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Chievo West Side

Forza Ceo, anche Bologna ti ama!

Il giorno del Musso (3)

Chi guarda il carnevale del Chievo con un misto di irritazione ed incredulità sono gli ancora stupiti seguaci del Verona, per lungo tempo la squadra predominante della città.

L'Hellas si è assicurato l'unico scudetto nel 1985.

Pochi successi l'hanno seguito però delle due squadre che giocano al Bentegodi possono dire di essere i più seguiti. Fino ad ora. La loro egemonia è minacciata e questo ai turbolenti tifosi dell'Hellas non va giù. Questo mi è apparso chiaro quando li ho incontrati al Bar Bentegodi sotto la Curva Sud dello stadio qppena dopo che i 10 giocatori dell'Hellas avevano ottenuto uno stiracchiato pareggio con il Perugia.

Se inizi a parlare del Chievo rischi di provocare risposte pungenti. La critica più comune è che il 99% dei tifosi del Chievo non sono veri tifosi della squadra. Tutti tifano per la Juve od altri mostri sacri italiani. Così va di moda l'idea che il Chievo rappresenti la parte romantica mentre l'Hellas la violenza, il razzismo e tutti gli altri mali del calcio. Così mi hanno detto.

La parte calda dei tifosi dell'Hellas si infiamma facilmente. Così oltre al calcio, ci sono spesso scontri con la polizia che pendono sulle loro teste.

Nelle partite con l'Atalanta, il Brescia, il Genoa, i tifosi dell'Hellas Verona hanno, a torto od a ragione, la reputazione di lasciarsi andare a violenze. Ed inoltre, come diversi altri club italiani, tipo la Lazio, sono associati con l'estrema destra.

Nell'ultima stagione il presidente dell'Hellas Verona Giambattista Pastorello ha detto di non poter comprare un giocatore nero per paura i tifosi razzisti della squadra. Questa uscita ha focalizzato l'attenzione su un calcio italiano malato ed ha catturato delle spiacevoli attenzioni sull'Hellas.

Pastorello ha dovuto alla fine avventurarsi sul mercato per comprare il colombiano Johnnier Montaño che è diventato l'unico giocatore nero nella storia della squadra da molti anni.

E' un richiamo allo stile Chievo, l'antitesi dell'Hellas, l'antidoto.

Lo scrittore Tim Parks vive a Verona ed ha scritto un libro sull'Hellas ed i suoi tifosi. Si ritrova con loro in Curva Sud ad ogni gara casalinga.

Al bar Bentegodi mi parla della suo rapporto con i tifosi dell'Hellas durante le trasferte e mi da una bizzarra versione della losca reputazione che accompagna i tifosi dell'Hellas.

Nonostante la loro manifesta turbolenza non la scambierebbe con la pacifica atmosfera che permea i cugini minori. "Il Chievo è uno scherzo", mi dice. "Un pauroso scherzo".

Quando il Chievo è stato promosso in serie A una battuta dei tifosi dell'Hellas è venuta alla ribalta in modo spettacolare.

Per anni i tifosi dell'Hellas si sono burlati dei loro piccoli vicini esponendo striscioni che proclamavano: "Quando i mussi i volarà faremo el derby in serie A". Gli asini decolleranno il 18 novembre il giorno del primo derby in serie A di Verona.

Ed è l'Hellas a doversi ritenere fortunato a parteciparvi avendo rischiato la retrocessione sfuggita per un soffio nello spareggio con la Reggina.

Dopo anni di insopportabile scherno è il momento della rivincita per la piccola truppa dei tifosi del Chievo.

Molti di loro, sul pullman che ci porta a Torino sono vestiti di giallo e blu, ma altri hanno in più stampata sui cappellini, sulle bandiere, e sulle magliette la parola Mussi Volanti.

I mussi volanti del Chievo non sono stupidi, né manca loro il senso dell'umorismo.

(3-continua)

Traduzione di Alberto (Douala)

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