"LeggendAriaMente" è il nuovo progetto promosso dall'Associazione CostaltArte volto a valorizzare le piccole-grandi risorse del territorio costaltese. Con LeggendAriaMente arte e fantasia si incontrano e si confondono, tre elementi si armonizzano e prendono forma: la leggenda, l'aria e la mente.
LEGGENDA: Ogni anno verranno scelte tre leggende legate alla realtà di montagna, alla realtà dolomitica e locale. Ad ogni artista verrà assegnata una leggenda, che ciascuna dei tre scultori potrà interpretare liberamente durante la settimana di ex-tempore.
ARIA: Le sculture vengono poste in prossimità di tre fienili lungo la strada che da Costalta conduce a Forcella Zovo e alla Val Visdende. Accanto ad esse il passante potrà leggere la leggenda abbinata a ciascuna scultura. Ogni opera sarà visibile dalla strada, si troverà quindi all'esterno, "all'aria".
MENTE: Questo nuovo percorso artistico, alle porte del paese di Costalta, permetterà a chiunque lo voglia di immergersi completamente nella realtà montana. Una passeggiata tra pittorici larici e abeti, tra sculture di legno e di pietra, tra secolari fienili e antiche leggende dimenticate; la nostra mente sarà libera di volate e di librarsi tra storie meravigliose e personaggi fantastici vicini e lontani.
(dal volantino edito da CostaltArte)

Costalta, 23-29 luglio 2012


Tre scultori, scelti dal coordinatore degli artisti Avio De Lorenzo,
realizzano le opere... abbinate alle 3 leggende dolomitiche
,
individuate da Martina Casanova Fuga,
ideatrice della manifestazione costaltese





HERMANN PLOZZER,
presso il lavatoio, realizza la scultura in legno che rappresenta la leggenda
"La fata che diede il nome al Monte Peralba"
(l'opera viene poi collocata accanto al fienile di Giusto De Bettin,
sulla Strada della Segheria verso Forcella Zovo)

La fata che diede il nome al Monte Peralba

Una bellissima fata viveva, in un tempo molto lontano dal nostro, alle pendici del monte Peralba, che allora però non aveva alcun nome. Era una fata dei boschi e nei lunghi capelli scuri portava intrecciati i fiori che amava raccogliere nei prati. nelle ampie distese ad alta quota al confine tra il Veneto, l’Austria e il Friuli-Venezia Giulia. Qualche volta scendeva a Sappada, lasciando una scia di profumo al suo passaggio che era l’unico modo per indicare la sua presenza, dal momento che la bella fata sapeva rendersi invisibile quando passava attraverso i villaggi abitati.
Si racconta che quella splendida creatura amasse tanto quei luoghi da trascorrere ore ed ore ad ammirarli mentre il sole percorreva il suo arco nel cielo: quando scompariva dietro le montagne, le rocce, gli alberi e i prati prendevano a poco a poco il loro colore naturale, tingendosi di malinconia. Qualche boscaiolo giura d’averla vista abbracciare i grossi tronchi d’abete in uno slancio d’amore, cercando il contatto con quella natura da cui però la divideva sempre una sottile barriera. Se fosse stato per lei si sarebbe trasformata subito in foglia, levandosi leggera nel vento oppure in una genzianella azzurra per colorare l’erba e i cespugli. Le sembrava quasi di volare per la felicità quando entrava nell’ampia Val Visdende o nella vicina Val di Sesis dove i monti si aprivano, inchinandosi all’azzurro del cielo.
Il suo desiderio di fondersi con l’anima delle alte cime crebbe sempre più finché una notte la montagna rispose alla sua preghiera e sussurrò parole sommesse che solo lei riuscì a percepire. Sorridendo la bella fata si alzò in piedi sollevando le braccia al cielo e dopo aver compiuto una graziosa piroetta, quasi cullata dalle ali del vento, tornò piano piano a toccare terra adagiandosi senza fare rumore.
Non appena i lunghi capelli scuri toccarono il suolo ne scaturì acqua sorgiva, zampillante e fresca, che presto scivolò in piccoli rivoli lungo il pendio, giù verso valle. L’abito intessuto di veli colorati si sbriciolò polverizzandosi in mille farfalle colorate che sfioravano i prati trasformandosi in fiori profumati, mentre il candore della sua pelle si rifletté con un bagliore sulla roccia dell’alta montagna dandogli il nome di Pietra Bianca, Peralba.
In certe notti, guardando attentamente verso la cime, nelle rocce più alte e candide si può scorgere ancora riflesso il volto della bella fanciulla dal cui amore per quei meravigliosi luoghi nacque il fiume Piave.






