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Come progettare in modo rispettoso del paesaggio - Si può, seguendo
alcune regole, progettare in modo corretto.

(Qui posso fare solo un accenno)
Va premesso che non occorre essere artisti per inserire correttamente
un’opera nel paesaggio: basta avere un minimo di buon gusto e seguire
delle regole, così come siamo in grado, seguendo delle regole, di esprimerci
in buon italiano.
Per progettare correttamente (cioè per tutelare il paesaggio in maniera
attiva) occorre:
• stabilire quale è il valore paesaggistico del luogo in cui si vuole
costruire;
• stabilire quale è il migliore possibile rapporto fra l’opera che si
vuole realizzare e il paesaggio circostante;
• applicare alcune semplici regole di buona progettazione.
Sommariamente un paesaggio può essere:
• di eccezionale valore (callitopo) e in tal caso è
bene non apportarvi nessuna modificazione; ad esempio, non sarà bene
costruire sulle sponde dei laghi di Fusine;
• di generale rilevante valore (callitipo) come lo
sono di solito i paesaggi montani o collinari; in questo caso le modificazioni
territoriali inevitabili andranno fatte con particolare cura
• di comune valore: una normale area urbana, un’area
agricola di non particolare pregio (normotipo); in questo caso sarà
sufficiente una generale buona qualità edilizia per fare sì che il paesaggio
non subisca un degrado e, se possibile, assuma una qualità un po’ migliore;
• degradato: una zona industriale abbandonata, un’area
a discariche malenute (cacotipo); in questo caso ogni trasformazione
è ammessa e auspicabile (salvo che l’area non contenga edifici di valore
storico artistico degradati ma recuperabili), purché il nuovo sia migliore
del vecchio.

Bisogna poi decidere quale rapporto si deve dare all’opera
che si progetta rispetto al paesaggio. I rapporti possibili sono
9, più alcune varianti, raggruppabili in quattro gruppi:
• sostituzione quando si cambia tutto,
• rapporto forte (comprende i rapporti di dominanza ed
evidenza) quando il nuovo si inserisce pesantemente nel paesaggio;
• integrazione (comprende i rapporti di non interferenza,
coerenza, uniformità e mimesi) quando il nuovo si inserisce in
modo discreto;
•
nascondimento (comprende i rapporti di mascheramento e occultamento)
quando il nuovo non appare.
È ovvio che maggiore è il valore paesaggistico di un luogo, generalmente
(ma poi bisogna valutare caso per caso) il rapporto scelto deve essere
il più debole. Attorno ai laghi di Fusine si potrà scegliere un rapporto
di occultamento, costruendo ad esempio linee elettriche sotto terra,
mentre in un’area urbana di non grande pregio il nuovo potrà essere
anche sostituente, dominante o comunque evidente.
Infine, bisogna applicare alcune regole specifiche (v. appendice artt.
51 – 61): ad esempio si può migliorare molto l’inserimento di una strada
nel paesaggio preferendo a viadotti la costruzione di rilevati con scarpate
di leve pendenza e raccordate con il terreno in modo fluido.
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