonese cc. 56-66; Sal 97(96)1-6.11-12; Tt 3,4-7; Lc 2,15-20 

MESSA DEL GIORNO

LETTURE: Is 52,7-10 Durante l'esilio babilonese cc. 40-55: Libro della Consolazione; Sal 98(97),1-6; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18 

 

Nota: rifletti sull'importanza della scelta geografica e storica di Dio relativa alla Palestina, porta d'accesso per l'Oriente e l'Occidente, e luogo della sua Rivelazione. L'importanza culturale del mondo ebraico, egiziano, assiro-babilonese (Iraq), persiano (Iran), greco macedone (biblioteca di Alessandria d'Egitto, lingua greca comune/Koiné e Filosofia), e romano (lingua latina)... Roma caput mundi. Il popolo che discende da Abramo ha avuto contatti significativi anche per la Sacra Bibbia, di generazione in generazione (Vedi: Mappa della Bibbia

 

La Stella dei Latini sul luogo della Natività 

 

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Ultimo Aggiornamento il 24 Dicembre 2017 ore 00.35