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Quali sviluppi attendono il gruppo SPIMI?
una certa preoccupazione e il relativo scetticismo che trapelava dalle sensazioni espresse da alcuni lavoratori (una minoranza per la verità), il raggiungimento dell'accordo relativo al CIA di San Paolo e SanPaolo Banco di Napoli, favorito da un responsabile atteggiamento delle parti volto alla costruttività, prefigura e sta determinando la positiva evoluzione dei contratti in tutte le banche del gruppo.questi ultimi sono destinati nel tempo a divenire un unico contratto di riferimento a livello di gruppo con correttivi, sostanzialmente economici, riferibili alle aree di insediamento predefinite.superamento della situazione di microconflittualità discendente dalle tensioni che hanno accompagnato le trattative quando l'azienda pretendeva solo un recupero di potestà organizzativa senza volere concedere nulla in cambio (salvo poi a modificare la propria impostazione a fronte della fermezza del sindacato tutto), ci invita a considerare che forse il fattore CIA era secondario rispetto ad evoluzioni del panorama interno ed esterno che potrebbero concretarsi in tempi relativamente brevi tanto da modificare sensibilmente alcuni aspetti ritenuti centrali negli indirizzi aziendali.di questi aspetti - senza dubbio il principale - assieme all'assetto della governance, è il piano di impresa triennale (2006 - 2008) che ambisce a portare il gruppo a risultati economici e di mercato di assoluto valore e che sembrava essere il motore strategico dello sviluppo condito da probabili integrazioni marginali di altre realtà bancarie che possiamo definire “ minori”.alcuni segnali emersi recentemente nel patto di sindacato che guida il gruppo SPIMI (corroborati da pubbliche dichiarazioni) fanno pensare che vi sia da parte di un ben preciso e importante componente estero dello stesso patto l'intenzione di presentare una probabile OPA sul resto della struttura , modificando di fatto certamente l'impostazione strategica che è stata fino ad oggi la filosofia che ha fatto crescere economicamente e dimensionalmente il sodalizio di cui siamo parte.principali interrogativi che ci poniamo e che, ove l'ipotesi affacciata dovesse realizzarsi, vi potrebbe essere uno spostamento del baricentro decisionale fuori dai confini nazionali e che di certo il modello della “banca dei territori” tipico di una configurazione domestica potrebbe risultare superato, mentre si è affermato come modello originale e vincente nel nostro Paese garantendo ed esaltando il significativo valore aggiunto dai marchi di provenienza delle banche rete attraverso il rapporto con le macro comunità socio economiche di riferimento.parere ns. questa strada va ulteriormente percorsa e non abbandonata, attraverso la ricerca di soluzioni di aggregazione sul piano nazionale che risultino compatibili con il modello già sperimentato.patto di sindacato che controlla SPIMI è fondamentalmente strutturato sulle Fondazioni che un tempo (ante Legge Amato) possedevano totalmente le varie Banche di riferimento , le stesse Fondazioni si sono sempre mosse secondo un retaggio culturale “umanistico” di prossimità al territorio e sono state sempre indirizzate al sostegno dello sviluppo socio economico delle aree di radicamento.parere n .s. dunque è opportuno mantenere con patti di sindacato tra strutture omogenee (leggi fondazioni) il vantaggio socio politico che deriva dal controllo di una struttura adeguatamente dimensionata e nel tempo altrettanto economicamente importante nella filosofia del “mercato concorrenziale” come si evidenzia nelle più recenti fusioni delle banche del gruppo Cardine (tutte controllate da fondazioni) e nelle future acquisizioni che sono orientate sugli stessi criteri (Cassa di Forlì e quote Cassa Firenze ecc.).evidente che per contrastare eventuali “appetiti esteri” non è più sufficiente il solo ambizioso piano triennale che soddisfi e tenga legati i vari gruppi istituzionali ma è necessario un ulteriore dimensionamento con aggregazioni di altre fondazioni e relative banche che abbiano gli stessi interessi di tutela del territorio in cui operano e che sole non siano in grado in futuro di garantirlo.
E' su questa linea, ne siamo certi, che assisteremo in un prossimo futuro ad operazioni di aggregazione non previste o prevedibili nel recente passato.queste tematiche anche il sindacato sarà chiamato a confrontarsi anche perché operazioni di tal genere comportano inevitabilmente delle ricadute sul personale per il quale (lo ricordiamo) è già previsto dal piano industriale un diverso dimensionamento attraverso una ricollocazione di risorse in diverse funzioni nella banca che cambia ed un incremento attraverso assunzioni con gli strumenti di flessibilità concordata attualmente in essere. 'apertura di nuovi scenari potrebbe, anche, comportare nel medio tempo ulteriori uscite di personale anziano con l'utilizzo di strumenti già collaudati negli anni precedenti.tutto quanto è in itinere nel settore del credito e nel ns gruppo è necessaria la massima attenzione delle forze sindacali; in tal senso formuliamo l'auspicio che al più presto si possano verificare utili convergenze tra le OO.SS. per perseguire il comune interesse dei lavoratori.
In data 25/5/2006
Delegazione UGL
del Gruppo Bancario San Paolo
- SanPaolo Banco di Napoli - Carisbo - Cariparo - Carive - Friulcassa - BPDA