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Tutto cominciò nel 1984, un piovosissimo agosto nel “ridente” paese di Ronzone in Val di Non, reso un po’ meno ridente proprio dalle copiose precipitazioni, che ci costringevano a passare le vacanze chiusi in casa. Avevamo affittato una casa per l’estate – io, il mio amico Beppe e le rispettive consorti – e ci ritrovavamo ad ammazzare il tempo con interminabili partite a carte. Fu Beppe che un giorno prese a ricordare come da ragazzo giocasse “a calcio” con i tappi a corona, o meglio, con i “ciappetti”, come li chiamiamo a Genova… e un mattino di ritorno dalla spesa tirò fuori un sacchetto di tappi che, con la sua naturale disinvoltura, si era fatto dare all’osteria del paese. Un pennarello tracciò rapidamente le righe del campo sul tavolo di cucina (righe che, ahimè, in seguito né alcool né altri prodotti furono più capaci di cancellare)… e così ebbe inizio la prima partita. La prima di quante? … una volta tornati a casa, il gioco continuò, anzi, iniziò ad organizzarsi, con tanto di squadre e tornei. E anche questo ha contribuito a farci rimanere amici, a non perdere la voglia di giocare e di scherzarci addosso, nonostante gli impegni, il lavoro e le vicende della vita rendessero a volte rari gli incontri. Ci siamo imbarcati in campionati interminabili: l’ultimo, a dodici squadre, è durato, mi sembra, tre anni, mentre un “torneo estivo” è iniziato un’estate e si è concluso nella successiva. E’ stato creato un sito internet (ad accesso strettamente limitato!) con risultati, statistiche, notizie e chi più ne ha più ne metta, accuratamente aggiornato dopo ogni evento. Sono anche nel frattempo arrivati due nuovi adepti, Stefano e Daniele, che ormai stanno cercando di emulare le gesta di papà Beppe. E così, quando quest’estate ci siamo ritrovati, dopo alcuni anni, in vacanza insieme, nel bagaglio non mancavano le squadre e il campo “portatile”. E’ stata, per paradosso, una gara a “ciclotappo” in spiaggia che ci ha portato a chiederci se anche il “calciotappo” avesse avuto una sua consacrazione in rete. Una rapida ricerca ha portato a trovarne alcune tracce, ma non molte, tanto più per la presenza del fratello “industriale”, il Subbuteo, che come ogni “tecnologia evoluta” ha fatto perdere di vista lo spirito pionieristico originario. Ecco come nasce questo sito, in cui vogliamo dare testimonianza di un gioco “povero” e dimenticato. Se qualcuno vorrà cimentarsi, qui troverà regole (le nostre, quindi modificabili a piacimento!), suggerimenti ed amenità varie. Fateci sapere... e buon divertimento!
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