Nick Hornby


 

Febbre a '90
1992 - Guanda, pag.244


 

l'inizio...


Arsenal - Stocke City
14 settembre 1968

Mi innamorai del calcio come mi sarei innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.
Nel maggio del 68 (una data significativa, naturalmente, ma è tuttora più probabile io pensi a Jeff Astle piuttosto che a Parigi), poco dopo il mio undicesimo compleanno, mio padre mi chiese se mi sarebbe piaciuto andare con lui alla finale di Coppa fra West Brom ed Everton; un collega aveva offerto un paio di biglietti. Gli dissi che il calcio non mi interessava, neppure la finale di Coppa - il che era vero, per quanto ne ero consapevole - ma rimasi comunque incollato alla televisione per l'intera partita. Alcune settimane più tardi guardai, incantato, l'incontro Manchester United - Benefica, con mia mamma, e alla fine di agosto mi alzai presto per sentire com'era andato lo United nella finale della Coppa Intercontinentale. Amavo Bobby Charlton e Gorge Best (non sapevo niente di Denis Low, il terzo della Santissima Trinità, che aveva saltato l'incontro con il Benfica a causa di un infortunio) con un ardore che mi aveva preso completamente di sorpresa; durò tre settimane, finché mio padre non mi portò a Highbury per la prima volta.

 

***

frammenti...

 

SUPERMAC

Arsenal-Everton
18.9.76


" In una delle mie videocassette (Gorge Graham's Greatest Ever Arsenal Team, se qualcuno fosse interessato) c'è un esempio perfetto di scena alla Malcom Mcdonald .Trevor Rossi si impossessa della palla sulla destra ,crossa prima che il terzino sinistro del Manchester United riesca a intervenire,Frank Stapleton salta, sfiora di testa il pallone che rotola lungo la linea di porta e finisce in rete.Perché in queste immagini, ritroviamo la quintessenza di Supermac ,data la sua totale assenza nell'azione del gol? Perché lui è là, che fa un affondo disperato in cerca della palla prima che oltrepassi la linea, apparentemente non riuscendo a toccarla,e poi parte alla carica sulla destra dello schermo con le braccia alzate,ma non per congratularsi con chi ha segnato, no, ma perché sta rivendicando il gol come suo .(Rivolge un breve sguardo preoccupato alle sue spalle, quando si rende conto che i suoi compagni di squadra non sembrano interessati ad assembrarsi intorno a lui).
Quella sua partita con il Manchester United non è l'unico esempio della sua imbarazzante propensione ad attribuirsi il merito di qualsiasi azione svoltasi nei suoi paraggi. Nella semifinale della Coppa d'Inghilterrra contro l'Orient, la stagione successiva ,due gol sono registrati come suoi. In realtà entrambi i tiri sarebbero finiti addirittura in fallo laterale - come dire che non viaggiavano neanche lontanamente in direzione della porta- se non avessero colpito un difensore dell'Orient( lo stesso tutte e due le volte) e non avessero tracciato una ridicola parabola sopra il portiere per finire in rete.Malcom, tuttavia,non fu neppure sfiorato da simili considerazioni, e per entrambi i gol esultò come se avesse percorso tutto il campo palla al piede, scartando ogni singolo difensore prima di insaccare nell' angolino sinistro.Non era molto portato all'autoironia.
Durante la partita contro l'Everton,che vincemmo 3-1 (un risultato che indusse tutti noi a credere,nuovamente che la svolta c'era stata e anche Terry Neill stava costruendo una squadra capace di vincere ancora il Campionato), ci fu un'altra chicca .Macdonald sta correndo dietro al pallone insieme allo stopper avversario,che allunga un piede e solleva la palla a scavalcare tragicamente il proprio portiere in uscita; ma subito Macdonald alza le braccia ,corre verso di noi nel North Bank, si gira per verificare la gioia del resto della squadra. I difensori sono famosi per la velocità con cui negano un proprio autogol quando è possibile , ma lo stopper dell'Everton, sconcertato dalla faccia tosta del suo avversario,disse ai giornali che il nostro numero nove non si era neanche avvicinato di striscio al pallone.Ciononostante il gol fu accreditato a Macdonald.
A dire il vero ,non fece una gran carriera nell'Arsenal. Si ritirò per un grave infortunio al ginocchio dopo tre sole stagioni con noi, e nell'ultima stagione giocò soltanto quattro volte. Riuscì,tuttavia, a trasformarsi in una leggenda. Era un giocatore magnifico ,quando era in giornata,ma non ne ebbe molte a Highbury; il suo periodo migliore fu con il Newcastle, una squadra abitualmente scarsa; ma la sua ambizione era tale che sembra sia riuscito a farsi largo a gomitate nella Casa delle Celebrità dell'Arsenal.(Arsenal 1886-1986,di Phil Soar e MrtinTyler , l'opera definitiva sulla storia del club,lo esibisce bello grande in copertina,mentre Wilson e Brady, Drake e Compton non si vedono neanche.)
Perché abbiamo lasciato che si prendesse tanto spazio?Perché un giocatore che scese in campo con l' Arsenal meno di un centinaio di volte è associato al club più prontamente di altri che giocarono sei o settecento partite?Macdonald fu ,se non altro ,un giocatore seducente ,e noi non siamo mai stati una squadra seducente; così, a Highbury,facciamo finta che sia stato più importante di quello che è stato veramente,e mettendolo sulla copertina dei nostri libri patinati speriamo che nessuno si ricordi che ha giocato con noi solo due anni,e di venire quindi scambiati per il Manchester United, o il Tottenhamo, o il Liverpool. Nonostante la ricchezza e la fama dell'Arsenal ,noi non siamo mai stati di quello stampo- siamo sempre stati troppo grigi, troppo sospettosi nei confronti di chiunque avesse una personalità- ma non ci piace ammetterlo.Il mito di Supermac è una truffa che il club fa a se stesso, e siamo tutti ben contenti di poter chiudere un occhio.

