Giovanni Beltrani - Biografia
Giovanni Beltrani (1848
– 1932) Nato a Trani il 18 novembre 1848, da
famiglia patrizia di
origine spagnola, e quivi morto il 2 dicembre 1932.
Consegui la
licenza liceale a Bari, quando aveva solo 17 anni, e quattro anni
dopo, la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli.
Si dedicò con grande ardore e con l'amore mai spento del neofita, ad
incessanti ricerche erudite su vecchie carte e documenti inediti,
dimenticati negli Archivi di Stato, dei Monasteri e delle
Cattedrali, per fare vera luce su eventi e su interi periodi storici
riguardanti la nostra Città e l'Italia Meridionale.
Fu collaboratore di vari giornali meridionali e di periodici di
interesse storico e letterario dell'intera Nazione, quali l'Archivio
Storico Romano, il Napoletano, il Siciliano, il Veneto, la Rivista
Europea, la Nuova Antologia, la Revue critique d'histoire et de
litterature, la Rassegna Pugliese (la maggiore gloria culturale di
Trani), della quale, alla morte di Valdemaro Vecchi, assunse la
direzione.
Ricopri molte cariche onorifiche, con il più assoluto disinteresse
economico. Fu Ispettore dei monumenti per tutta la terra di Bari,
componente della Commissione di Storia Patria di Bari, Ispettore
degli scavi della necropoli etrusca di Coere (Cerveteri). Membro
dell'ufficio tecnico del Palatino.
Ricercò,
per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, documenti
importanti per la topografia romana nell'Archivio di Stato di Roma
e, in quello di Napoli, gli inventari dei Musei della Casa Farnese
pubblicati, in seguito, a cura dello stesso Ministero.
Si battè sempre con entusiasmo giovanile per la soluzione dei grandi
problemi riguardanti la nostra Regione.
II suo profondo amore per gli studi, per le ricerche erudite e per i
libri, gli consentì la formazione di quel prezioso complesso
bibliografico che, con il nome di "Raccolta Beltrani", oggi
costituisce la parte più importante ed interessante della nostra
Biblioteca Comunale.
Giovanni Beltrani si spense a Trani la notte del 2 dicembre 1932.
Trani ne onorò subito la memoria intitolandogli la via sulla quale
si affaccia ancor oggi il palazzo di famiglia, ma forse un tale
genio avrebbe meritato ben altro
.