bullet1 ROBERTO BAROCCHI - Come si tutela l'ambiente ed in particolare il paesaggio

bullet2 Come progettare in modo rispettoso del paesaggio - Si può, seguendo alcune regole, progettare in modo corretto.

(Qui posso fare solo un accenno)
Va premesso che non occorre essere artisti per inserire correttamente un’opera nel paesaggio: basta avere un minimo di buon gusto e seguire delle regole, così come siamo in grado, seguendo delle regole, di esprimerci in buon italiano.
Per progettare correttamente (cioè per tutelare il paesaggio in maniera attiva) occorre:
• stabilire quale è il valore paesaggistico del luogo in cui si vuole costruire;
• stabilire quale è il migliore possibile rapporto fra l’opera che si vuole realizzare e il paesaggio circostante;
• applicare alcune semplici regole di buona progettazione.

Sommariamente un paesaggio può essere:
• di eccezionale valore (callitopo) e in tal caso è bene non apportarvi nessuna modificazione; ad esempio, non sarà bene costruire sulle sponde dei laghi di Fusine;
• di generale rilevante valore (callitipo) come lo sono di solito i paesaggi montani o collinari; in questo caso le modificazioni territoriali inevitabili andranno fatte con particolare cura
• di comune valore: una normale area urbana, un’area agricola di non particolare pregio (normotipo); in questo caso sarà sufficiente una generale buona qualità edilizia per fare sì che il paesaggio non subisca un degrado e, se possibile, assuma una qualità un po’ migliore;
degradato: una zona industriale abbandonata, un’area a discariche malenute (cacotipo); in questo caso ogni trasformazione è ammessa e auspicabile (salvo che l’area non contenga edifici di valore storico artistico degradati ma recuperabili), purché il nuovo sia migliore del vecchio.

Bisogna poi decidere quale rapporto si deve dare all’opera che si progetta rispetto al paesaggio. I rapporti  possibili sono 9, più alcune varianti, raggruppabili in quattro gruppi:
sostituzione quando si cambia tutto,
rapporto forte (comprende i rapporti di dominanza ed evidenza) quando il nuovo si inserisce pesantemente nel paesaggio;
integrazione (comprende i rapporti di non interferenza, coerenza, uniformità e mimesi) quando il nuovo si inserisce in modo discreto;

 

nascondimento (comprende i rapporti di mascheramento e occultamento) quando il nuovo non appare.
È ovvio che maggiore è il valore paesaggistico di un luogo, generalmente (ma poi bisogna valutare caso per caso) il rapporto scelto deve essere il più debole. Attorno ai laghi di Fusine si potrà scegliere un rapporto di occultamento, costruendo ad esempio linee elettriche sotto terra, mentre in un’area urbana di non grande pregio il nuovo potrà essere anche sostituente, dominante o comunque evidente.

 

Infine, bisogna applicare alcune regole specifiche (v. appendice artt. 51 – 61): ad esempio si può migliorare molto l’inserimento di una strada nel paesaggio preferendo a viadotti la costruzione di rilevati con scarpate di leve pendenza e raccordate con il terreno in modo fluido.