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AMICI - ALTRI AMICI
Tutti i mercoledì sera


"Sono una punta, o meglio, non sono un portiere, un difensore o un centrocampista, e non solo riesco a ricordare senza difficoltà alcuni gol che ho segnato cinque, dieci o quindici anni fa, ma in privato traggo ancora molto piacere dal farlo, anche se sono sicuro che questo genere di indulgenza alla fine mi farà perdere la vista. Non sono bravo a giocare a calcio, è inutile dirlo ma fortunatamente questo è vero anche per gli amici con cui gioco. Siamo bravi quel tanto che basta perché valga la pena di giocare : ogni settimana c'è qualcuno che segna un gol eclatante, un potente tiro al volo di destro o un tiro angolato che corona una funambolica discesa attraverso una difesa avversaria disorientata, e in segreto e con un senso di colpa ci pensiamo fino alla volta successiva ( non su questo dovrebbero fantasticare degli uomini adulti). Alcuni di noi non hanno più capelli in cima alla testa, anche se questo , come continuiamo a ripeterci, non è mai stato un problema per Ray Wilkins, o per quella brillante ala della Sampdoria di cui ora mi sfugge il nome ; molti di noi hanno qualche chilo di troppo ; la maggior parte è oltre la trentina . E anche se c'è il tacito accordo di non fare contrasti troppo duri ( un sollievo per chi, tra noi, non ne è mai stato capace) , ho notato nell'ultimo paio di anni che la mattina del giovedì mi alzo quasi paralizzato dal dolore alle articolazioni, ai legamenti del ginocchio e al tendine di Achille ; ho il ginocchio gonfio e ingrossato per due giorni, eredità del legamento mediale che mi sono lacerato in una partita dieci anni fa (la successiva operazione esplorativa fu quanto di più vicino abbia mai sentito di essere a un vero giocatore) ; se mai ho avuto una buona andatura, ho cominciato a perderla con l 'aumentare degli anni e per il mio stile di vita autolesionista. Alla fine dei nostri sessanta minuti sono paonazzo per lo sforzo ; l'imitazione della seconda maglia dell'Arsenal (vecchio modello) e i pantaloncini sono fradici."

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UN REVIVAL ANNI SESSANTA


Arsenal - Aston Villa
11.1.92

" Era strano cercare di raccontare quanto fosse stata sventurata la maggior parte della mia vita calcistica, nel bel mezzo di quel periodo post-scudetto pieno di speranze e di gloria .Così, man mano che la stagione cominciava a sgretolarsi , che Higbury tornava a essere un luogo per giocatori insoddisfatti e tifosi infelici, e il futuro assumeva un aria così cupa che era impossibile ricordare perché mai l'avevamo visto luminoso, cominciai di nuovo a sentirmi a mio agio. Il Grande Crollo del 1992 aveva una sorta di attrazione magica. Quella con il Wrexham fu una geniale e autentica ripetizione della disfatta con lo Swindon, sufficientemente umiliante da farmi rivivere il trauma infantile ; nello stesso tempo, mentre stavo cercando di ricordare il vecchio e noiosissimo Arsenal degli anni Sessanta , Settanta e , sì , Ottanta, Wright, Campbell e Smith e gli altri mi fecero la cortesia di smettere di segnare , e cominciarono ad apparire tanto incapaci quanto lo erano stati i loro equivalenti storici.
Contro l 'Aston Villa , una settimana dopo il Wrexham , mi balenò davanti agli occhi tutta la mia vita. Un pareggio 0-0, contro una squadra da niente, in una partita insignificante , di fronte a un pubblico insofferente, di tanto in tanto arrabbiato ma più che altro stancamente tollerante, nel freddo gelido di gennaio .. L'unica cosa che mancava era Ian Ure che inciampa su se stesso, e mio papà , che continua a mugugnarmi accanto."

 

 

 

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