STEFANO COMELLI,
nel campo sportivo polivalente, scolpisce, su marmo, l'opera che rappresenta la leggenda
"La prima Stella Alpina"
(l'opera viene poi collocata accanto al fienile di Giancarlo De Bernardin,
sulla Strada della Segheria verso Forcella Zovo)

La prima Stella Alpina

Una volta tanto tempo fa una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio. Tutti la guardavano stupiti: gli abeti, i faggi, le querce, le pervinche e i rododendri. Nessuna pianta però poteva farci niente, poiché era legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce. Se ne accorsero anche le stelle, quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti. Una di loro ebbe pietà di quel pianto senza speranza e scese guizzando dal cielo. Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stancamente sull'orlo di un precipizio. Brrr!!! Che freddo faceva! ...che pazza era stata a lasciare la quiete tranquilla del cielo! Il gelo l'avrebbe certamente uccisa. Ma la montagna corse ai ripari, grata per quella prova di amicizia data col cuore. Avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi la strinse, legandola a sé con radici tenaci. E quando l'alba spuntò, era nata la prima stella alpina...






ROBERTO MEROTTO,
in Piazza Casanova, realizza la scultura in legno che rappresenta
"La leggenda delle Dolomiti"

(l'opera viene poi collocata accanto al fienile di Egidio De Bernardin,
sulla Strada della Segheria verso Forcella Zovo)

La leggenda delle Dolomiti

Forse non tutti sanno che le Dolomiti vengono chiamate anche Monti Pallidi a seguito di un prodigioso incantesimo...Si narra che le Dolomiti siano chiamate Monti Pallidi a seguito di un prodigioso incantesimo avvenuto ai tempi dell'Antico Regno delle Dolomiti. Tale regno era ricoperto di prati fioriti, boschi lussureggianti e laghi incantati. Ovunque si poteva respirare un'aria di felicità e armonia. Tranne che nel castello reale, perchè il figlio del re aveva sposato la principessa della Luna, ma un triste destino condannava i due giovani amanti a vivere eternamente separati. L'uno non poteva sopportare l'intensa luce della Luna che l'avrebbe reso cieco, l'altra sfuggiva la vista delle cupe montagne e degli ombrosi boschi che le causavano una malinconia talmente profonda da farla ammalare gravemente. Ormai ogni gioia sembrava svanita e solamente le oscure foreste facevano da solitario rifugio al povero principe. Ma le ombrose selve sono luoghi popolati da curiosi personaggi, ricchi di poteri sorprendenti e capaci di rovesciare inaspettatamente il corso degli eventi. Così un giorno il principe si imbattè nel re dei Silvani, un piccolo e simpatico gnomo in cerca di una terra per il suo popolo. Egli propose al principe uno scambi se la sua gente avesse avuto il permesso di abitare quelle terre, in cambio si impegnava a rendere lucenti le montagne del suo regno. Siglato il patto, gli gnomi tessero per un'intera notte la luce della Luna e ne ricoprirono tutte le rocce. La principessa potè così tornare sulla terra per vivere felicemente con il suo sposo. E le Dolomiti presero il nome di Monti Pallidi.



UNA SERATA CULTURALE SUGGESTIVA... sulla Strada della Segheria.
(25-7-2012)

INFO sui tre artisti




"LeggendAriaMente" 2012 a Costalta
(filmato su YouTube)

LA PREMIAZIONE DEGLI ARTISTI...
(29-7-2012)

Altre IMMAGINI relative alle tre sculture
(in lavorazione e ultimate... sulla strada della Segheria)

IMMAGINI di Michele Casanova Crepuz
(sull'estate costaltese)


Il concorso di poesia
"La mia casa: ricordi d'infanzia"
e il LUNARIO 2013
edito da CostaltArte



ARTICOLI DI STEFANO VIETINA sulla manifestazione costaltese

"LeggendAriaMente" La nuova scommessa di CostaltArte
("Corriere delle Alpi", 25 maggio 2012 - pagina 40 - sezione: Nazionale)

Dal legno alla leggenda, e ritorno. Dopo i dodici anni di successi del progetto "Una statua di legno in una casa di legno in un paese di legno", CostaltArte riparte per un nuovo percorso culturale che ha sempre l'obiettivo di valorizzare la frazione di Costalta, nel Comune di San Pietro. "Il primo ciclo del progetto", spiega Silvano Eicher Clere, presidente della Regola di Costalta, " ha sfruttato il grande patrimonio architettonico rappresentato dalle case in legno, a cui abbiamo collegato le opere, sempre in legno, di numerosi artisti, tre per ogni anno. Da gennaio abbiamo avviato una serie di incontri per pianificare come proseguire questo progetto, ed è nata così "LeggendAriaMente", che si prefigge di valorizzare la passeggiata che da Costalta porta alla località "La Siega", sulla strada per Forcella Zovo". La nuova iniziativa è stata ideata da Martina Casanova Fuga, che ne seguirà anche gli aspetti di carattere culturale. Nella settimana dal 23 al 29 luglio saranno ospiti a Costalta tre artisti, che svilupperanno la propria scultura sulla base di una leggenda dolomitica. Le opere saranno collocate in prossimità dei fienili che sono numerosi su quel tratto di strada ed accanto verrà apposto il testo con la leggenda di riferimento. L'Amministrazione della Regola di Costalta, che promuove l'iniziativa insieme all'associazione CostaltArte, ha già provveduto a sottoporre all'assemblea generale dei regolieri il capitolo per il finanziamento del progetto. Avio De Lorenzo, scultore costaltese a cui è stata affidata la direzione artistica, ha individuato e contattato gli artisti: due lavoreranno su legno, mentre il terzo eseguirà la propria scultura su un pezzo di marmo dell'altezza di un metro e settanta centimetri. "La settimana che Costalta dedicherà all'arte", sottolinea Silvano Eicher Clere, "avrà inizio domenica 22 luglio, con l'inaugurazione di una mostra personale del pittore Mauro Chiani, presso la casa museo Angiul Sai, e che proseguirà fino al 5 di agosto. E la premiazione di "LeggendAriaMente", con la consegna delle tre sculture al paese, è prevista per domenica 29 luglio, festa di Sant' Anna, che tra l'altro è anche la patrona di Costalta". Durante la settimana ci saranno anche altri appuntamenti presso la sala assembleare della Regola e nella chiesa parrocchiale di Sant' Anna. Sono previste inoltre alcune mostre di pittura nella sala di esposizione (fienile) di Giusto De Bettin, che si trova per l'appunto sulla strada per Forcella Zovo. Mercoledì 25 luglio, nell'ambito di "LegendAriaMente", si esibirà anche il Coro Comelico, durante una serata particolarmente suggestiva, che comprenderà la presentazione del progetto e la successiva fiaccolata dal Museo Angiul Sai lungo tutto il percorso dove saranno posizionate le opere. Gli artisti avranno la possibilità di intervenire, illustrando la loro opera, ancora in via di esecuzione. La serata si concluderà in località "La Siega" con un falò ed il tradizionale rinfresco.
(Stefano Vietina)


"Corriere delle Alpi", 21-7-2012 (in formato.pdf) "LeggendAriaMente", ci siamo


"Corriere delle Alpi", 27 luglio 2012 - pagina 29 sezione: Nazionale

COSTALTA - Serata di grandi suggestioni, mercoledì a Costalta. E' partita infatti con il piede giusto la nuova stagione culturale dal titolo “LeggendAriaMente”, manifestazione ideata da Martina Casanova Fuga e promossa dall’Associazione CostaltArte. Il Coro Comelico ha accompagnato oltre un centinaio di appassionati alla scoperta delle tre sculture che stanno prendendo forma in paese proprio in questi giorni e che domenica saranno presentate ufficialmente al pubblico dopo la messa. 'LeggendAriaMente' vuole operare un'interessante sintesi fra le sculture (in legno ed in pietra) e le fiabe e le tradizioni popolari delle Dolomiti, con l'obiettivo di valorizzare la passeggiata che da Costalta porta alla località “La Siega”, sulla strada per Forcella Zovo. Ed è stata proprio questa stradina la protagonista della serata, illuminata prima da una falce di luna e poi dalle fiaccole. Nel percorso, i convenuti hanno potuto così fare una prima conoscenza dei tre artisti, selezionati da Avio De Lorenzo, coordinatore artistico di CostaltArte. Nell'ordine hanno preso la parola, per presentare se stessi e soprattutto la loro opera, Stefano Comelli, nato nel 1968 a Trieste, che sta scolpendo un blocco di marmo alto 1,7 metri richiamandosi alla leggenda dal titolo “La prima stella alpina”. Poi Roberto Merotto, nato nel 1968 a Pieve di Soligo, che sta lavorando un blocco di cirmolo, costituito da più tavole incollate insieme, ispirandosi alla fiaba dal titolo “La leggenda delle Dolomiti”. Infine Hermann Plozzer, di Sauris, classe 1966, che sta realizzando un'opera intagliata in un blocco di cirmolo dell’altezza di due metri, con il tema dettato dalla leggenda “La fata che diede il nome al Monte Peralba”. Gli onori di casa sono stati fatti dal Presidente della Regola, Silvano Eicher Clere. che, alla presenza anche del sindaco di San Pietro Silvano Pontil Scala, ha ricordato lo spirito di collaborazione fra vari enti ed associazioni, che consente a Costalta ogni anno di dar vita ad un interessante cartellone di iniziative culturali.
Stefano Vietina




"Corriere delle Alpi" - 01 agosto 2012 - pagina 30 sezione: Nazionale
COSTALTA Si è conclusa domenica con la premiazione dei tre scultori, la prima edizione di LeggendAriamente, la nuova iniziativa voluta da CostaltArte per innovare nel solco della tradizione della scultura in legno. Dopo la messa, il presidente della Regola di Costalta Silvano Eicher Clere ha presentato le tre statue realizzate nel corso di una settimana di lavoro dagli artisti Stefano Comelli, Roberto Merotto e Hermann Plozzer. E Martina Casanova Fuga, a cui si deve l'idea e la responsabilità artistica di LeggendAriaMente, ha premiato, alla presenza del sindaco di San Pietro Silvano Pontil Scala, le dodici poesie selezionate da un'apposita Giuria e che sono state pubblicate sul Lunario 2013. La giuria del concorso era composta da Paolo Venerando (presidente), Antonio Chiades, Giuseppe Verardo, Pino Bertorelli, Michele Casanova Crepuz, Cristiano e Martina Casanova Fuga. Gli autori vincitori del concorso sono stati: MaryEugenia Casanova Fuga, Roberta Grandelis, Fides De Rigo Cromaro (queste tre hanno ottenuto i punteggi maggiori), Aurora Costan Zovi, Giovanna Deppi, Valentina Selene Medici, Loredana Pra Baldi, Viro De Martin Bianco, Norma Casanova, Davide Rocco Colacrai, Renzo Fava e Mery Scantamburlo. Il Lunario 2013 riporta per ogni mese, come da tradizione, una fotografia di Michele Casanova Crepuz, che ha curato anche la parte grafica e la cartellonistica di «LeggendAriaMente» ed è fotografo ufficiale di CostaltArte. Molto apprezzate le opere dei tre scultori, esposte a fianco del portale della Chiesa di Costalta: la scultura in marmo del triestino Stefano Comelli, dedicata alla leggenda dal titolo “La prima stella alpina”; “La principessa della luna” di Roberto Merotto, originario di Pieve di Soligo, scolpita in un blocco di cirmolo; e l'opera di Hermann Plozzer, di Sauris, sempre in cirmolo, riferita a “La fata che diede il nome al Monte Peralba”. Soddisfazione quindi per gli organizzatori, a cominciare dalla Regola e da CostaltArte, per un'iniziativa che ha voluto coniugare la tradizione delle leggende delle Dolomiti con la vena creativa di artisti giovani selezionati dallo scultore costaltese Avio De Lorenzo, coordinatore artistico di CostaltArte. (s.v.)

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"LeggendAriaMente" 2012

(le varie iniziative dell'estate costaltese)

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"ESTATE 2012 A COSTALTA"

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"SCULTURE A COSTALTA"

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